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Non fidatevi del risultato, stavolta. 

Il Bologna tiene testa alla corazzata Napoli per oltre un'ora di gioco, nella quale riesce nell'impresa di concedere poco o nulla ad uno dei migliori attacchi d'Europa, ma paga dazio ad un paio di pesanti errori individuali racchiusi nell'ultima fetta di gara: sul banco degli imputati prima Masina poi Pulgar, l'uno-due azzurro firmato Callejon e Mertens manda al tappeto i rossoblù senza tuttavia cancellare quanto di buono fatto dai ragazzi di Donadoni fino a quel momento. Il mister sceglie di giocarsela a viso aperto e un po' a sorpresa arricchisce l'argenteria offensiva con Palacio spedito a far compagnia a Destro sacrificando un centrocampista sull'altare del ritrovato 4-2-3-1. In realtà, in fase di non possesso l'assetto prende spesso le sembianze di un canonico 4-4-2 con Verdi e Di Francesco costretti al martirio a tutta fascia come gli esterni dei bei tempi andati, anche se i due per caratteristiche non rinunciano certo a ribaltare l'azione sul fronte opposto. In effetti nel primo tempo il piano funziona alla perfezione: Verdi spaventa subito Reina con un diagonale mancino a fil di palo e con una punizione al bacio deviata sulla traversa da un riflesso mostruoso del portiere spagnolo, mentre il buon vecchio Palacio alla prima da titolare porta tutti a scuola di tattica dimostrando che la pensione può attendere. Il Napoli non pare in serata di grazia, Insigne e Mertens spandono nell'aria solo qualche chicca di talento ma a latitare sono soprattutto gli inserimenti dei centrocampisti, specie di un Hamsik lontano dalla forma migliore. Il Bologna porta in salvo la pellaccia all'intervallo senza doversi neanche troppo dannare, lo spettro del recente 1-7 inflitto dagli azzurri al “Dall'Ara” perde via via consistenza.

Dagli spogliatoi riemerge un Napoli deciso a prendersi i tre punti per tenere il ritmo di Juventus e Inter, i rossoblù rinculano per un po' nei pressi dell'area di Mirante ma in contropiede costruiscono una nitida palla-goal per il vantaggio: Verdi ricama nello spazio per Destro, che prende il tempo al diretto marcatore ma trova l'opposizione in uscita di Reina. Nel frattempo tegola per Donadoni: ennesima tappa del calvario muscolare di Maietta, dentro De Maio a cui era stato inizialmente preferito Helander. Sul fronte avversario Sarri sgancia Zielinski al posto di un anonimo Hamsik e di lì a poco i suoi trovano la combinazione per scassinare la retroguardia rossoblù. L'azione è un marchio di fabbrica dell'attacco azzurro: Insigne pennella da sinistra per l'inserimento sul secondo palo di Callejon, Masina e Mirante stanno a guardare, l'esterno spagnolo di testa trova il pertugio vincente (66'). Donadoni cerca di battere la strada della velocità togliendo Destro ed inserendo Krejci, Palacio diventa il terminale offensivo ma i crampi lo estromettono dal gran finale: ecco Petkovic, le differenze ci sono e si sentono. Mentre l'anima rossoblù del “Dall'Ara” è tutta impegnata a salutare con bordate di fischi l'ingresso dell'ex Diawara, Mertens chiude i giochi sfruttando un'amnesia di Pulgar: fuga solitaria e sinistro rasoterra che suona come un'esecuzione. Il Bologna -stanco e demoralizzato- si affloscia sul traguardo, per Zielinski è un gioco da ragazzi infilare nel sacco il terzo goal a coronamento di un'azione corale innescata da Ghoulam e rifinita da Callejon (88'). Il passivo è tanto pesante quanto bugiardo, la prestazione resta. Ripartire da qui senza scherzi, grazie.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA

Mirante 5.5: qualche responsabilità sul vantaggio partenopeo, gli altri due goal non sono farina del suo sacco. Passivo pesante in una serata molto più tranquilla del previsto: il calcio è anche questo. SCOCCIATO

