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Dopo la bella vittoria maturata Martedì in Gara1, in cui la Virtus si è ampiamente imposta sugli sfidanti dell’Alma Trieste, si torna sul parquet del Paladozza (sold-out anche in questo caso) per il secondo atto di queste entusiasmanti Finali Play-Off della Serie A2 LNP.

La prima partita era stata, si può tranquillamente dire, a senso unico in favore delle V nere padrone di casa, che hanno ampiamente battuto (23 punti lo scarto finale) gli ospiti triestini.

Però va detto che nel finale di Gara1 coach Dalmasson ha deciso di tenere giù i suoi migliori giocatori (Green, Parks, Cavaliero) per non spremerli troppo e preservarli proprio in vista della seconda partita nel giro di 48 ore. Tattica già vista in Gara3 delle semifinali contro la Fortitudo, dove a partita già “compromessa”, l’allenatore dei friulani ha optato per la linea “conservativa”.

Perciò Gara2 che già si annuncia come una vera e propria battaglia, con gli uomini in biancorosso pronti a spremersi per sovvertire il fattore campo, strappando una vittoria sul parquet di Bologna. E la Virtus è quindi chiamata ad una risposta importante, nonostante la vittoria convincente di Gara1, anche perché (ci tengo a ricordarlo) arrivati in finale, ogni gara ha lo stesso peso, e spesso si riparte completamente da 0.

Ma coach Ramagli ha preparato bene i suoi ragazzi, e l’atteggiamento mentale pare quello giusto.

La partita si disputa fin dalle prime battute su ritmi alti ed è Trieste a trovare i primi due punti del match con Green ai quali però rispondono subito Umeh (MVP della partita precedente, con 29 punti) e Guido Rosselli, che dopo un’ottima difesa, si invola in contropiede a schiacciare.

La Virtus prova subito un allungo con il proprio numero 3 e Spissu ma gli ospiti non perdono la calma e si affidano a Parks e Cavaliero che riducono lo svantaggio a una sola lunghezza.

Dopo una brutta palla persa in attacco, le V nere subiscono 3 punti da Cavaliero ai quali però Umeh risponde con un tiro da oltre l’arco dei 6,75 subendo anche un fallo, andando così in lunetta per completare il gioco da 4. Nella successiva azione d’attacco bianconera, Ndoja fa un passaggio schiacciato a terra una molto intelligente per Lawson che inchioda al ferro e costringe Dalmasson a chiamare un time-out per risistemare i suoi.

Al rientro in campo Gentile prende il posto di Spissu, e nella prima azione il giocatore ex Reggio Emilia prima tentenna su un tiro in campo aperto, e poi riesce a servire allo scadere dei 24 Kenny Lawson, che trova una tripla importante proprio sulla sirena.

 La risposta di Trieste però non si fa attendere ed è il solito Green a segnare (chiuderà il primo quarto già in doppia cifra) realizzando due punti subendo anche il fallo.

Il finale del quarto vede le squadre rispondersi canestro su canestro e Trieste affronta il match con molto fisicità ed energia, non permettendo alla Virtus di allontanarsi.

Si entra nel secondo quarto sul punteggio di 25-23 e la Segafredo sembra un po’ più distratta, specialmente in fase offensiva, perdendo qualche pallone e non finalizzando alcune azioni. Trieste però non approfitta al meglio di questa situazione, riuscendo comunque a riportarsi avanti.

Il clima al Paladozza si scalda (come se non bastasse già l’elevatissima temperatura all’interno)e per diversi minuti si gioca in una vera e propria bolgia.

Umeh trova 3 punti creati dal palleggio, fronteggiando il proprio difensore e mostrando le doti di ottimo tiratore del giocatore nigeriano. Già in queste prime battute della partita si trova però un “eroe” inaspettato, ovvero Davide Bruttini: il lungo toscano entra in campo per far rifiatare Lawson ma da subito il suo contributo, mettendo una grandissima energia in campo, difendendo molto bene e lottando su ogni pallone. Ed è appunto Bruttini a buttarsi su una palla vagante insieme a Da Ros, conquistando il possesso dopo la palla a due. Azione che nelle statistiche non rientra, ma come sempre amo ripetere, fa parte di quel lavoro sporco che da carica alla squadra e permette a tutta la squadra di giocare meglio. Azione da lottatore (che fa esaltare moltissimo tutto il pubblico presente al Paladozza, dalla curva al parterre) dimostrando che quando c’è da fare sul serio, Davide Bruttini non si tira indietro.

Nonostante questo le squadre sono sempre vicine nel punteggio e Green dimostra, ancora una volta, di essere un giocatore di enorme talento offensivo per la categoria (per lui 17 punti in 17 minuti).

Dopo alcune azioni confuse, specie una con una brutta palla persa bianconera, la Virtus allunga a +7 grazie a Rosselli che prima segna subendo anche il fallo e dopo, nell’azione immediatamente successiva,  trova altri due tiri liberi, frutto di un fallo commesso a suo danno mentre entrava a canestro.

Dalmasson ferma ancora il tempo visto il clima molto caldo e l’allungo delle Vnere che ora hanno 9 lunghezze di vantaggio.

Al rientro da quest’ultimo time-out Lawson stoppa Da Ros lanciato a canestro e, nella transazione offensiva, permette a Gentile di andare in lunetta dove però fa solo 1 su 2. Ultima tiro del tempo nelle mani di Prandin, che però trova solo il ferro.

Si va così all’intervallo sul risultato di 43-33.

