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“Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po' e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò. Da quando sei partito c'è una grossa novità, l'anno vecchio è finito ormai ma qualcosa ancora qui non va.”

Così cantava il buon Lucio Dalla e nonostante questa canzona abbia ormai svariati anni, è sempre di attualità. Nel mondo è accaduto di tutto: dalla minaccia di una guerra nucleare fra USA e Corea del Nord al riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele, dalla crisi economica del Venezuela alla mania del bitcoin e tanto altro. Ovviamente noi non ci fermeremo a parlare di politica, cronaca o economia ma discuteremo di sport e precisamente di pallacanestro.

 

In NBA si sono confermati campioni i Golden State Warriors con la felicità di Kevin Durant che ha conquistato per la prima volta l’anello. In Europa ha trionfato il “nostro” Gigi Datome con il Fenerbahce e sicuramente cercherà di riconfermarsi anche quest’anno aiutato dall’altro azzurro Nicolò Melli. In Italia è caduta Milano per la gioia di Venezia che ha vinto le finali contro un’ottima e determinata Trento.

Ci sono stati anche gli Europei, che hanno visto la Slovenia conquistare il suo primo titolo e hanno affermato Luka Doncic come stella del basket europeo per chissà quanti anni.

 

“Ma la televisione ha detto che il nuovo anno porterà una trasformazione e tutti quanti stiamo già aspettando”. Questo è l’auspicio del basket italiano che agli Europei ha fatto ciò che era nella sue possibilità ma ha mostrato grandi margini di miglioramento e soprattutto ha dato la netta sensazione che occorre trovare una soluzione efficace per rilanciare il nostro movimento. Le opzioni sul tavolo sono molte, alcune valide e altre meno, l’auspicio di tutti gli appassionati è che chi di dovere prenda le giuste decisioni e affronti il problema dalle radici per garantirci un ottimo futuro.

 

Ma se tutto questo è paradossalmente lontano da Bologna beh… anche nel capoluogo emiliano ne sono accadute di cose. La principale è semplicemente una: con Virtus e Fortitudo si è tornati a masticare pallacanestro e a parlare dello sport con la palla arancione. Che belli i due derby, la Effe li avrebbe potuti vincere entrambi ma le Vnere hanno portato a casa il primo; che bella l’atmosfera in città e soprattutto che magia il palazzo. È stata la Virtus di un sardo, Spissu, che si è innamorato di Bologna e di un giovane ragazzo, Candi, che ha abbandonato la sua Fortitudo con cui è cresciuto per cercare il salto a Reggio Emilia. Abbiamo assistito al capitano bianconero, Guido Rosselli, sposare la causa biancoblu suscitando polemiche per il gesto e per una frase detta in conferenza stampa (sottolineiamo però ancora una volta come dietro ci fosse un motivo familiare e che “prima siamo uomini e dopo giocatori”). In seguito alla prima retrocessione sul campo la Virtus è tornata subito in A1 comprando giocatori dal calibro di Gentile e Aradori mentre la Fortitudo ha accantonato il progetto giovani per affidarsi all’esperienza e sognare la promozione in massima serie in questa stagione.

 

Per le due squadre di Bologna è stato un buon anno, i sogni per quello nuovi ci sono, forse si realizzeranno o forse no ma la cosa certa è che il tifo e l’amore per la Fortitudo e la Virtus non finirà e la vera bellezza sarebbe avere entrambe le squadre in A1 perché il derby è il derby, perché entrambe le squadre rappresentano storia, passione, amore, talento e organizzazione, perché basketcity è basketcity e soprattutto perché la rivalità sportiva sana con giusti sfottò beh… è veramente impagabile

 

Tanti auguri di felice anno nuovo a tutti!

 

Lorenzo Bencivenga

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