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La fotocopia di Bologna-Crotone, ma con esito opposto. 

Se due settimane fa la rimonta avversaria nell'ultimo scorcio di gara era stata fatale per Verdi e compagni, al “Bentegodi” i rossoblù rimediano con gli interessi: uno-due letale tra il 74' e il 76', prima il neoentrato Okwonkwo poi Donsah firmano il colpaccio del Bologna nella tana di un Verona malinconicamente disperso nei bassifondi della Serie A. La classifica torna invece come d'incanto a sorridere ai ragazzi di Donadoni, ora decimi a pari punti con Fiorentina e Chievo. Tre punti tanto rocamboleschi quanto balsamici per contrastare la crisi di risultati, il doppio turno casalingo contro la rivelazione Sampdoria e il Cagliari può rappresentare un nuovo trampolino di lancio per la stagione del Bologna.

Come previsto Donadoni offre una chance a Destro al centro dell'attacco, affiancandolo a Palacio e a Verdi. A centrocampo rientra Pulgar, mentre in difesa Krafth vince a sorpresa il ballottaggio con Mbaye e Torosidis. Ancora panchina per il grande ex Maietta, la coppia centrale è la solita: Gonzalez-Helander. Modulo simile ad un classico 4-4-2 per il Verona di Pecchia, che stando ai rumors si gioca la panchina: l'acciaccato Pazzini stringe i denti e si piazza sul trono del centravanti con Cerci a supporto; dei tanti ex di turno presenti nella rosa gialloblù l'unico titolare è Buchel in mezzo al campo. Entrambe le squadre vengono da un periodo difficile (4 sconfitte di fila), l'inizio nervoso ne è la testimonianza: subito un giallo per parte nei primi minuti, vittime Gonzalez e Buchel. Alla prima fiammata il Verona passa in vantaggio: 12', errore in disimpegno del Bologna, Fares recupera palla, si invola sulla fascia e spedisce un cross teso sulla testa di Cerci, bravo a sfruttare i tentennamenti di Mirante in uscita e la dormita della premiata ditta Krafth-Masina. Primo goal in gialloblù per l'ex ala dell'Atletico Madrid. Di lì a poco si interrompe però un altro letargo: quello di Mattia Destro, pescato con i tempi giusti dall'imbucata di Palacio in area; controllo e tiro forte sul primo palo da parte del n°10, che supera Nicolas e sigla la prima rete della sua stagione. Dall'immediato botta e risposta sembra uscire meglio il Bologna, che sfiora il ribaltone con un'inzuccata di Helander su angolo di Verdi (respinta di Nicolas). Mai sensazione fu più illusoria: Buchel e Verde combinano sulla sinistra, il traversone con i fiocchi di quest'ultimo è un premio all'inserimento perentorio sul secondo palo di Caceres, che ruba il tempo a Masina e sfrutta la respinta corta di Mirante per insaccare il 2-1. L'ennesimo errore in marcatura di questo inizio di campionato costa caro allo stesso Masina, sostituito per scelta tecnica da Mbaye. In questo modo Donadoni prova a scuotere i suoi e Pulgar proprio allo scadere indovina un lancio col contagiri per Destro, che attacca alla perfezione la profondità, esibisce uno stop d'esterno da fuoriclasse ma al momento di affondare la lama alza troppo lo “scavetto” ai danni di Nicolas. Si chiude così un primo tempo caotico e vissuto sugli strappi palla al piede da parte delle due squadre: tattica ed equilibri vanno a farsi benedire, fin qui viene premiata la grande determinazione del Verona.

Il torpore dell'avvio di ripresa viene interrotto dal secondo cambio a sorpresa di Donadoni, che al 56' richiama un incredulo Destro per far posto al giovane Okwonkwo. Palacio diventa il terminale di riferimento, il baby nigeriano si insedia a destra. La sostituzione appare ai più priva di logica ma non tarderà a dare i suoi frutti, esaltando alla massima potenza l'intuizione del tecnico bergamasco. Il ribaltone ha luogo quando al triplice fischio manca poco più di un quarto d'ora: Okwonkwo incorna da grande attaccante sul cross da destra di Verdi e trova il pareggio, un paio di minuti dopo Donsah (fino a quel momento tra i peggiori) estrae dal cilindro un bolide terra-aria diretto all'angolino basso alla sinistra di un incolpevole Nicolas. Roba da fantascienza. Il Verona è colpito a morte, la resistenza rossoblù viene minacciata soltanto da un tentativo del subentrato Lee deviato da Helander: Mirante stavolta ci mette una pezza. Senza nemmeno sapere bene come, il Bologna si risveglia dall'incubo con un piede nella parte sinistra della classifica.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA

