A Teatri di Vita – “Un uomo deve essere forte”, il docufilm sulla transessualità

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Quali sono le caratteristiche del maschio? Se lo chiede Jessica, che sta affrontando la transizione per avere un corpo di uomo. Se lo chiede dal paese nella sua vallata, dove i modelli del maschile impongono una riflessione sull’identità di genere anche in una persona transessuale come Jessica. La riflessione sui generi è al centro del documentario “Un uomo deve essere forte” di Elsi Perino e Ilaria Ciavattini, che sarà presentato alla presenza delle due registe mercoledì 28 luglio, alle ore 22.15, a Teatri di Vita. Il film proviene dall’ultima edizione del Lovers Film Festival di Torino.

In prima serata, alle ore 21, è in programma la replica di “Loretta Strong”, il delirio lisergico di Copi portato in scena dalla compagnia Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa, con l’interpretazione di Paolo Oricco, la regia di Marco Isidori e la realizzazione scenica di Daniela Dal Cin.

Rimangono, inoltre, in esibizione permanente la mostra fotografica “Una Città fuori dal Comune” di Davide Conte e l’installazione interattiva “Gentilezza/Leggerezza” di Andrea Ferrato / Metabox Sensibilità Aumentata.

L’appuntamento è mercoledì 28 luglio (apertura generale ore 18) negli spazi interni ed esterni di Teatri di Vita (Parco dei Pini, via Emilia Ponente 485, Bologna). Il festival “Cuore d’Aria” è in programma nell’ambito di “Bologna Estate 2021”, con il supporto di Comune di Bologna e Regione Emilia Romagna, e con il contributo della Fondazione del Monte. Informazione e prevendita sulla app di Teatri di Vita, accessibile dal sito teatridivita.it; info: 333.4666333 – urp@teatridivita.it.

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ORE 21: LORETTA STRONG di Copi; con Paolo Oricco e Maria Luisa Abate, Vittorio Berger, Valentina Battistone; “Astronave” di Daniela Dal Cin; regia Marco Isidori; produzione Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa.

E’ il testo più delirante e più astratto di Copi, forse l’incarnazione più alta del suo spirito libero e folle. “Loretta Strong” ovvero un essere lanciato in un’astronave-cucina verso uno spazio informe, assediata da mostri e telefonate, esplosa e implosa, in una cascata di parole e suoni. Insomma, tutto e il contrario di tutto: anarchicamente surreale e iperrealista, l’opera si presta a infinite letture. Come quella altrettanto folle e delirante di Marcido Marcidorjs, che inizia con il materializzare la navicella spaziale come una gigantesca e coloratissima macchina, un bolide pop, quasi una proiezione lisergica della stessa Loretta e al tempo stesso una macchina di tortura: “uno strabiliante oggetto cinetico, una ‘vera’ Astronave; un’astronave abbagliante d’acciaio e di luce, un Disco Volante che in un qualche segreto modo, sembrerà venir catapultato effettivamente verso le lontananze dello spazio profondo, esorbitando da ogni fiacchezza scenica non appena gli avremo dato abbondante gas drammatico, aprendo le valvole della sfrenatezza attorale che ci è propria…”. Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa è uno degli ensemble più originali della scena contemporanea, che dagli anni 80 ha segnato con un linguaggio personalissimo, imperniato su una recitazione sopra le righe verso la partitura musicale, e una cura scenica e visiva ludicamente onirica, nella ricerca di un’opera d’arte totale.

ORE 22.15: UN UOMO DEVE ESSERE FORTE (Italia, 2019, 62’) di Elsi Perino e Ilaria Ciavattini. Presentato in collaborazione con il Lovers Film Festival. Saranno presenti le registe.

Sullo sfondo di un provincia cronica del nord Italia, fatta di fabbriche di armi, caccia sportiva e laghetti per la pesca facilitata, Jessica intraprende un percorso di transizione per adeguare il suo corpo a quello che ha sempre sentito di essere: Jack, un uomo. In una routine di lavori saltuari, amici del bar e pochi svaghi, Jack inizia ad interrogarsi su cosa significhi, al di là del corpo, essere un uomo e su che tipo di uomo essere, iniziando a mettere in discussione i modelli di mascolinità offerti dalla valle in cui vive. Il documentario è costruito seguendo il tempo della trasformazione del corpo femminile e la venuta al mondo di un uomo: della sua forma fisica, del suo sentire, del suo agire, del suo patire. Ogni mercoledì di luglio il cinema al festival “Cuore d’Aria” riserva una primizia: un film che arriva direttamente dall’ultima edizione Lovers Film Festival, la manifestazione cinematografica a tematica LGBTQ+ di Torino, in programma dal 17 al 20 giugno. Il meglio del festival in quattro serate, a cura della direttrice artistica Vladimir Luxuria.

MOSTRA PERMANENTE: UNA CITTÀ FUORI DAL COMUNE – fotografie di Davide Conte.

Davide Conte ha inaugurato un modo nuovo di essere al tempo stesso fotografo e amministratore, raccontando su Instagram la città di Bologna e l’impegno di amministratore pubblico (come assessore al bilancio del Comune di Bologna) fondendo immagini di grande suggestione e riflessioni sul senso più genuino della “res publica”, come fossero pagine visionarie di un diario intimo/pubblico, tra politica, spiritualità e giornalismo. Al festival sono in esposizione 20 fotografie.

INSTALLAZIONE PERMANENTE: GENTILEZZA/LEGGEREZZA – installazione di Andrea Ferrato – METABOX Sensibilità Aumentata.

Due parole che sembrano uscite da un’altra epoca e che sono più che mai necessarie nei nostri tempi: nell’installazione di Andrea Ferrato “Gentilezza” e “Leggerezza” sono due scatole di metallo, con le quali i visitatori sono invitati a interagire tramite un qr-code attraverso il quale possono inviare la loro idea di “gentilezza” e “leggerezza” che sarà poi pubblicata sul sito dell’artista. Il progetto è una produzione del collettivo multidisciplinare “METABOX sensibilità aumentata”