Xing e Home Movies/Archivio Aperto presentano nel quadro di I had nowhere to go. Omaggio a Jonas Mekas: Lost, Lost, Lost

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Sabato 26 ottobre alle 21.00 Xing e Home Movies presentano a Raum Lost, Lost, Lost, film del 1976 di Jonas Mekas, sei reels di vita filmata tra il 1949, anno del suo arrivo a New York, giovane poeta e profugo originario della Lituania, e il 1963, quando Mekas è una figura di spicco dell’underground newyorkese e punto di riferimento del New American Cinema. La proiezione in 16mm per Archivio Aperto 2019 rientra nel progetto I had nowhere to go. Omaggio a Jonas Mekas (proiezioni, installazioni, reading, sonorizzazioni e incontri).

Con l’omaggio a Jonas Mekas, artista visionario e padrino del New American Cinema, si apre la XII edizione di Archivio Aperto (Bologna 25 ottobre > 7 dicembre 2019), la manifestazione annuale che Home Movies dedica ogni anno alla riscoperta del patrimonio cinematografico privato, dal film di famiglia al film sperimentale e d’artista.

Jonas Mekas, poeta e filmmaker di origine lituana trapiantato a New York, cantore dell’home movie come forma d’arte, ci ha lasciati il 23 gennaio di quest’anno dopo una lunga vita dedicata al cinema indipendente e d’avanguardia. Archivio Aperto lo celebra scegliendo un punto di vista inedito, che affonda nelle radici del suo sguardo di emigrato, in cui alla ferita della perdita e al peso della solitudine si affianca l’inesauribile sete di conoscenza, il desiderio della scoperta, la costruzione di quella che lui stesso definiva “una nuova Itaca”. I had nowhere to go. Omaggio a Jonas Mekas indaga lo spazio creativo tra scrittura privata e pratica filmica, attingendo all’omonimo diario dell’artista come esperienza poetica centrale da cui molte delle sue immagini scaturiscono. Le memorie della vita nei campi di lavoro nazista e nei “Displaced Person Camp” – campi profughi allestiti dagli Alleati alla fine della guerra – si uniscono a quelle dei primi anni newyorkesi, quando Mekas acquista la sua prima cinepresa Bolex 16mm e inizia a filmare mentre continua a lavorare in fabbrica per vivere: “se potevo filmare un minuto, filmavo un minuto. Se potevo filmare dieci secondi, filmavo dieci secondi. Giravo quel che potevo, per disperazione”.

In Lost, Lost, Lost (16mm, colore e bn, 1976, sonoro, 176’) le immagini girate a New York tra il 1949 e il 1963 narrano un epos del quotidiano fatto di sbarchi e feste di emigrati, manifestazioni pacifiste, sguardi sulla città e prime esplorazioni nel cinema underground. “Il periodo che affronto in queste sei bobine è stato un periodo di disperazione, di tentativi di far crescere nuove radici in un nuovo terreno, di creare nuovi ricordi. In queste sei bobine piene di dolore ho provato a mostrare cosa si prova ad essere in esilio, come mi sentivo in quegli anni. Hanno il titolo di Lost Lost Lost, che è il titolo di un film che io e mio fratello volevamo fare nel 1949, e descrive lo stato d’animo in cui ci trovavamo all’epoca. È lo stato d’animo di una “Displaced person”, una persona che non ha ancora dimenticato il paese d’origine né ha messo radici in uno nuovo. La sesta bobina è una bobina di passaggio, dove cominciamo a vedere un po’ di pace, dove comincio a trovare momenti di felicità. Una nuova vita ha inizio. ”

Jonas Mekas, film-maker, nasce nel 1922 a Semeniškiai, un piccolo villaggio nel nord della Lituania. Ha una formazione prevalentemente letteraria che lo porterà, giovanissimo, alla scrittura delle sue prime poesie e alla collaborazione con alcune tra le riviste più importanti del suo paese. Nel 1944 è costretto a fuggire, a causa della sua attività clandestina contro l’occupazione nazista. Finito, assieme al fratello Adolfas, in un campo di lavoro forzato in Germania, alla fine della guerra resterà per quattro anni in un campo profughi prima di approdare, nel 1949, negli Stati Uniti. Inizierà lì, dopo aver acquistato la sua prima Bolex 16mm, la sua attività di critico, curatore, filmmaker e poeta. Nel 1954 fonda Film Culture, rivista dedicata interamente al cinema d’avanguardia; poco dopo, nel 1961, la Film-Makers’ Cooperative, che si occupò per prima di distribuire i film indipendenti del New American Cinema Group e infine, nel 1971, l’Anthology Film Archives, ancora oggi uno dei centri più importanti al mondo per la conservazione, l’esposizione e lo studio del cinema indipendente e d’avanguardia. Cantore della scena d’avanguardia newyorkese degli anni ’50 e ’60, nei suoi diary film, montaggio degli appunti filmati raccolti quotidianamente, compaiono non solo filmmaker sperimentali, ma anche artisti, musicisti e scrittori come Andy Warhol, Allen Ginsberg, John Lennon e Yoko Ono. Tra i diary film più noti la trilogia dei diaries sketches and notes che comprende Walden (1969), Lost, Lost, Lost (1976), Inbetween (1978). Reminiscences of a Journey to Lithuania (1972) è il racconto del viaggio di ritorno nella sua terra d’origine. Mekas realizza film e video fino alla fine della sua carriera. Outtakes from the Life of a Happy Man, del 2012, è il suo ultimo film: un montaggio di immagini dal suo archivio privato, per celebrare i 90 anni. Nell’ultimo decennio Jonas Mekas è stato esposto in alcuni tra i più importanti musei del mondo, tra cui il MoMA di New York e la Tate Gallery di Londra.
jonasmekas.com

Dal 2002 l’archivio Home Movies raccoglie, cura, cataloga, valorizza il patrimonio audiovisivo per conservare quell’affascinante bacino di memoria in pellicola che sono i film privati – 9,5mm Pathé Baby, 16mm, 8mm, Super 8 – custodi di un inconsapevole quanto prezioso valore documentaristico, cui si aggiungono film sperimentali, film industriali e i più recenti video in formato analogico. Archivio Aperto è l’appuntamento annuale dedicato alla valorizzazione del patrimonio che conserva e alle variegate produzioni storiche e artistiche del cinema privato e indipendente.

Col supporto di Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna, Edizioni Zero. I had nowhere to go. Omaggio a Jonas Mekas è un progetto di Home Movies in collaborazione con Istituto Parri, MAMbo, Xing, LightCone, RE:VOIR e con il sostegno di Comune di Bologna, LCI – Lithuanian Culture Institute e Lithuanian Film Centre.

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