GENTE DI TEATRO – Al Teatro Comunale di Casalecchio: “Regina Madre” di Manlio Santanelli

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Venerdì 29 marzo al Teatro Comunale Laura Betti di Casalecchio di Reno: “Regina Madre” di Manlio Santanelli con Fausto Russo Alesi e Imma Villa, regia di Carlo Cerciello

Un autentico gioiello dello scrittore e drammaturgo Santanelli

Opera del 1984 definita al suo debutto da Eugène Ionesco ‘éxtraordinaire’

Al Teatro Comunale Laura Betti di Casalecchio di Reno (Bologna), venerdì 29 marzo (ore 21) è di scena Regina Madre, tra i testi più importanti dello scrittore e drammaturgo Manlio Santanelli, che viene proposto nella regia di Carlo Cerciello con Fausto Russo Alesi Imma Villa.  Con questo allestimento, che arriva dopo la positiva accoglienza di critica e pubblico ottenuta per Scannasurice Bordello di mare con città di Enzo Moscato, la Elledieffe e Carlo Cerciello proseguono il lavoro dedicato alla drammaturgia contemporanea italiana con la messa in scena di un altro gioiello, Regina Madre, di Manlio Santanelli.

“Una commedia di volta in volta avvincente, tragica, divertente e acuta”, secondo il giudizio che sul testo Eugène Ionesco espresse trent’anni fa in un suo articolo su Le Figaro, definendola alfine ‘éxtraordinaire’. Scritta nel 1984 può essere considerata oggi, a tutti gli effetti, un classico e come tale viene riletta da Carlo Cerciello.

Regina Madre prende le mosse da un classico ‘ritorno a casa’. Alfredo, grigio cinquantenne segnato dal fallimento si presenta a casa della madre, Regina, dichiarandosi deciso a rimanervi, per assisterla o morire ai suoi piedi. Ma la vecchia signora, seppure affetta da ogni specie di infermità, appartiene alla categoria delle matriarche indistruttibili. Tra i due personaggi in scena si instaura così un teso duello, condotto mediante uno scambio ininterrotto di ricatti e ritorsioni, di menzogne e affabulazioni da cui scaturisce un duello psicologico combattuto con l’arma micidiale della parola.

“Il continuo ricorrere dei personaggi alla bugia, il continuo oscillare tra verità e finzione – sottolinea il regista Carlo Cerciello – sono segni inconfondibili del testo sviluppati nella messinscena, per dichiarare da un lato il fascino dell’esercizio del potere e, dall’altro, l’incapacità di crescere, di diventare adulti e di liberarsi definitivamente della figura materna”.  Un dramma profondamente ambiguo, ambientato in un luogo della mente dove due attori del calibro di Fausto Russo Alesi e Imma Villa danno vita ad un vero e proprio scontro generazionale.  Le scene sono di Roberto Crea, le musiche di Paolo Coletta, i costumi di Daniela Ciancio, le luci di Cesare Accetta, regista assistente Walter Cerrotta.