Competitività: l’Emilia-Romagna investe nella formazione professionale

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Con le sue 126 aziende che hanno avviato un corso di formazione aziendale, l’Emilia-Romagna si posiziona al terzo posto tra le regioni più virtuose e conferma la spiccata inclinazione degli imprenditori locali a sviluppare percorsi di preparazione e aggiornamento professionale dei propri lavoratori. A testimoniarlo, i dati del V Sportello dell’Avviso FEMI 2022.01 di FondItalia (Fondo Formazione Italia). Su un totale di 2.157 aziende che hanno avviato uno dei 613 progetti approvati da FondItalia, l’8,5% ha sede in Emilia-Romagna; la regione è preceduta solamente dalla Lombardia (28%) e dalla Puglia (14%).

Nello specifico, hanno preso parte a un corso di formazione più di 1.000 lavoratori (1.326 per la precisione), pari al 6,6% del totale dei destinatari del periodo, che hanno beneficiato di contributi di quasi 300mila euro. I settori economici che più hanno richiesto percorsi di formazione sono il commercio all’ingrosso e al dettaglio (55 imprese per un totale di 4.532 ore di formazione) seguiti dalle attività manifatturiere (13 imprese e un totale di oltre 2.400 ore/formazione). «L’Emilia-Romagna si dimostra, ancora una volta, una regione virtuosa, dove imprenditorialità, innovazione e aggiornamento sono concetti solidi su cui le aziende regionali investono opportunamente, consapevoli dell’importanza della competitività» è il primo commento di Egidio Sangue, vicepresidente e direttore di FondItalia.

Guardando ai dati sulle fasce di età dei lavoratori emiliano-romagnoli si nota che hanno preso parte a un percorso formativo soprattutto dipendenti compresi tra i 40 e i 49 anni (il 31% del totale) seguiti da quelli compresi nella fascia 30/39 anni (il 23%). Il 17% ha invece un’età fino ai 29 anni: «Se osserviamo la platea dei lavoratori che ha preso parte a un corso di formazione -precisa ancora Sangue- ci accorgiamo di quanto siano le fasce più giovani a richiedere aggiornamenti che li affianchino e li assistano nella propria crescita professionale e per stare, come si dice, al passo coi tempi. Se sommiamo le due fasce di età più giovani, quella fino ai 29 anni e quella fino ai 39 anni, ci accorgiamo che raggiungono il 40% del totale. Un dato sicuramente di grande impatto per la competitività imprenditoriale, non solo della regione».

Sulla base dell’analisi dei lavoratori che hanno svolto la formazione in aula nel periodo gennaio/ottobre 2022, il destinatario tipo dei progetti formativi, in Emilia-Romagna, è prevalentemente uomo (61,5%). Quasi il 40% dei partecipanti è in possesso del diploma di scuola superiore, il 22% ha conseguito una laurea, mentre il 27% è in possesso della licenza media. La fotografia scattata da FondItalia, per quanto concerne la tipologia di impiego, vede al primo posto gli operai generici (51%), seguiti dagli impiegati amministrativi (38%) e dagli operai qualificati (7%).

Avviato a novembre 2021, a durata annuale e articolato in 6 Sportelli, l’Avviso FEMI 2021.01 finanzia progetti di tipo aziendale, interaziendale ed individuale, concordati tra le Parti Sociali che promuovono il Fondo e le imprese aderenti. Per il 2022, il fondo stanziato per la formazione professionale continua è stato raddoppiato dal Consiglio di Amministrazione FondItalia dai 6 milioni di euro iniziali a 12 milioni nella seduta dello scorso 29 marzo.

«Siamo consapevoli di rappresentare un riferimento significativo per le aziende aderenti, soprattutto per le piccole e microimprese – sottolinea Francesco Franco, Presidente FondItalia -. Aver raddoppiato lo stanziamento iniziale, promuovendo formazione di qualità e facilitazioni per le aziende aderenti, rappresenta certamente uno sforzo notevole, ma anche la certezza che nutriamo nella preparazione professionale continua che, nell’economia contemporanea, rappresenta la vera chiave di volta per essere competitivi e affrontare i tempi difficili che stiamo attraversando».