GENTE DI TEATRO – Al Laura Betti Fanny & Alexander portano in scena “L’amica geniale” di Elena Ferrante

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Sabato 25 gennaio alle ore 21,00 al Teatro Comunale Laura Betti a Casalecchio di Reno, L’amica geniale celebre romanzo di Elena Ferrante arriva sulle scene grazie a Fanny & Alexander, compagnia di ricerca che da oltre venticinque anni rielabora e reinterpreta con diversi codici e linguaggi fiabe, romanzi e testi letterari.

Lo spettacolo

Lo spettacolo, diviso in due capitoli (Il nuovo cognome e La bambina perduta), si basa sulla storia dell’amicizia tra due donne, seguendo passo passo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i sentimenti, le condizioni di distanza e prossimità che nutrono nei decenni il loro rapporto. Sullo sfondo la coralità di una Napoli dei Quartieri e delle case con le cantine misteriose e fameliche, delle vacanze al mare fatte di corpi dalla bellezza antica, delle contestazioni politiche, dilaniata dalle contraddizioni del passato, del presente e di un futuro i cui confini faticano ancora a delinearsi con nettezza.

Nel romanzo della Ferrante, Un’amicizia era il titolo del libro che raccontava, a posteriori, la vicenda del rapporto tra due donne; Storia di un’amicizia diviene qui, invece, il titolo del racconto, in forma di spettacolo, che Elena Greco (Chiara Lagani) compone a partire dalle vicende di una vita che la legano a Lila Cerullo (Fiorenza Menni), la sua amica geniale, svelando con semplicità e naturalezza gli inganni della memoria che col passare del tempo riorganizza a proprio piacimento i pensieri e occulta alla coscienza scomode verità.

L’infanzia è lasciata al flusso di pensiero di Elena, che rievoca le due bambole e i rioni napoletani in cui le due bambine sono cresciute. L’azione inizia con il matrimonio di Lila, quando questa acquista un nuovo cognome che la separa irreparabilmente da una intera fase della sua vita. I signori del rione, i fratelli Solara, vogliono usare l’immagine di Lila in abito da sposa per realizzare un grande manifesto da appendere nel negozio di scarpe.
Lila, nel disperato tentativo di riaffermare il proprio controllo su quell’immagine, e così sulla sua vita, accetta di esporla, ma solo a patto di poterla modificare. Quest’immagine sarà spezzata, incisa, violentemente trasformata dalle amiche, divenendo uno strano, evocativo emblema della loro storia.
La terza parte, infine, è dedicata alla maternità. Anche Elena, nel frattempo, si è sposata e ha avuto due figlie. Si è allontanata dal rione, e quindi anche da Lila, per studiare e poi scrivere. Anche Lila rimane incinta ed è forse questa maternità parallela che riattiva il legame, mai interrotto, tra le amiche. Le bambine cresceranno insieme, specchio dell’amicizia tormentata delle madri. Finché un giorno, all’improvviso, Tina, la figlia di Lina scompare.

La compagnia

La compagnia Fanny & Alexander, nata a Ravenna dall’incontro tra Luigi De Angelis e Chiara Lagani è artefice di numerosi percorsi, tra spettacoli teatrali e musicali, produzioni video e cinematografiche, installazioni e azioni performative, mostre fotografiche, convegni e seminari di studi, piccoli festival e rassegne.

Tra i suoi lavori si ricordano il ciclo dedicato al romanzo di Nabokov Ada o ardore e vincitore di due premi Ubu; il progetto pluriennale dedicato a Il Mago di Oz (2007-2010) e l’affondo dedicato alla retorica pubblica con le serie dei Discorsi per indagare il rapporto tra singolo e comunità. Nel 2015 Fanny & Alexander cura regia, allestimento e costumi dell’opera Die Zauberflöte – Il flauto magico di W.A. Mozart su commissione del Teatro Comunale di Bologna. Tra gli ultimi lavori To be or not to be Roger Bernat, spettacolo che anticipa il futuro progetto sull’Amleto.

Consolidatasi scenicamente nella rielaborazione e reinterpretazione di diversi codici – dalla fiaba, al testo letterario, alla conferenza – la compagnia si cimenta, questa volta, nella riscrittura scenica del celebre romanzo di Elena Ferrante.
Nell’ambito di oltre venticinque anni di carriera, Fanny & Alexander ha ricevuto importanti riconoscimenti tra cui: Premio Giuseppe Bartolucci 1997, Premio Coppola Prati 1997, Premio speciale Ubu 2000, Premio di Produzione TTV 2002, Premio Lo Straniero 2002, Premio Speciale 36mo Festival BITEF di Belgrado 2002, Premio Sfera Opera di Ricerca Cortopotere Anno Tre 2003, Premio Speciale Ubu 2005, Premio dello Spettatore 2010/11 Teatri di Vita. Nel 2017, inoltre, la drammaturga Chiara Lagani si è aggiudicata il Premio Speciale dedicato all’Innovazione Drammaturgica assegnato nell’ambito del Premio Riccione.

STORIA DI UN’AMICIZIA L’amica geniale
tratto dalla tetralogia L’amica geniale di Elena Ferrante (Edizioni e/o)
ideazione Chiara Lagani e Luigi De Angelis
con Chiara Lagani e Fiorenza Menni
drammaturgia Chiara Lagani
regia, light design, spazio scenico Luigi De Angelis
sound design Tempo Reale/Damiano Meacci
video Sara Fgaier
ricerca e allenamento coreografico Fiorenza Menni
progetto sonoro Luigi De Angelis
vocals Emanuele Wiltsch Barberio
percussioni Cristiano De Fabritiis
supervisione tecnica e cura del suono Vincenzo Scorza
tecnico di palcoscenico Giovanni Cavalcoli
costumi Chiara Lagani collezione Midinette
fotografia e riprese video Alessandra Beltrame e Stefano P. Testa
Postproduzione Davide Minotti
Sviluppo Super 8 Alessandra Beltrame presso Cinescatti
materiali di archivio Associazione Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia e Bruno Belfiore
organizzazione e promozione Ilenia Carrone
una coproduzione Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia, Ravenna Festival, E-production
in collaborazione con Ateliersi
ringraziamenti Lorenzo Gleijeses, Giorgia Sangineto, Sofia Di Leva, Andrea Argentieri

testi: Elena Ferrante (brani da L’amica geniale), Chiara Lagani (brani liberamente ispirati a Frank Lyman Baum, Toti Scialoja, Wislawa Szymborska)

musiche: Luigi De Angelis (composizioni elettroniche liberamente ispirate a John Sebastian Bach, Marin Marais, Alfred Schnittke e alla tradizione della taranta e tammurriata napoletana), Patti Smith, temi per voce da Manuel De Falla, Dmitrij Šostakovič, Alfred Schnittke e dalla tradizione catalana

catalogo gestuale liberamente ispirato alle coreografie di: Pina Bausch, Maurice Bejart, Trisha Brown, Anna Teresa De Keersmaeker