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Mediocrità al potere. 

In coda a novanta minuti di rara mestizia è un'Inter tutt'altro che guarita ad intascare i tre punti: i ragazzi di Spalletti riacciuffano il terzo posto sfruttando un capolavoro di tecnica e balistica firmato Yann Karamoh e soprattutto ringraziando le gravi amnesie di un Bologna in caduta libera (quinta sconfitta nelle ultime 6 gare). Non basta a Donadoni la prestazione superlativa di un commovente Rodrigo Palacio, autore del momentaneo 1-1. Attorno al Trenza, il nulla cosmico o quasi. L'Inter non vince da otto partite e allungando ulteriormente la carestia stabilirebbe il record negativo della storia del club, mentre il Bologna non fa bottino pieno contro una grande da più di due anni: a meno di un pareggio, un tabù è destinato a cadere. Donadoni replica il piano tattico sperimentato due settimane fa a Napoli spedendo in panchina Destro per far posto al grande ex Palacio nel ruolo di centravanti: ai suoi lati Di Francesco e Orsolini, quest'ultimo alla prima da titolare in Serie A. In difesa si rivede Gonzalez, a centrocampo Poli e Dzemaili fanno da scudieri a Pulgar. Nell'Inter, priva del totem Icardi, la grande sorpresa è Karamoh dal 1' al posto di Candreva: al centro dell'attacco è invece confermato Eder. Pur essendo consapevole di avere i pronostici contro, il Bologna strizza l'occhio alle statistiche: una sola sconfitta nelle ultime cinque trasferte a casa Inter.

Inizio shock per i rossoblù, colpiti a freddo dal guizzo di Eder: Brozovic riceve da Karamoh in profondità e premia il taglio sul primo palo dell'attaccante della Nazionale, che brucia Gonzalez e supera Mirante in diagonale. Partita subito in discesa per gli uomini di Spalletti, che però ricascano in fretta nei soliti limiti recenti: scarso ritmo, poca propensione al movimento senza palla da parte degli interpreti offensivi e collegamenti tra i reparti che latitano. Il Bologna riesce ad assorbire il cazzotto e si mette a lavorare parecchio in fase di pressing: esemplare in tal senso Poli, lesto ad alzarsi sulla linea di Palacio per infastidire il giro palla dei difensori nerazzurri. Il primo squillo rossoblù porta proprio la firma di Palacio, pescato dal cross di Masina: girata di testa e pronta respinta di Handanovic. Sul fronte opposto, episodio dubbio nell'area del Bologna: Eder prende il tempo a Poli e subisce una sportellata sospetta da parte del mediano rossoblù, il sig.Valeri fa proseguire. Verso la metà di una frazione dominata da errori e imprecisioni Miranda la combina davvero grossa: disimpegno da mani nei capelli, Palacio si fionda sul pallone vagante, usa perfettamente il corpo per proteggersi dal ritorno del brasiliano e incrocia di potenza sul secondo palo. Classico goal dell'ex per el Trenza, che non esulta in segno di rispetto verso il suo vecchio pubblico. Il pareggio all'intervallo è tutto sommato giusto.

Il secondo tempo si apre con l'ingresso di Lisandro Lopez al posto dell'acciaccato Miranda e con l'Inter proiettata in avanti alla ricerca del nuovo vantaggio: la doppia traversa colpita nel giro di pochi istanti da D'Ambrosio e da Skriniar ha davvero del clamoroso, il Bologna si aggrappa alla buona sorte. Spalletti chiede la scossa a Rafinha, dentro per un fischiatissimo Brozovic: e in effetti la mossa funziona, perché l'ex Barcellona mette lo zampino nella strepitosa azione in velocità di Karamoh, il quale dribbla mezza difesa rossoblù prima di sganciare in rete dal limite il bolide del 2-1. La risposta di Donadoni si chiama Falletti (fuori uno spento Orsolini), ma il folletto uruguagio si divora subito una nitida palla goal alzando di testa sopra la traversa un invito al bacio del solito Palacio. La clamorosa ingenuità di Mbaye, che becca un doppio giallo nell'arco di pochi minuti, sembra sancire la fine delle ostilità con quasi mezz'ora di anticipo, tuttavia l'incredibile fragilità attuale dell'Inter tiene in partita fino alla fine un Bologna povero di idee ma decoroso sul piano della generosità. A 4' dalla fine un'incertezza difensiva nerazzurra libera Palacio verso la porta di Handanovic, ma il portiere sloveno è reattivo nel respingere il tiro dell'ex compagno. Il Bologna recrimina per un possibile rigore negato (mano di D'Ambrosio su cross ravvicinato di Falletti, giusto sorvolare) e chiude in 9 per via del rosso diretto sventolato dal sig.Valeri in faccia a Masina causa entrata killer su Lisandro Lopez. Senza una sterzata nel doppio impegno casalingo con Sassuolo e Genoa, la fin qui anonima stagione del Bologna rischia incredibilmente di complicarsi.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA

