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Ora è ufficiale: Marco Spissu l’anno prossimo giocherà per la Dinamo Sassari (squadra con la quale era già sotto contratto, e per altri 2 anni).

Purtroppo tocca salutare uno dei cardini di questa stagione della Virtus, uno di quei ragazzi che forse più di tutti ha catalizzato in se il desiderio di rinascita delle Vnere e del loro popolo.

Nonostante la giovane età (22 anni, ndr) Marco ha dimostrato già di essere un giocatore di grande levatura, oltre che di talento e carattere, addossandosi più di una volta sulle spalle pesi e responsabilità, e guidando la squadra durante la stagione.

Le potenzialità ci sono tutte, ed anche i margini di crescita (quest’anno ha fatto vedere un miglioramento costante nel corso della stagione, rivestendo il ruolo di play in cabina di regia). Merito va dato assolutamente al giocatore, che ha lavorato duramente per migliorarsi, ma a mio modo di vedere, una buona parte del merito per questa bellissima stagione di Spissu va data in primis a coach Ramagli, che gli ha dato fin da subito un ruolo definito e delle responsabilità, ma anche a tutto l’ambiente, dalla dirigenza ai tifosi, che lo hanno sempre sostenuto, motivato e “coccolato”.

Per questo fa male vederlo partire, non vederlo vestire la maglia bianconera e cantare insieme “Spissu olè”. E lo stesso Marco ha detto più di una volta come il suo cuore sia legato alla Virtus e come Bologna sia diventata una seconda casa per lui.

Tutti lo avremmo voluto tenere con noi, lui stesso si era detto contento di restare, ma la decisione sulla sua permanenza non era nelle mani né della Virtus né di Marco.

E perciò a volte le strade si dividono: Sassari, squadra con cui è legato da un contratto, non era in alcun modo disposta a liberare il giocatore definitivamente e farlo accasare a Bologna. Forse solamente con la formula del prestito per un’altra stagione, ma poi Spissu sarebbe dovuto comunque tornare “a casa”.

Casa sua, o almeno casa “anagrafica”. Perché sappiamo che il suo cuore era fortemente diviso e un po’ pendeva verso le due torri.

Nonostante questo saluto, noi ci sentiamo solamente di ringraziare ed abbracciare Marco, perché è stato un giocatore fenomenale, come carattere e grinta, che ha sempre dato tutto per la maglia con la V cucita addosso. Un vero giocatore da Virtus.

Abbiamo gioito per le sue triple, abbiamo festeggiato insieme le vittorie, e soprattutto l’ultima, la più importante, quella della promozione, con la festa in Piazza Maggiore, dove il giovane ragazzo sardo cantava e si teneva stretto il trofeo appena conquistato.

Magari questo non è un addio, ma solo un arrivederci. Di sicuro, quello che questa squadra ha fatto (ed anche Marco Spissu ha fatto), rimarrà per sempre nei nostri cuori.

L’augurio è quello di vedere continuare crescere e migliorare questo giocatore, anche se non a Bologna, perché se lo merita. Ci auguriamo infatti che a Sassari si rendano conto delle sue potenzialità e gli concedano il giusto spazio nelle rotazioni.

Con la speranza di riabbracciarci nuovamente sotto le Due Torri, noi ti aspettiamo alla prima partita di Sassari al Paladozza per tributarti la giusta accoglienza che il “tuo” popolo ti riserverà.

A presto Marco. “Spissu olè, Spissu olè, entra in campo e segna da tre!!

Giovanni Fornaciari

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