Il processo Braibanti in un docufilm in anteprima regionale

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Un processo che ha fatto storia: unico caso giudiziario di “plagio” nella storia italiana, ma soprattutto scandaloso accanimento contro un intellettuale, artista, ex partigiano, con una sola colpa, l’omosessualità. Nei giorni di discussione della legge Zan in Parlamento, approda a Bologna in anteprima regionale il docufilm “Il caso Braibanti”, che rievoca un’incredibile pagina della cronaca e del costume italiano, quella che vide nel 1968 Aldo Braibanti processato e condannato con l’accusa di aver plagiato il giovane con cui aveva una relazione. Un evento che scatenò un potente dibattito e la mobilitazione di intellettuali come Eco, Pasolini e Moravia, e che portò alla cancellazione del reato dal nostro ordinamento. Il docufilm di Carmen Giardina e Massimiliano Palmese, premiato alla Mostra del Cinema di Pesaro e vincitore dei Nastri d’Argento, è in programma in anteprima regionale a Teatri di Vita (Parco dei Pini, via Emilia Ponente 485, Bologna), venerdì 16 luglio alle ore 22.30, al festival “Cuore d’Aria” nell’ambito di “Bologna Estate 2021”, con il supporto di Comune di Bologna e Regione Emilia Romagna, e con il contributo della Fondazione del Monte.

La serata al festival inizia con il concerto live di Le Zampe di Zoe, duo composto da Edoardo Baschieri ed Elisa Debbi, che dopo l’esordio con la canzone “Cinema Lumière” ha realizzato cinque mesi fa il suo album di debutto, l’EP “Casa”. L’appuntamento è alle ore 21. Al termine, appuntamento con il dj-set di Green Everywhere. In contemporanea, in sala, si potrà assistere alla proiezione di “Migrazioni in rosso”, il progetto streaming di Stefano Casi e Katia Ippaso realizzato durante la chiusura per la pandemia, che ha coinvolto diversi migranti in Italia.

Sono sempre aperte la mostra fotografica di Davide Conte “Una Città fuori dal Comune” e l’installazione interattiva “Gentilezza/Leggerezza” di Andrea Ferrato / Metabox Sensibilità Aumentata.

Informazione e prevendita sulla app di Teatri di Vita, accessibile dal sito teatridivita.it; info: 333.4666333 – urp@teatridivita.it.

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ORE 21: LE ZAMPE DI ZOE in concerto

Vengono dalla pianura modenese e hanno creato un duo fresco e piacevole, dagli esordi con la canzone “Cinema Lumière” fino al recentissimo album di debutto, l’EP “Casa”, uscito cinque mesi fa. Le Zampe di Zoe sono un progetto di Edoardo Baschieri ed Elisa Debbi, che in un certo si può dire rappresenti ad oggi l’intersezione perfetta tra i testi di Brunori Sas, la voce di Levante e il ritmo dei Pinguini Tattici Nucleari. Dalla pubblicazione della prima demo nel 2019 si sono esibiti in molte occasioni, dal piccolo bar provinciale allo Stupinigi Sonic Park, suonando prima di artisti come Carota (Lo Stato Sociale), Ginevra Di Marco, Cristina Donà, Eugenio Finardi, Colombre, Clavdio, Fulminacci e tanti altri. Nel 2019 vincono anche il bando del “Modena Beat Festival” e sono tra i vincitori di “Tieni il Palco” di Bologna. L’EP “Casa” è un debutto sì, ma incredibilmente maturo, un lavoro complesso, ricco di sfumature e che dipinge su di una variegata tavolozza sonora, in grado di affrontare temi profondi e delicati, ma con una leggerezza di fondo quasi “inquietante”. Un mix di sensazioni opposte e contrastanti che riescono nel non banale e semplice compito di far sorridere e far riflettere al tempo stesso.

