L’Ucraina prima della guerra: Visioni Urbane presenta la prima italiana di “What shall we do with these buildings?” di Jonathan Ben-Shaul

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Visioni Urbane continua con eventi e proiezioni speciali fino a domenica 4 dicembre presso il Museo Spazio Pubblico (via Curiel 13/d), in attesa del premio del pubblico che sarà annunciato il 6 dicembre. Domani, martedì 29 novembre, alle 21 l’anteprima nazionale del cortometraggio “What Shall We Do With These Buildings?” di Jonathan Ben-Shaul, documentario che ritrae la vita in Ucraina a Kharkiv prima della guerra. Prima, alle 15, si ricomincia con la masterclass dedicata al cinema sociale con i produttori di OpenDDB Distribuzioni dal Basso, la più grande piattaforma di cinema indipendente in Europa. Gli eventi sono pubblici e gratuiti.

La rassegna di cinema indipendente di Bologna, unica nel suo genere, presenta domani alle ore 21 la proiezione in prima italiana assoluta del documentario “What Shall We Do With These Buildings?” del regista Jonathan Ben-Shaul, che intreccia una performance di danza mentre indaga l’eredità dell’architettura sovietica a Kharkiv (che vediamo in queste immagini del 2021 come una città solare e popolata). Il film – selezionato nel concorso 2022 – è stato girato nel settembre 2021, in un momento in cui la prospettiva di un’invasione da parte della Russia sembrava remota, ma il fantasma del suo precedente dominio rimaneva scritto nel cemento attraverso il paesaggio urbano. Il film mette in scena una conversazione aperta e divisiva sugli edifici sovietici della città: cosa si dovrebbe fare con loro? Dovrebbero essere conservati, distrutti, riadattati? Che potere hanno sul modo in cui le persone pensano e interagiscono con il loro ambiente? Dopo l’invasione, il film funge da capsula del tempo: un’istantanea di un’Ucraina indipendente e speranzosa che cerca di trovare i suoi piedi, in un momento in cui tale indipendenza non è mai stata così minacciata. Jonathan Ben-Shaul è un regista di movimento e di teatro di Londra, lavora a livello internazionale (Stati Uniti, Norvegia, Islanda, in Borgogna), ha insegnato alla Scuola di Architettura di Kharkiv. Inoltre, è molto appassionato di pratiche di danza terapeutica e in passato ha trascorso un anno con la East London Dance lavorando come assistente terapista del movimento per persone con disabilità.

Continua poi la collaborazione tra Visioni Urbane e OpenDDB, che ha fornito supporto tecnico alla visione in streaming dei film durante il festival: alle 15 la mastercass si concentrerà sui case studies di SMK Factory, casa di produzione indipendente attiva dal 2009 – da cui è partito il progetto OpenDDB – attraverso i modelli di produzione e distribuzione di opere cinematografiche ad impatto sociale, soprattutto documentaristiche. SMK Factory, attraverso il lavoro di comunità intorno al film e alla storia che racconta, con campagne di crowdfunding e distribuzione capillare nei territori interessati, ha prodotto nell’ultimo decennio 10 film, che hanno poi girato l’Italia: la masterclass (ore 15) vedrà la partecipazione di Andrea Paco Mariani, regista e fondatore di SMK Factory, con Marta Melina, producer di SMK Factory e OpenDDB.

Intanto in streaming sulla piattaforma gratuita https://www.visioniurbane.stream/ saranno ancora visibili i 65 cortometraggi del concorso internazionale, fino alla mezzanotte del 4 dicembre, tra cui i vincitori premiati dalle tre giurie internazionali, e si potrà votare il favorito. L’appuntamento online è invece per martedì 6 dicembre, quando sarà annunciato il vincitore del premio del pubblico.

Durante la settimana, sono organizzate altre attività dall’associazione City Space Architecture presso la sede Museo Spazio Pubblico: mercoledì 30 novembre, alle 17.30 sarà il momento della presentazione e proiezione dei film fuori concorso, co-prodotti da LOOP Festival a Barcellona, nell’ambito di A-Place. Sullo schermo La Carpa di Roser Corella e David Bestué (2021, 24’), documentario che si propone di indagare il processo di costruzione, utilizzo e scomparsa di un teatro smontabile installato alla fine degli anni Sessanta a L’Hospitalet de Llobregat, opera dell’architetto spagnolo Emilio Pérez Piñero. A seguire La città dentro di Anna de Manincor e ZimmerFrei Collective (2020, 30’), collettivo artistico bolognese, con la partecipazione della regista e altri ospiti.

Inoltre, ogni giorno dalle 18 alle 20, saranno proposti anche gli 8 film fuori concorso con proiezioni in presenza. Questi sono medio o lungometraggi, ospiti negli ultimi anni di Visioni Urbane e prodotti inediti, per la prima volta in rassegna: IMPA the city di Diego Scarponi (2020, 85’), La pancia verde di Ferdinando Amato (2021, 54’), La bataile de la Plaine di Sandra Ach, Nicolas Burlaud e Thomas Hakenholz (2020, 70’), Sarura di Nicola Zambelli (2022, 80’), Confine | Umanità di Sara Del Dot e Carlotta Marrucci (2020, 33’), Shuluq di Martina De Polo (2018, 55’), #387 di Madeleine Leroyer (2019, 62’) e Giacchio di Tomaso Clavarino (2019, 70’). Tutti i film di questa sezione sono inseriti e presentati nel catalogo online di OpenDDB – Distribuzioni dal basso.

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QUI il PRESS KIT: https://bit.ly/VisioniUrbane2022

City Space Architecture è un’associazione culturale senza scopo di lucro fondata nel 2013 e con sede a Bologna, formata da professionisti, studiosi, accademici, artisti, cittadini e attivisti urbani uniti dall’interesse comune di promuovere un dibattito critico e costruttivo sulla cultura contemporanea della città, dell’urbanistica e dell’architettura, sia dal punto di vista teorico che attraverso progetti e azioni di tipo operativo, propositivo e formativo sul territorio nazionale e in ambito internazionale. Scopo principale dell’associazione è di promuovere la cultura dello spazio pubblico, con un approccio multidisciplinare, attraverso l’arte e l’architettura.