Mirante 5: il suo primo tempo è un film horror: esitazione fatale sull'1-0, così così sul bis di Caceres. Parziale riscatto nel finale quando sventa il possibile autogoal di Helander su tiro di Lee. Morale: l'ombra dell'amico Da Costa inizia ad allungarsi. DECADENTE

Krafth 5: si perde subito Cerci sul goal, poi prova a risalire la corrente ma anche con la palla tra i piedi gli strafalcioni non mancano. Galleggia nella ripresa. SCIATTO

Gonzalez 4.5: incappa nella peggior prestazione del suo campionato: ammonito al via, perde in fretta i riferimenti e finisce in balia degli eventi. BALLERINO

Helander 5.5: meglio del compagno di reparto ma comunque sotto la soglia della sufficienza: travolto dalla serataccia del reparto arretrato, rischia l'autorete al fotofinish. APPRENSIVO

Masina 4: difensivamente parlando, una sciagura: non esente da colpe sul primo goal, si fa umiliare da Caceres in occasione del raddoppio. La doccia anticipata è un cazzotto in pieno volto. FLAGELLO

(dal 35' Mbaye 5.5: a sinistra è un po' adattato, fatica a prendere le misure alla partita. Gode di un grande vantaggio: far rimpiangere questo Masina è semplicemente impossibile. SPAESATO)

Poli 6: dare ordine e raziocinio alla Babele del centrocampo è inutile, allora impugna la clava e si fa largo con le cattive. MANOVALE

Pulgar 6: tatticamente non disputa una gran partita, ma decora la serata con un paio di chicche isolate (in primis l'invito a nozze non raccolto da Destro) e nel dubbio la gamba la mette sempre. SANGUIGNO

Donsah 6.5: da mani nei capelli fino al colpo di scena finale, quando si mette a capo della rivoluzione e inventa dal nulla la prodezza decisiva. Genio e sregolatezza, come da copione. SCANZONATO

Verdi 6.5: bagliori di classe ad intermittenza, ma l'assist per Okwonkwo spalanca le porte alla riscossa rossoblù: nel momento del bisogno la sua qualità fa sempre comodo. LORD

Destro 6.5: titolare ad un mese di distanza dall'ultima volta, rinasce dalle proprie ceneri buttando dentro di prepotenza il primo goal stagionale dopo sei mesi di astinenza. Sfiora il bis, è in partita e si sbatte per i compagni: la sostituzione resta francamente inspiegabile sul piano tecnico-tattico. FENICE

(dal 57' Okwonkwo 7: solo goal pesanti per il ragazzo nigeriano: dopo aver regalato i tre punti contro il Sassuolo, dà il via alla rimonta con un colpo di testa da segugio dell'area di rigore. Donadoni ringrazia. AMULETO)

(dall'89' Falletti s.v.)

Palacio 6.5: a disagio sull'esterno, trova comunque il modo di apparecchiare la tavola per la rete di Destro. Cresce alla distanza, esemplare anche nella gestione ordinaria. ERUDITO

all.Donadoni 7: esce vincitore dalla centrifuga del “Bentegodi”: dopo aver toccato il fondo, riemerge con una scelta pesante oltreché impopolare (Okwonkwo per Destro) e sfruttando la pochezza del Verona acciuffa tre punti di platino che consentono alla truppa di svoltare a sinistra. AUDACE

 

HELLAS VERONA

Nicolas 6; Caceres 6.5, Heurtaux 5, Caracciolo 5, Fares 6; Romulo 5.5, B.Zuculini 5, Buchel 6 (67' Fossati 5), Verde 6.5; Cerci 6.5 (79' Lee s.v.), Pazzini 5.5. All.: Pecchia 5.5

 

HELLAS VERONA-BOLOGNA 2-3 (12' Cerci, 22' Destro, 33' Caceres; 74' Okwonkwo, 76' Donsah)

 

Francesco Piggioli

 

Donsah vs Verona Destro vs Verona

in alto, il tiro di Godfred Donsah destinato a firmare la rimonta rossoblù; sotto, l'esultanza di Mattia Destro dopo la rete del momentaneo 1-1

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