La terza frazione si apre ancora nel segno di Umeh, che segna subito una tripla, “a bruciapelo”, che gela la panchina dei giuliani. Altro duro colpo per l’Alma lo da Marco Spissu, che muove appena la retina e questo porta gli ospiti a fermare subito il tempo visto il parziale di 6-0 arrivato “in un amen”  e lo svantaggio che ora è di 16 lunghezze. Trieste prova a rispondere con un contro parziale di 4-0 ma ad interrompere le trame offensive dei friulani ci pensa Spissu, che ruba palla e serve Rosselli in contropiede per una schiacciata facile facile.

Cavaliero prova a mettere il proprio segno alla partita e realizza 2 triple consultive, mostrando il talento di questo giocatore, arrivato direttamente dalla SerieA, che costringono Ramagli a chiamare il time-out.

Trieste che quindi si è riportata sotto di sole 7 lunghezze, e completamente tornata in partita.

Al rientro dal minuto di pausa è ancora il giocatore biancorosso a segnare da tre ma la Virtus risponde con Bruttini che, con una penetrazione in area, trova i 2 punti e il fallo.

A 3 minuti dal termine della frazione Umeh trova una tripla che fa impazzire di gioia il palazzo, e ridà una certa sicurezza alla Segafredo, dopo la fiammata di Daniele Cavaliero.

 In queste fasi del match viene messo in risalto l’agonismo e l’importanza della partita, con i due quintetti che non si risparmiano niente. Ma le V nere restano comunque avanti di 11 punti.

Gentile serve una palla incredibile a Lawson (su un pick-and-roll da manuale), che deve solamente alzarsi e inchiodare al ferro.

Una tripla di Baldasso prova a dare fiducia e riportare sotto i suoi ma Umeh stasera non ne vuole sapere e rispedisce il tentativo di recupero triestino al mittente con un altro tiro da oltre i 6,75.

Sul finire del periodo Gentile va sotto canestro e trova due punti con fallo, grazie ad uno schema riuscito alla perfezione. Ma il giocatore di origine campana non riesce a completare il gioco da tre.

Finisce il quarto dunque sul risultato di 66-52.

L’ultima frazione vede solamente un canestro da 2 di Umeh nei primi 2 minuti di partita, sintomo anche di una leggera stanchezza da ambo le parti. È però Gentile a dare la spallata forse decisiva alla partita con la sua prima tripla di serata (in precedenza aveva un po’ litigato con il ferro, giocando però bene in fase d’impostazione).

Trieste trova i sue primi due punti del periodo dopo 4 minuti grazie a Da Ros che appoggia il pallone al tabellone.

Trieste trova un canestro rocambolesco con Green (o autocanestro di Bruttini, fortuito) ma Umeh è in una forma incredibile, spaziale e prima segna 3 punti (confermando la vena da tiratore “ritrovato”) e poi segna altri 2 punti subendo fallo (libero aggiuntivo messo a segno).

Altro protagonista “minore” ma comunque molto importante per Bologna è sicuramente Gabriele Spizzichini, il quale difende sempre fortissimo sugli avversari, e trova anche qualche bel canestro che aiuta sempre la squadra, magari in momenti di difficoltà.

Per gli ospiti Cittadini e Green tentano di tenere la propria squadra in partita ma mancano 2’45’’ e lo svantaggio è di 15 lunghezze.

Gli ultimi minuti sono più che altro una passerella, dato che ormai per l’Alma, i giochi sembrano conclusi. Le ultime due azioni sono un contropiede di Spissu, in cui il play sardo della Segafredo trova il canestro ed il fallo, chiudendo il gioco da tre, e gli ultimi due punti di Javonte Green, che arrotonda il suo bottino personale a 30 punti. Deludente invece la prova dell’altro americano di Trieste, Jordan Parks, che termina la sua partita con 0 punti, nonostante i 9 rimbalzi catturati.

Finisce quindi con la Virtus che vince anche gara 2 per 82-69 e innesca la gioia dei tifosi.

Altra partita di spessore per i ragazzi di coach Ramagli, che ha elogiato tutti, dal primo (idealmente, un Michael Umeh spaziale anche stasera, con 26 punti a referto e 6/8 da 3) all’ultimo (anche se solo figurativamente), uno come Davide Bruttini, il quale ha segnato 9 punti, ma soprattutto a lottato in ogni azione e su ogni palla vagante, contribuendo significativamente alla vittoria.

Ora la serie si sposterà a Trieste, all’Alma Arena (partita Lunedì 19, diretta Sky Sport ore 20:45), un campo notoriamente difficilissimo e quasi inespugnabile (22 vittorie di fila all’attivo per Trieste nel suo fortino). Un ambiente caldissimo da quasi 7000 spettatori, che sicuramente si faranno sentire, spingendo la propria squadra nel tentativo di ribaltare. Sarà durissima, tutti ne sono coscienti, dai giocatori, allo staff, alla dirigenza. Lo sanno bene anche i tifosi, che seguiranno la squadra anche in questa trasferta. Però siamo anche tutti coscienti del valore di questo gruppo, della loro dedizione e dell’intensità che mettono ogni volta che scendono in campo con la V nera cucita sul petto.

Chiudo prendendo in prestito una metafora dal mondo del ciclismo (disciplina, fra l’altro, molto a cuore al nuovo patron della Virtus, Massimo Zanetti): arrivati in finale, quindi essere una delle due squadre rimaste su 32 al “nastro di partenza”, è come essere arrivati ai piedi dell’ultima grande scalata di un giro a tappe.

È la “Cima Coppi”, l’ultima fatica da compiere prima del tanto desiderato traguardo. Ma come in ogni durissima salita che tocca affrontare nello sport, come nella vita, ciò che si è fatto in precedenza conta poco o nulla, conta solo la determinazione e la forza che si è ancora in grado di dare.

Sosteniamo i ragazzi, sempre, e specialmente ore che siamo a -1.

Forza Virtus!

Giovanni Fornaciari

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