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Amaro congedo dal 2017. 

Niente da fare, il Bologna fallisce ancora una volta l'esame di maturità e viene fermato a domicilio dalla sfavillante Udinese di Oddo, che mette in fila la quinta vittoria consecutiva ed inizia a fare un pensierino all'Europa League. I rossoblù chiudono invece il girone d'andata ad una quota in fin dei conti soddisfacente (24 punti) seppur condita da qualche recriminazione. Un esempio su tutti: il rendimento casalingo, con appena due vittorie ottenute in dieci partite disputate al “Dall'Ara”. Praticamente impossibile aspirare a qualcosa in più di una salvezza in carrozza con un simile ruolino interno: soltanto nel caso in cui Verdi e compagni riuscissero a cambiare passo nella seconda parte di campionato la stagione del Bologna potrebbe assumere contorni diversi.

E dire che il pomeriggio si era messo subito in discesa per i ragazzi di Donadoni, in vantaggio a metà primo tempo grazie ad un tentativo di Verdi sporcato in maniera decisiva dalla deviazione di Danilo: il Bologna incassa e ringrazia. Ad onor del vero, fino a quel momento non è che i rossoblù avessero impressionato: nel solito 4-3-3 si rivede Di Francesco largo a sinistra nel tridente offensivo dopo due mesi (panchina per Krejci e per l'altro rientrante Palacio), mentre a centrocampo la squalifica di Poli regala una nuova chance a Nagy. Nell'Udinese Maxi Lopez vince il ballottaggio con De Paul e si piazza in tandem con Lasagna, uomo del momento in casa bianconera (4 reti nelle ultime quattro gare). Prima parte di gara condizionata dalle classiche schermaglie di rito, a farsi preferire è la truppa di Oddo che confeziona una nitida occasione sull'asse Adnan-Lasagna: Mirante si fa trovare pronto sulla deviazione volante dell'ex Carpi. L'1-0 sbuca dal nulla ma il Bologna dilapida il prezioso bonus nel giro di pochi minuti: Adnan pennella da sinistra sulla testa di Widmer, solo come un eremita nel cuore dell'area di rigore e libero di insaccare con l'aiuto del palo. Nell'occasione, concorso di colpa per Masina e Di Francesco, tutori del segmento di campo sfruttato dal laterale svizzero per l'inserimento vincente. In chiusura di frazione il Bologna protesta poi per un possibile rigore ai danni di Destro, autore di uno slalom in palleggio in area avversaria prima di entrare in rotta di collisione con Danilo: il contatto -seppur lieve- c'è, il sig.Gavillucci fa correre con la benedizione del VAR, i dubbi francamente resistono intatti.

Doccia gelata per il Bologna in apertura di ripresa: l'Udinese sprigiona la sua potenza in contropiede, assist del neo-entrato De Paul e comodo appoggio a porta spalancata da parte di Lasagna. Azione magistrale per tecnica e rapidità di esecuzione: chapeau. La partita si sistema dunque su binari ostili ai rossoblù, già un paio di settimane fa sfruttando al meglio un copione identico (vantaggio a inizio secondo tempo) i friulani avevano impartito una lezione di calcio all'Inter a “San Siro”. Donadoni chiede aiuto a Palacio e ricorre al 4-2-3-1 con el Trenza schierato alle spalle di Destro, ma a latitare sono le idee in fase di costruzione: il giro palla risulta monotono, di palloni puliti per gli attaccanti manco l'ombra. Potenziale svolta attorno all'ora di gioco: il già ammonito Behrami interrompe la ripartenza di Palacio, ma il sig.Gavillucci si dimentica il secondo giallo nel taschino con il “Dall'Ara” che insorge rabbioso. Da esperto uomo di calcio qual è, Oddo corre subito ai ripari: fuori il mediano ex Napoli e dentro Fofana. Una sorta di autografo in calce sull'errore del direttore di gara. Da quel momento in poi, l'unico squillo del Bologna è rappresentato dal tentativo sotto misura di Destro sugli sviluppi di uno schema da calcio piazzato (Bizzarri si oppone a corpo morto), mentre gli ospiti sfiorano il terzo goal in contropiede con Barak. Al termine dei sette minuti di recupero si materializza dunque la vendetta sportiva di Oddo, che sana parzialmente la ferita della finale playoff di Serie B 2014/2015, portata a casa dal Bologna di Delio Rossi contro il suo Pescara tra miracoli e traverse. Viceversa, brusca frenata nella corsa del Bologna verso i piani alti della classifica: nessun dramma, ma per il famigerato salto di qualità l'appuntamento è rimandato al 2018.

 

Di seguito, le pagelle della partita.

BOLOGNA

4-3-3 (dal 55' 4-2-3-1)

Mirante 6; Mbaye 6, Gonzalez 5.5, Helander 5, Masina 5; Nagy 5.5 (55' Palacio 5.5), Pulgar 6.5, Donsah 6 (63' Taider 5.5); Verdi 5.5, Destro 6, Di Francesco 5 (73' Falletti 5). All.: Donadoni 5.5

 

UDINESE

3-5-2

Bizzarri 6; Larsen 5.5, Danilo 5.5, Samir 6.5; Widmer 7, Barak 6.5, Behrami 6 (69' Fofana 6), Jankto 6.5 (82' Hallfredsson s.v.), Adnan 7; Maxi Lopez 5 (46' De Paul 7), Lasagna 7. All.: Oddo 7

 

BOLOGNA-UDINESE 1-2 (27' Danilo aut., 37' Widmer; 48' Lasagna)

 

Francesco Piggioli

 

Verdi vs Udinese 7

nella foto, il tiro di Simone Verdi da cui nascerà il goal del momentaneo 1-0 grazie alla deviazione di Danilo

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