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Notte di gala e di vendetta. 

Il “Dall'Ara” riapre i battenti dopo la sosta per le Nazionali e sfoggia l'abito dei giorni migliori (oltre 22mila presenze certe sugli spalti, si punta a quota 25mila) per ospitare la visita del super Napoli di Sarri, che proprio da queste parti solo qualche mese fa lasciò dietro di sé macerie e distruzione con l'oltraggioso 1-7 rifilato a Verdi e compagni. Anno nuovo, vecchie certezze per gli azzurri: le inedite ambizioni di scudetto poggiano sul medesimo spartito, uscito senza grossi sconvolgimenti dal mercato estivo. Premessa doverosa: se questo sport fosse una scienza esatta, sarebbe pressoché inutile parlare della partita. Distanze siderali, obiettivi opposti, divario tecnico immenso ed apparentemente incolmabile: eppure, finché si gioca a calcio c'è speranza. Anche in questo caso, seppur flebile e remota.

Il Bologna arriva alla sfida nel miglior modo possibile, avendo chiuso da imbattuto la parentesi iniziale sull'asse Torino-Benevento e sapendo sotto sotto di aver tutto da guadagnare dai 90' di domani sera: la missione primaria per i ragazzi dell'ex Donadoni (sulla panchina del Napoli nel lontano 2009) è cancellare l'onta dello scorso febbraio, una macchia indelebile sul campionato ma soprattutto sulle pagine dell'ultracentenaria storia rossoblù. Della serie: si può anche perdere, ma c'è modo e modo di farlo. Rimuovere il macigno sarà arduo (specie a livello psicologico), per provarci il Bologna potrebbe anzitutto sfogliare ancora qualche pagina nell'album dei precedenti e toccare con mano come -tolto l'anno scorso- il “Dall'Ara” non sia mai stato facile terra di conquista per i partenopei. Ai tempi di Mazzarri e Bigon (oggi D.S. rossoblù), ad esempio, all'ombra della Torre di Maratona gli azzurri furono costretti da un Bologna già salvo a lasciare la qualificazione alla Champions League, ma persino durante il doloroso 2013/2014 i rossoblù, avviati alla retrocessione, seppero bloccare l'allora truppa di Benitez: finì 2-2 con clamorosa doppietta di Rolando Bianchi sotto il diluvio. Venendo ai giorni nostri, è storia contemporanea il 3-2 inflitto al primo Napoli di Sarri due anni fa. Morale: il bilancio recente parla di un'incredibile parità.

Croce e delizia delle ultime puntate -manco a dirlo- Mattia Destro: protagonista assoluto con due goal nel successo del 2015, principale capro espiatorio a margine della disfatta di febbraio per via del rigore fallito a partita ancora “viva” e di un siparietto plateale con parte della tribuna in seguito alla sostituzione. Dopo un buon approccio con la nuova stagione nel corso del ritiro, il n°10 non si è confermato in queste prime due giornate, contrassegnate inevitabilmente dalla grottesca palla-goal divorata a Benevento a tu per tu con il portiere. Tra voglia di riscattare le due annate un po' così in rossoblù e la finestra del Mondiale -ad oggi irraggiungibile- all'orizzonte, Destro deve mettersi in testa che da questo campionato passa un bel pezzo del suo futuro: resurrezione o destino da eterno incompiuto, non si scappa. La tappa di domani può rappresentare un crocevia importante, inutile sottolineare come una grande prestazione in una cornice del genere permetterebbe al ragazzo di riprendere quota agli occhi dei tifosi, mai così tiepidi nei suoi confronti come nell'ultimo periodo. In settimana la buona vena di Rodrigo Palacio pareva averne messo in discussione la titolarità nell'undici di partenza, ma salvo cataclismi al calcio d'inizio Destro sarà regolarmente al suo posto al centro dell'attacco, supportato dai soliti Verdi e Di Francesco.

Per il resto, Donadoni si rallegra per i recuperi di Maietta e Donsah, entrambi in lizza per una maglia: presenza praticamente certa per Mimmo (il ballottaggio in difesa riguarda semmai Helander e De Maio), mentre il match winner di Benevento si gioca il posto con Pulgar. Fuori causa Torosidis, al cospetto del temibile Insigne spazio a Mbaye. Chiusura degli spazi, squadra corta e contropiede saranno con ogni probabilità gli antidoti che il Bologna proverà ad opporre alla maestosa manovra partenopea, guidata dall'ennesimo ex di turno: Amadou Diawara. Facile prevedere per lui un'accoglienza poco amichevole, in linea con le bordate di fischi dello scorso febbraio figlie del traumatico addio orchestrato dal giocatore e dal suo entourage. La tavola è imbandita, i preparativi ultimati: al Bologna il difficile compito di non sfigurare.

Arbitra il sig.Giacomelli di Trieste, fischio d'inizio previsto per le ore 20:45 di domani.

 

Di seguito, elenco dei convocati e probabile formazione rossoblù.

PORTIERI: Da Costa, Mirante, Ravaglia.

DIFENSORI: De Maio, Gonzalez, Helander, Krafth, Maietta, Masina, Mbaye.

CENTROCAMPISTI: Crisetig, Donsah, Nagy, Poli, Pulgar, Taider.

ATTACCANTI: Destro, Di Francesco, Krejci, Okwonkwo, Palacio, Petkovic, Verdi.

 

PROBABILE FORMAZIONE

4-3-3

Mirante; Mbaye, De Maio, Maietta, Masina; Taider, Pulgar, Poli; Verdi, Destro, Di Francesco. All.: Donadoni

BALLOTTAGGI: De Maio-Helander 55%-45%, Pulgar-Donsah 55%-45%, Destro-Palacio 75%-25%.

INDISPONIBILI: Falletti, Keita, Torosidis. SQUALIFICATI: nessuno.

 

Francesco Piggioli

 

Poli 

a sinistra, Andrea Poli, perno del centrocampo rossoblù

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