Dai corti superpremiati alla danza a Cuore d’Aria

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Hanno vinto premi come i Nastri d’Argento e i David di Donatello, anche in festival internazionali come il BAFTA, il festival di Venezia e quello di Cannes, da San Francisco a Melbourne… sono i sei cortometraggi della Zen Movie in programma mercoledì 30 giugno (apertura ore 18) al festival “Cuore d’Aria” di Teatri di Vita. Un programma che comprende corti di animazione e pellicole che ci portano in altri orizzonti umani e geografici. I cortometraggi, prodotti tra il 2018 e il 2021, concluderanno la giornata che prevede anche tre appunti dal vivo: lo spettacolo di danza “Campo Cerrado” del coreografo spagnolo Daniel Doña, in prima nazionale; il work in progress di danza “Echea” di Andrea Zardi, creato in residenza a Teatri di Vita; e la performance “Llabyellov” del giocoliere Carlo Cerato.

Rimangono, inoltre, in esibizione permanente la mostra fotografica “Una Città fuori dal Comune” di Davide Conte e l’installazione interattiva “Gentilezza/Leggerezza” di Andrea Ferrato / Metabox Sensibilità Aumentata.

L’appuntamento è negli spazi interni ed esterni di Teatri di Vita (Parco dei Pini, via Emilia Ponente 485, Bologna). Il festival “Cuore d’Aria” è in programma nell’ambito di “Bologna Estate 2021”, con il supporto di Comune di Bologna e Regione Emilia Romagna, e con il contributo della Fondazione del Monte. Informazione e prevendita sulla app di Teatri di Vita, accessibile dal sito teatridivita.it; info: 333.4666333 – urp@teatridivita.it.

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CAMPO CERRADO – idea originale e direzione artistica Daniel Doña – interpreti Miranda Alfonso, Cristian Martín, Daniel Doña – coreografia Jordi Vilaseca, Miranda Alfonso, Cristian Martín, Daniel Doña – produzione Daniel Doña Compañia de Danza – Prima nazionale

Tre danzatori sotto tre ampi sombreri evocano con leggerezza uno dei periodi più complessi della storia spagnola: gli anni successivi alla devastante guerra civile. Ne è una spia anche il titolo, che deriva da un romanzo dello scrittore spagnolo Max Aub dedicato proprio a un’epoca, come sottolinea l’autore dello spettacolo Daniel Doña, in cui le alleanze e gli scontri tra arte e potere hanno avuto particolare rilevanza, e concetti come resilienza, resistenza, repressione, reinvenzione e anche esilio hanno assunto il loro significato più forte. “Campo cerrado”, presentato in prima nazionale a Bologna, è una cartografia progettata intorno ai concetti di identità e diversità, che prova a ridisegnare la mappa di un periodo politicamente arido e opprimente come quello della dittatura, durante il quale tuttavia una generazione di creatori ha saputo trovare forme alternative e geniali di espressione. Lo spettacolo è anche l’occasione per far conoscere il lavoro artistico di Daniel Doña, impegnato da tempo in un percorso senza confini dove la danza contemporanea dialoga con altre espressioni e altre forme di ballo (in primis il flamenco), ricevendo diversi premi per la coreografia e l’interpretazione per gli spettacoli della compagnia che ha fondato nel 2013.

ECHEA di Andrea Zardi – suono Federico Dal Pozzo, Lorenzo Abattoir – project manager Valentina Barone – con Gaia Centamore, Riccardo De Simone, Andrea Zardi – produzione ArtGarage, ZA | DanceWorks – con il sostegno di Cross Festival, PARC Performing Arts and Research Centre – realizzato in residenza a Teatri di Vita nell’ambito del programma Artisti nei territori della Regione Emilia-Romagna.

Il corpo che incontra il suono, lo produce, ne è attraversato: un confronto dinamico, in cui entra anche il computer e la trasformazione digitale, che raccoglie e riverbera i suoni dell’ambiente. “Echea” è un progetto inedito, che vede una tappa realizzata in residenza a Teatri di Vita. Nel lavoro entrano i suoni e i rumori catturati dall’ambiente urbano, tra geografia dei suoni e mappatura urbana, rielaborati e restituiti in un’azione che a sua volta emette suoni e rumori e li integra. Un processo di lavoro che inevitabilmente coinvolge anche lo spettatore che fa parte dell’ “ambiente” dello spettacolo. A proporre questo viaggio acustico-corporeo è Andrea Zardi, che dopo un’intensa esperienza in Belgio, Germania e Italia, come danzatore per numerosi coreografi, ha dato vita al progetto ZA | DanceWorks, con cui ha realizzato diversi spettacoli.