Krafth 6: vince il ballottaggio con Mbaye e galleggia nel mare della sufficienza grazie anche alla serata così così di Insigne. Buona interpretazione delle due fasi. COMPATTO

Helander 5.5: partita complicata dall'ammonizione immediata, fatica a prendere le misure a Mertens: non è il primo e non sarà l'ultimo, beninteso. Si arrangia come può. PREOCCUPATO

Maietta 6: coordina la retroguardia in uno spezzone iniziale quasi perfetto, poi si arrende al solito problema muscolare. Peccato, era appena uscito dall'infermeria. CRISTALLO

(dal 57' De Maio 5: entra nel peggior momento possibile, con la pressione del Napoli in aumento e senza il confortante ausilio di Maietta. Ci lascia le penne, inutile girarci attorno. SOPPRESSO)

Masina 5: fa buona guardia a Callejon per un'ora abbondante, ma allo spagnolo basta il solito attimo di distrazione del ragazzo per colpire. Vizio da cancellare in fretta. SBADATO

Poli 6.5: cancella le linee di passaggio ai mediani azzurri, oscura Hamsik, canta e porta la croce. Impossibile farne a meno. CHIERICHETTO

Pulgar 4.5: spesso e volentieri si complica la vita nel fraseggio, strappa una succulenta punizione allo specialista Verdi e la spedisce in curva. Infine, il patatrac sul raddoppio del Napoli, con il pallone gentilmente consegnato sui piedi del killer Mertens. SACCENTE

Di Francesco 6: vivace nel primo tempo, si perde un po' nella ripresa. Sfiora il goal con un bel destro al volo, non fa mai mancare impegno e abnegazione. COSTRUTTIVO

Palacio 7: è l'asso nella manica di Donadoni, ripaga la fiducia con una partita da campione. Corre come un ragazzino, prende per mano i compagni e detta sempre il movimento giusto senza palla. Un'enciclopedia umana di tattica offensiva. Peccato per i crampi, l'ovazione del pubblico al momento della sostituzione la dice lunga. Altro che bollito! VISIONARIO

(dal 77' Petkovic s.v.)

Verdi 6.5: di tanto in tanto finisce per perdersi in un bicchier d'acqua, ma a conti fatti è il rossoblù più pericoloso: nessuna differenza tra destro e sinistro, tutte le volte che mette nel mirino la porta fa sudare freddo Reina. La traversa su punizione grida vendetta. Talento da vendere e qualche frivolezza. EPICUREO

Destro 5.5: sgobba più del solito e beneficia della presenza di Palacio nelle vicinanze, tuttavia calcia addosso a Reina l'unica vera palla-goal di tutto il suo incontro. Cala col passare dei minuti, Donadoni lo richiama. SOSPESO

(dal 73' Krejci 5.5: dentro quando la squadra ha quasi finito la benzina, può far poco per invertire la rotta. Ha smarrito il brio degli esordi, questo sì. INCUPITO)

all.Donadoni 6: sceglie un assetto ultra-offensivo, con quattro uomini d'attacco insieme dal 1'. Se i suoi fossero passati in vantaggio -chissà- forse saremmo qui a parlare di un capolavoro, invece la squadra va sotto alla prima disattenzione e a quel punto la partita sfugge di mano. Plauso al coraggio, per 60' è grande Bologna. TEMERARIO

 

NAPOLI

Reina 7; Hysaj 6, Chiriches 5.5 (43' Albiol 6), Koulibaly 6.5, Ghoulam 6; Allan 6, Jorginho 5.5 (77' Diawara s.v.), Hamsik 5 (62' Zielinski 7); Callejon 7, Mertens 6.5, Insigne 6.5. All.: Sarri 6.5

 

BOLOGNA-NAPOLI 0-3 (66' Callejon, 83' Mertens, 88' Zielinski)

 

Francesco Piggioli

 

Palacio vs Napoli 1

sopra, Rodrigo Palacio in contrasto con Allan: buonissima la prima da titolare del “Trenza”, sostituito nel finale per crampi  

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