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Cara Italia sportiva,

 

ti scrivo queste righe per dimostrarti ancora di più il mio affetto verso i tuoi colori e verso ciò che rappresenti. Sei un sogno per tanti bambini e tanti ragazzi che sperano di poter indossare la tua maglia in un futuro, sei una magia che riunisce tutti gli amanti dello sport e non e soprattutto, sei sinonimo di passione, gioia e sofferenza al tempo stesso.

 

Quest’anno è stato un anno complicato: nella pallavolo la nazionale maschile è uscita ai quarti dell’europeo esattamente come la nazionale femminile ma nonostante ciò rimaniamo una potenza con un futuro roseo. Nella pallanuoto, causa emergenze fisiche, il mondiale è stato concluso al sesto posto e ora si aspettano gli Europei di Barcellona del 2018 per riscattarsi. Nel rugby siamo in costante crescita dal 2000, anno in cui sei entrata nel Sei Nazioni ma purtroppo, in questo inverno, nella competizione in questione hai collezionato il settimo cucchiaio di legno. Per altri giochi, l’hockey prato e pallamano sono indietro così come l’hockey su ghiaccio mentre per i giochi invernali si spera nel curling.

 

Passiamo al calcio, lo sport più popolare: quest’anno, dopo quel lontano 1958, non parteciperai ai mondiali a discapito di una Svezia che è uscita vincente dal duplice scontro playoff. Questo catastrofico avvenimento, e sottolineo catastrofico perché oltre a un danno sportivo porta perdite “sociali” ed economiche, ha fatto scattare un campanello d’allarme che sembra aver il suono di un cambiamento nel mondo del pallone.

 

Arriviamo ora al basket: hai chiuso l’europeo al settimo posto giocando al massimo delle tue possibilità dimostrando però grandi limiti e soprattutto lacune verso altri campionati e altre nazionali che sarebbe importante colmare al più presto. Anche per la pallacanestro si era parlato tanto e si sono fatti tanti proclami ma, una volta calata l’attenzione mediatica, tutto sembra essersi fermato quando ancora i problemi ci sono. Se le tue nazionali minori figurano bene in giro per l’Europa e per il mondo un motivo ci sarà ma perché poi questi giocatori non giocano nelle loro squadre e quindi rimangono indietro verso gli altri? Perché in alcuni ruoli siamo costretti ad affidarci a giocatori con molta esperienza e non abbiamo ricambi? Come mai ci si lamenta in continuazione di un basket poco seguito o di scarso livello e non si fa nulla per cambiare le cose?

I nostri ragazzi vanno formati, vanno indirizzati e seguiti con attenzione se si vuole crescere campioni in più ruoli. Per formare giocatori servono anche allenatori capaci di trasmettere al meglio il gioco della pallacanestro, di trasferire amore e passione per i valori dello sport e per il basket in sé.

 

Ognuno può avere varie idee su come rilanciare il basket e lo sport in generale ma io personalmente non mi sbilancio perché non ho

le piene conoscenze di come sia l’ambiente e quindi non rimane che affidarsi a persone competenti e che vogliano il meglio per te, cara Italia sportiva. Quest’anno sta terminando e “l’anno che sta arrivando, fra un anno passerà” ma ricordati che hai la forza per rialzarti e tornare a rappresentare una potenza sportiva in giro per il mondo perché la tua maglia, quella azzurra, è una maglietta magica… straordinaria e piena di amore.

 

Lorenzo Bencivenga

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