GENTE DI TEATRO – A Casalecchio “Nostalgia di Dio”, l’ultimo spettacolo di Lucia Calamaro

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Presentato in prima assoluta alla Biennale Teatro 2019, Nostalgia di Dio è il nuovo lavoro di una delle più importanti drammaturghe contemporanee, autrice di un teatro che nasce sulla scena e che richiede agli attori di essere “atleti della parola”, capaci di affrontare temi universali attraverso storie personali.

Lo spettacolo

In una scena lattea, pulita e bianchissima, siamo catapultati in un contesto borghese, dove due uomini giocano a tennis sotto lo sguardo annoiato di una donna. Arriva Simona, che sbaragliando subito la quarta parete inizia il suo monologo rivolta al pubblico. Quattro personaggi legati da un’amicizia reticolare ora accolgono e ora respingono il palleggio del dialogo, come la pallina sul campo da tennis. Francesco (Francesco Spaziani) è agitato, non riesce a calarsi nel ruolo di padre separato, vuole tornare a casa e affermarsi come uomo agli occhi della moglie; la moglie Cecilia (Cecilia Di Giuli) dal canto suo cerca di difendere la propria scelta di serenità, ma rivela una nevrosi, l’assurda catalogazione dei rumori, al fine di rivendicare per sé stessa una liberatoria, ma confusa, forma di emancipazione; l’amico Alfredo (Alfredo Angelici) ha scelto di portare fede e, con essa, la croce sulla quale è incisa la vocazione al sacerdozio come sacrificio e rinuncia; l’amica Simona (Simona Senzacqua) cerca disperatamente di modificare il proprio stato, cercando l’indipendenza psicologica ed emotiva.

Dal campo da tennis si passa ad una cena in casa e poi ad una gita notturna per le chiese di Roma.
In questa realistica rarefazione dei tempi, a turno ogni personaggio si distacca dal quartetto e, rivolto al pubblico, racconta la propria crisi. Nella semplicità della trama, l’intelligenza dell’autrice si rivela in un sottile e segreto meccanismo che soggiace al testo. La Calamaro cuce le nevrosi e le depressioni dei protagonisti alla dinamica relazionale che insiste tra i quattro, così che i monologhi sono legati non tanto al dipanarsi dei fatti ma si intrecciano con i sentimenti che lega il parlante agli altri tre.

In questo spettacolo la Calamaro prova ad affrontare il rapporto con il senso del sacro, evocato chiaramente già dal titolo: c’è l’immagine di un Dio bambino, che crea il mondo con l’onnipotenza dell’infanzia, ma anche con ingenuità, un Dio che non risponde alle preghiere perché letteralmente ancora infante, e che rintocca di protagonista in protagonista.

Afferma la Calamaro: “Nostalgia di casa. Questo potrebbe essere l’altro titolo di questo spettacolo, in quanto per me, la casa sono gli affetti, e gli affetti sono l’unica dimensione rimasta che mi rapporti al sacro”.
In quella che potremmo definire una famiglia non tradizionale, nonostante le avversità e le separazioni, ci si è sempre per gli altri, si litiga, si grida, ci si lascia anche, ma si ama e si ritorna.
È sicuramente il tema del nostos, del ritorno, della casa intesa come famiglia, centro saldo dei propri affetti, di cui l’autrice dichiara di aver voluto parlare in questa pièce.

Lucia Calamaro
La carriera di Lucia Calamaro drammaturga, regista e attrice, si sviluppa tra Montevideo, Parigi e Roma. Nel 2003 fonda l’associazione Malebolge e dà corpo alla propria scrittura scenica, allestendo numerosi spettacoli. Nel 2011 realizza L’origine del mondo, ritratto di un interno con cui ha vinto 3 premi UBU. Nel 2012 vince il Premio Enriquez per regia e drammaturgia. Nel 2014 debutta Diario del tempo, L’epopea quotidiana e nel 2016 La vita ferma: sguardi sul dolore del ricordo. Nel 2018 è la volta di Si nota all’imbrunire: solitudine da paese spopolato con Silvio Orlando, e Sindrome italiana con la regia e l‘interpretazione delle Mitipretese.

NOSTALGIA DI DIO
Dove la metà è l’inizio
Martedì 14 gennaio, ore 21:00 al Teatro Comunale Laura Betti di Casalecchio di Reno
testo e regia Lucia Calamaro
con Cecilia Di Giuli, Simona Senzacqua, Francesco Spaziani, Alfredo Angelici
luci Gianni Staropoli
produzione Teatro Stabile dell’Umbria
coproduzione con Teatro Metastasio
in collaborazione con Dialoghi – Residenza delle arti performative A Villa Manin 2018-2019