GENTE DI TEATRO – A Teatri di Vita: “Riccardo III”, la tragedia della malvagità e del potere, secondo Shakespeare

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Secondo appuntamento con la rassegna “L’estate è un classico”. Non poteva mancare William Shakespeare con una delle sue tragedie più famose e potenti, quella dedicata a Riccardo III, l’ambizioso re inglese che unisce la sete di potere con la malvagità. A portare in scena “Riccardo III, invito a corte” è Galleria Toledo, con la drammaturgia e regia di Laura Angiulli, a Teatri di Vita (via Emilia Ponente 485, Bologna; info: www.teatridivita.it; 333.4666333), giovedì 13 e venerdì 14 giugno alle ore 21. In scena, Giovanni Battaglia, Alessandra D’Elia e Luciano Dell’Aglio.

Lo spettacolo è inserito nel programma di “Bologna Estate” promosso dal Comune di Bologna.

Un gobbo scellerato si aggira sulla scena, schernito dalla sua natura e dalla vita, traboccante di violenza e perversione. È Riccardo il “malefico fool” del repertorio shakespeariano, una vera e propria maschera per indagare le cause e gli effetti della sua incontrollabile sete di potere. La corsa per la corona regale si combina con un desiderio malato di vendetta e una smania a compiere ogni proposito peggiore: il potere tanto agognato si tradurrà in un gioco di massacri che esclude ogni possibilità di riflessione o redenzione.

Un giullare di se stesso, le cui deformità sono specchio della sua mostruosità inferiore, che capendo la vanità di ogni suo gesto, non potrà fare altro che gridare alla fine della sua vita: “Un cavallo, un cavallo, il mio regno per un cavallo!”.

Riccardo, quasi un giullare di se stesso. In continuo gioco con la deformità che ne irrigidisce gli atti (ma è deformità fisica, o non piuttosto specchio di una più profonda distorsione interiore?), Riccardo fa suoi schemi rappresentativi che ne esaltino la propensione alla violenza e al delitto. Nessun imbarazzo in lui, malefico fool.

(Laura Angiulli)

Laura Angiulli è direttore artistico dal 1991 del centro di produzione Galleria Toledo. Ha curato drammaturgia e regia di circa 40 spettacoli di repertorio, tra cui Io sposo l’ombra, Manuale di sopravvivenza, Temporale, Nema, lento adagio cantabile e Cassandra, che il pubblico di Teatri di Vita ha avuto occasione di vedere due anni fa. È curatrice, inoltre, della sceneggiatura e regia di Tatuaggi, lungometraggio ispirato a Haute sourveillance di Jean Genet premiato alla Mostra del Cinema di Venezia con i premi “La scrittura e le immagini” e “L’altro sguardo”.