LLABYELLOV un solo di giocoleria di Carlo Cerato – realizzato in residenza a Teatri di Vita nell’ambito del programma Artisti nei territori della Regione Emilia-Romagna.

Bastoni, anelli, palline, fazzoletti, ma anche piume, gelati, giocattoli, racchette… Uno spettacolo di giocoleria, avvincente e ironico: una scheggia di circo nelle “resiDANZE di primavera” a ricordarci che anche il giocoliere è un po’ un danzatore, e forse anche la danza è un po’ circense. A proporlo è Carlo Cerato, che dopo il diploma alla FLIC Scuola di circo di Torino, si trasferisce in Francia, dove vive, per frequentare l’Ecole National Supérieur des Arts du Cirque, e dove ha fondato la sua compagnia Edo Cirque e dove si occupa di discipline legate al circo e creazione musicali. Nel 2019 è stato selezionato per la 42esima edizione del Festival Mondial du Cirque de Demain.

SERATA ‘CORTA’ CON ZEN MOVIE: SOFFIO (Italia, 2019, 10’) di Nicola Ragone – SHERO (Italia/India, 2021, 14’30”) di Claudio Casale – SOLITAIRE (Italia, 2020, 11’) di Edoardo Natoli – INVERNO (Italia, 2020, 16’30”) di Giulio Mastromauro – LA GITA (Italia, 2018, 14’30”) di Salvatore Allocca – INANIMATE (UK, 2018, 9’) di Lucia Bulgheroni

Benvenuti a tanti viaggi in altri orizzonti umani e geografici, attraverso sei cortometraggi presentati e premiati in numerosi festival internazionali. Iniziamo con un luogo indefinito, da qualche parte nel mondo, con “Soffio”, e gli ultimi attimi di vita di una donna condannata a morte per aver ucciso il suo violentatore. Il soffio di un’esistenza che continua a pulsare, che il vento porterà altrove verso uno spazio libero. “Shero” ci porta in India, dove Shabnam ha subìto un attacco con l’acido quando era adolescente. Oggi è una Shero, un’attivista indiana per i diritti delle donne che cresce sua figlia insegnandole il valore della bellezza e della forza femminile, al di là delle convenzioni sociali. “Solitaire”, reduce dalla Mostra del Cinema di Venezia e vincitore ai Nastri d’Argento, è l’85enne Renaud, che vive a Parigi, serenamente bloccato da anni all’ultimo piano di un palazzo di Montmartre, con la sua fidata sedia a rotelle/badante. Ma se arrivasse all’improvviso una nuova dirimpettaia a scombussolare la sua routine? “Inverno”, cortometraggio vincitore del Premio David di Donatello e nomination ai Nastri d’Argento, è il ritratto di Timo, il più piccolo di una comunità greca di giostrai, che si trova ad affrontare insieme ai suoi cari l’inverno più duro. Miglior regia e miglior fotografia alla Mostra del Cinema di Venezia per “La gita”, che racconta della 14enne Megalie, figlia di immigrati dal Senegal ma nata e cresciuta in Italia, che non può partecipare a una gita scolastica all’estero. Si conclude con “Inanimate”, corto d’animazione che ha fatto incetta di premi in tutto il mondo, da Cannes al BAFTA, da Annecy a Melbourne, da San Francisco ai Nastri d’Argento. Un vero geniale gioiello imperniato sulla vita routinaria di Katherine tra casa, lavoro e fidanzato, finché…

MOSTRA PERMANENTE: UNA CITTÀ FUORI DAL COMUNE – fotografie di Davide Conte

Davide Conte ha inaugurato un modo nuovo di essere al tempo stesso fotografo e amministratore, raccontando su Instagram la città di Bologna e l’impegno di amministratore pubblico (come assessore al bilancio del Comune di Bologna) fondendo immagini di grande suggestione e riflessioni sul senso più genuino della “res publica”, come fossero pagine visionarie di un diario intimo/pubblico, tra politica, spiritualità e giornalismo. Al festival sono in esposizione 20 fotografie.

INSTALLAZIONE PERMANENTE: GENTILEZZA/LEGGEREZZA – installazione di Andrea Ferrato – METABOX Sensibilità Aumentata

Due parole che sembrano uscite da un’altra epoca e che sono più che mai necessarie nei nostri tempi: nell’installazione di Andrea Ferrato “Gentilezza” e “Leggerezza” sono due scatole di metallo, con le quali i visitatori sono invitati a interagire tramite un qr-code attraverso il quale possono inviare la loro idea di “gentilezza” e “leggerezza” che sarà poi pubblicata sul sito dell’artista. Il progetto è una produzione del collettivo multidisciplinare “METABOX sensibilità aumentata”.