GENTE DI TEATRO – Al Teatro Comunale di Casalecchio: “Dio ride – nish koshe”

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SPETTACOLI BRESCIA TEATRO SOCIALE MONI OVADIA DIO RIDE NELLA FOTO SCENA 4/07/2018 REPORTER FAVRETTO

Il vecchio errante Simkha Rabinovich, personaggio di Moni Ovadia, torna con altri 5 musicisti, vagabondi come lui su una zattera piena di libri vagando senza una meta precisa. Approdano al Teatro Comunale Laura Betti di Casalecchio di Reno il 23 gennaio alle ore 21 cantando e suonando storie tristi e allegre, parlando del divino, ridendo e ricordando con malinconia un passato che a tratti minaccia di ripetersi.
Lo spettacolo
Dio ride – così così, in questo modo si traduce “nish koshe” in lingua yiddish, una risata amara ma anche profonda sugli eventi del passato come la Shoah e l’emigrare costante del popolo ebreo. Storie, storielle e barzellette sul passato che però raccontano una storia più grande e guardano verso il futuro della terra. Simkha Rabinovich scherza con noi insomma, senza mai dare risposte, ma solo domande, che sono molto più salutari. Accompagnati dalla multietnica Moni Ovadia Stage Orchestra (Maurizio Dehò al violino che spesso ricorda i suoni tipici della tradizione ebraica, Luca Garlaschelli al contrabbasso, Albert Florian Mihai alla fisarmonica, Paolo Rocca al clarinetto e al cymbalon Marian Serbanal) ci imbarchiamo dunque in un viaggio che usa la risata e lo scherzo come strumenti per dire la verità e celebrare le differenze in un mondo che va sempre di più in direzione opposta costruendo muri.
“Dopo un quarto di secolo di erranza, Simkha Rabinovich e i suoi compagni di strada, ritornano per continuare la narrazione di quel popolo sospeso fra cielo e terra in permanente attesa, per indagarne la vertiginosa spiritualità con lo stile che ha permesso loro di farsi tramite di un racconto impossibile eppure necessario, rapsodico e trasfigurato, fatto di storie e canti, di storielle e musiche, di piccole letture e riflessioni alla ricerca di un divino ineffabile presente e assente, vivo e forse inesistente, padre e madre, redentore che chiede di essere redento nel cammino di donne, uomini e creature viventi verso un mondo di giustizia e di pace”, afferma Ovadia.