ORE 22: DJ GREEN EVERYWHERE

Tutti i venerdì sera, dopo il concerto, la musica continua con Green Everywhere. Dj e vivaista (a Senape Vivaio Urbano), Green Everywhere ama mescolare la melodia pop e dance ai ritmi più serrati techno e minimal. Ha collaborato per diversi anni con Radio Kairos e suonato anche durante gli attacchi di guerrilla gardening del gruppo Terra Di Nettuno e negli Extemporary Music Set del collettivo UrbanResistDance. Ha suonato in molti club e circoli bolognesi, da Atlantide al Cassero, dal TPO a Dynamo, dal carro del Pride 2015 alla Roboterie, arrivando negli ultimi anni a far parte del collettivo Ryno e a suonare come resident dj alle serate organizzate in Cesteria e al Rural Pride.

ORE 22.15: MIGRAZIONI IN ROSSO

Tre appuntamenti in diretta on line durante i mesi di chiusura del teatro: tre sguardi in tre “fragilità” per racconti in prima persona dall’anno della pandemia. Ogni venerdì del festival e l’ultima sera sarà possibile rivedere queste tre “inchieste poetiche” curate da Katia Ippaso e Stefano Casi, da un’idea di Andrea Adriatico. Stasera tocca a “Migrazioni in rosso”, ovvero 10 incontri con persone straniere da diverse regioni italiane, alle prese con la pandemia e con la loro condizione di migranti. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con il Theater X di Berlino e l’Arka Youth Center di Scutari (Albania), nel quadro del progetto internazionale “MareMuro” cofinanziato da Europa Cultura dell’Unione Europea.

ORE 22.30: IL CASO BRAIBANTI (Italia, 2020) di Carmen Giardina e Massimiliano Palmese

Partigiano, poeta, drammaturgo, Aldo Braibanti è ricordato soprattutto per il processo a cui fu sottoposto con l’accusa di aver plagiato il ventunenne Giovanni Sanfratello. Dietro questa accusa c’era la famiglia del ragazzo, che non accettava l’omosessualità del figlio. Il processo si aprì a Roma nell’estate del 1968, proprio mentre nel mondo infiammava la contestazione e si lottava per nuove libertà e diritti. Pasolini, Morante, Moravia, Eco, Pannella si schierarono in sua difesa. Dopo questo processo, il reato di plagio fu cancellato.In questa potente docufiction, premiata alla Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro e ai Nastri d’Argento il nipote Ferruccio ripercorre la vita di Aldo Braibanti, con la partecipazione di Piergiorgio Bellocchio, Maria Monti, Lou Castel, Dacia Maraini, Elio Pecora, Alessandra Vanzi, Giuseppe Loteta, Stefano Raffo.

MOSTRA PERMANENTE: UNA CITTÀ FUORI DAL COMUNE – fotografie di Davide Conte

Davide Conte ha inaugurato un modo nuovo di essere al tempo stesso fotografo e amministratore, raccontando su Instagram la città di Bologna e l’impegno di amministratore pubblico (come assessore al bilancio del Comune di Bologna) fondendo immagini di grande suggestione e riflessioni sul senso più genuino della “res publica”, come fossero pagine visionarie di un diario intimo/pubblico, tra politica, spiritualità e giornalismo. Al festival sono in esposizione 20 fotografie.

INSTALLAZIONE PERMANENTE: GENTILEZZA/LEGGEREZZA – installazione di Andrea Ferrato – METABOX Sensibilità Aumentata

Due parole che sembrano uscite da un’altra epoca e che sono più che mai necessarie nei nostri tempi: nell’installazione di Andrea Ferrato “Gentilezza” e “Leggerezza” sono due scatole di metallo, con le quali i visitatori sono invitati a interagire tramite un qr-code attraverso il quale possono inviare la loro idea di “gentilezza” e “leggerezza” che sarà poi pubblicata sul sito dell’artista. Il progetto è una produzione del collettivo multidisciplinare “METABOX sensibilità aumentata”.