Mirante 6: impallinato da Eder in men che non si dica, poi costretto ad inchinarsi alla perla di Karamoh: fastidioso senso di impotenza. INERME

Mbaye 4: sul banco degli imputati per una follia che rovina una prova fin lì dignitosa: appena ammonito, entra in modo scomposto su Rafinha e lascia i suoi in 10 per l'ultima mezz'ora. In pratica, traghetta il Bologna verso la sconfitta. CARONTE

Gonzalez 5: il taglio letale di Eder lo fulmina dopo un paio di minuti: macchia difficile da pulire. Rientro tutt'altro che indimenticabile. IMPURO

De Maio 6: meglio del compagno di reparto, legge bene le traiettorie e non lascia gloria ai dirimpettai. Come domenica scorsa, là dietro è l'unico a salvarsi. ESATTORE

Masina 5: primo tempo di buon livello, poi cancella ogni traccia di progresso con quel fallo violento e inutile a tempo scaduto che gli costa espulsione e squalifica automatica contro il Sassuolo. SCAPESTRATO

Poli 5.5: disturba sul nascere la manovra nerazzurra ma sul piano tecnico lascia parecchio a desiderare: troppi gli errori -alcuni anche elementari- con la palla tra i piedi. RUSTICO

(dal 72' Torosidis s.v.)

Pulgar 6: meno sicuro del solito, però non demerita: regia ordinata, pulizia di tocco e faccia tosta sono i suoi comandamenti. SANGUIGNO

Dzemaili 6: cresce alla distanza, pur senza incantare: nel finale getta il cuore oltre l'ostacolo di una condizione fisica ancora precaria per ergersi a riferimento di una truppa in difficoltà. Leader anche a mezzo servizio. PEDAGOGO

Orsolini 5: non gli riesce nemmeno un dribbling, prova a rendersi utile in copertura ma dura solo un tempo. Sostituito con colpevole ritardo. PIATTO

(dal 66' Falletti 5: pronti-via, dilapida di testa una chance colossale: il resto fa da contorno. INDULGENTE)

Palacio 7: una spina nel fianco della difesa nerazzurra, ma predica nel deserto. Glaciale a tu per tu con Handanovic, regala un'illusione. Quarto goal stagionale in trasferta incastonato nel cuore di una prestazione da condottiero: guida l'assalto ed è in prima linea in trincea. Ammonito e diffidato, salta il Sassuolo: assenza che si annuncia tremendamente pesante. ORACOLO

Di Francesco 5: cerca una scintilla per accendersi: niente da fare, non è giornata. Sembra aver perso per strada entusiasmo e fiducia in se stesso: urge inversione di tendenza. SCIALBO

(dall'81' Avenatti s.v.)

all.Donadoni 5: quinta sconfitta nelle ultime 6 partite e neanche un raggio di luce in fondo al tunnel: non può bastare il genio isolato di Palacio per ribaltare il trend, eppure tra Sassuolo e Genoa occorre trovare rimedio ad una crisi che rischia di dilagare. Tra l'infortunio di Verdi e la rinuncia a Destro per scelta tecnica (rottura definitiva?) viene a mancare più di un terzo del fatturato offensivo: sicuro che questo Bologna possa permettersi un lusso del genere? COCCIUTO

 

INTER

Handanovic 6.5; Cancelo 5.5, Skriniar 6, Miranda 4.5 (46' Lisandro Lopez 6), D'Ambrosio 6; Vecino 6, Borja Valero 5.5; Karamoh 7 (73' Gagliardini s.v.), Brozovic 5.5 (58' Rafinha 6.5), Perisic 5.5; Eder 6.5. All.: Spalletti 6

 

INTER-BOLOGNA 2-1 (2' Eder, 25' Palacio; 63' Karamoh)

 

Francesco Piggioli

 

Palacio vs Inter goal

nella foto, Rodrigo Palacio viene festeggiato dai compagni dopo la rete del momentaneo 1-1: classico goal dell'ex per el Trenza (foto Schicchi)

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