Il Teatro Comunale di Bologna ricorda Zoltán Peskó

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Il Teatro Comunale di Bologna ricorda con commozione il direttore d’orchestra ungherese Zoltán Peskó, scomparso lo scorso 31 marzo all’età di 83 anni, già Direttore principale del teatro bolognese dal 1974 al 1976.

Musicista infaticabile, guidato da una grande passione e conoscenza, sul podio dei complessi felsinei Peskó ha diretto numerosi concerti e opere liriche dal 1973, anno del suo debutto con l’opera Billy Budd di Benjamin Britten, fino al 2000, data della sua ultima apparizione nella Sala Bibiena con il dittico La notte di un nevrastenico di Nino Rota e Gianni Schicchi di Giacomo Puccini. Come interprete esperto ed entusiasta del repertorio del Ventesimo Secolo, ha diretto a Bologna anche titoli come L’angelo di fuoco di Sergej Prokof’ev con la regia di Virginio Puecher (1973), Le Grand Macabre di György Ligeti in prima esecuzione italiana con la regia di Giorgio Pressburger (1979), progetto che catturò particolarmente l’attenzione del mondo musicale, e Doktor Faust di Ferruccio Busoni, prima regia lirica di Werner Herzog (1985). A questi si aggiungono titoli mozartiani come Le nozze di Figaro e Don Giovanni, la Carmen di Bizet, La bohème di Puccini, e le uniche opere di Verdi e di Wagner dirette al Comunale: Oberto Conte di San Bonifacio e Tristan und Isolde.

Tra i tanti appuntamenti sinfonici che lo hanno visto impegnato a Bologna si ricordano quanto meno quello del 1984 al Teatro Celebrazioni che presentava Job, rappresentazione sacra per voce recitante, soli, coro e orchestra di Luigi Dallapiccola, con le voci di Siegmund Nimsgern, Victoria Schneider, Eleonora Jancovich, Oslavio Di Credico, Gastone Sarti e Giorgio Albertazzi come recitante, accanto alla Sinfonia n. 4 “Italiana” di Felix Mendelssohn-Bartholdy; quello del 1992 dedicato a Béla Bartók con il Concerto n. 2 per violino e orchestra interpretato da Viktoria Mullova e il Concerto per orchestra; e infine quello del 1995 con la commissione del teatro ad Alessandro Solbiati intitolata Tre Frammenti per soprano, baritono e orchestra, presentata in prima esecuzione assoluta e interpretata da Victoria Schneider e Mark Richardson, composizione affiancata a Das Lied von der Erde di Gustav Mahler eseguito da Violeta Urmana e Gösta Winbergh.

Nato a Budapest nel 1937, Zoltán Peskó studiò all’Accademia di Santa Cecilia e tra i suoi insegnanti si annoverano Goffredo Petrassi, Franco Ferrara e Pierre Boulez. Dopo l’incarico al Teatro Comunale di Bologna (1974-1976), divenne Direttore principale del Teatro La Fenice di Venezia e dal 1978 al 1983 diresse l’Orchestra della Rai di Milano.