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Chi l'avrebbe mai detto? 

Il Bologna esce indenne dallo snodo più complicato di questa fetta di campionato e -dopo la Lazio- ferma anche una Roma inevitabilmente distratta dall'imminente trasferta di Barcellona per l'andata dei quarti di finale di Champions. Un pareggio strappato con le unghie e con i denti in una gara all'insegna della sofferenza e del sacrificio: subito avanti con Pulgar al primo tiro in porta, i rossoblù reggono con un pizzico di buona sorte e vengono ripresi dal guizzo del subentrato Dzeko a poco meno di un quarto d'ora dalla fine. L'unica nota stonata del pomeriggio del “Dall'Ara” è il battibecco tra Donadoni e un bel pezzo di tribuna in pieno recupero, quando il mister fa uscire Verdi (e non lo stremato Palacio) per Krejci: esplode il disappunto del pubblico, a testimonianza di un feeling del tutto svanito con il tecnico. Lo splendido risultato conquistato premia però operato e scelte del timoniere.

Il ritorno previsto della difesa a quattro (con De Maio e Torosidis preferiti rispettivamente a Gonzalez e a Mbaye) non cambia i destini del grande ex Destro, destinato alla panchina per la terza partita di fila: Donadoni opta per una linea d'assalto snella e dinamica, da contropiede. Palacio si muove da vertice alto di un tridente completato da Verdi e da Di Francesco junior, mentre le precarie condizioni fisiche di Dzemaili dopo le fatiche con la nazionale svizzera regalano una maglia da titolare a Donsah. Tra i pali, esordio in Serie A per il terzo portiere Santurro al posto dello squalificato Mirante. Di Francesco senior preserva inizialmente Dzeko in ottica Barcellona: chance per il gioiellino Schick nel cuore dell'attacco. Autentica fuoriserie in trasferta (media superiore ai due punti a gara), la Roma sfodera il consueto repertorio: pressing e baricentro alti, gestione paziente del pallone con ricerca del taglio in profondità dei due esterni, Perotti ed El Shaarawy. Nel piano tattico giallorosso salta tuttavia in fretta un ingranaggio decisivo: Nainggolan alza bandiera bianca per un problema muscolare al 17', entra Gerson ma non è la stessa cosa. Quando Pulgar dal limite indovina un angolo impossibile per Alisson, la Roma capisce che la giornata non è delle più propizie. L'assedio dalle parti di Santurro inizia a farsi insistente, ma i riflessi del portiere rossoblù -già superlativo in avvio sulla capocciata di De Rossi- uniti ad un briciolo di fortuna mantengono intatto il vantaggio: da segnalare in chiusura di primo tempo una pazzesca chance dilapidata da Strootman, che devia sul palo a pochi centimetri di distanza dalla linea di porta sugli sviluppi di un angolo.

Ad una parte iniziale bruttina fa seguito una ripresa tutt'altro che indimenticabile, complice anche il primo caldo di stagione. L'ingresso di Dzeko per un impalpabile El Shaarawy aggiunge chili all'attacco della Roma, mentre Donadoni chiede energia al rientrante Orsolini (fuori Di Francesco). Il calo fisico del Bologna è evidente, attorno all'ora di gioco la sensazione è che ai rossoblù stia per venire del tutto a mancare la forza per ripartire. Di Francesco-padre osa allora il tutto per tutto: Defrel al posto di un mediano (Strootman) e largo ad una sorta di 4-2-4. L'incornata vincente di Dzeko su cross di Perotti accende i sogni di rimonta della Roma, ma la linea Maginot del Bologna resiste ad oltranza nell'ultimo quarto d'ora, sebbene parecchi singoli (Verdi e Palacio in testa) siano in clamoroso deficit di ossigeno. Il punto guadagnato sul campo non solo dà continuità al pareggio imposto alla Lazio due settimane fa, ma pone anche invitanti premesse per un finale di stagione diverso dagli ultimi due. Speranza e orgoglio: ecco i pilastri su cui edificare l'ultimo mese e mezzo di campionato.

 

Di seguito, le pagelle della partita.

BOLOGNA

Santurro 6.5: subito svezzato dall'inzuccata potente di De Rossi su cui risponde presente, gestisce bene l'emozione dell'esordio portando a termine il lavoro ordinario. Da rivedere nei rinvii e nelle uscite alte, ma la base c'è. SCANZONATO

Torosidis 5.5: qualche logica difficoltà contro un cliente scomodo qual è Perotti, con tanto di omaggio non dovuto in piena area a metà ripresa. STENTATO

(dal 77' Mbaye s.v.)

De Maio 7: annulla Schick, detta legge nei duelli aerei e si muove con tempismo perfetto: giù il cappello, un partitone! RANGER

Helander 6: buoni sincronismi con il collega di reparto, sta sempre sul pezzo: s'inchina soltanto al lampo di Dzeko, che gli prende il tempo con un taglio da fuoriclasse. SCRUPOLOSO

Masina 6: è anche merito suo se l'asse Florenzi-El Shaarawy fa promesse che poi non mantiene: confermata la crescita dell'ultimo periodo. BLINDATO

Poli 7: gira con l'estintore in mano e a suon di corse, rincorse e raddoppi spegne tutti i principi d'incendio che si sviluppano nella zona centrale. Vero uomo squadra, prova da gigante. POMPIERE

Pulgar 7: la sua stoccata all'angolino basso indirizza il pomeriggio su binari insperati: pur al netto di qualche sbavatura fronteggia con aria sbarazzina un mostro sacro del ruolo come De Rossi. Sale a quota 3 in classifica marcatori, nel girone di ritorno è per ora il capocannoniere della squadra. BARONETTO

Donsah 6: contributo apprezzabile in termini di quantità, crea ansie al centrocampo romanista con i suoi allunghi palla al piede. Utile alla causa. RIBALDO

Verdi 6.5: pur senza meraviglie all'attivo, smista con intelligenza e si mette al servizio dei compagni come un gregario qualsiasi. Lodevole sul piano dell'abnegazione. MODELLO

(dal 90' Krejci s.v.)

Palacio 6: diversi gli errori di punteggiatura all'interno di una prestazione che è un inno alla generosità: dalle piccole cose si vede però che viene da un altro pianeta. Capitano di giornata, si batte con onore, tanto che negli ultimi scampoli riesce a stento a reggersi in piedi. PRODE

F.Di Francesco 5.5: latita un po' al cospetto di papà Eusebio, seduto sulla panchina avversaria: derby familiare senza vincitori né vinti. Sbriga alla lettera la corposa mole di lavoro tattico senza concessione alcuna alla fantasia. BUROCRATE

(dal 71' Orsolini 5.5: entra per dare verve e dinamismo, in realtà si vede pochissimo e l'andazzo generale lo costringe a stare in trincea. Freno a mano tirato. REPRESSO)

all.Donadoni 7: imbattuto contro Lazio e Roma: traguardo impensabile fino a qualche settimana fa. Rispetto al match con i biancocelesti, cambia lo spartito ma ritrova un Bologna con lo stesso spirito. Aggressività, linee strette e grande collaborazione tra i reparti: la ricetta funziona. In barba a critiche e pregiudizi. COERENTE

 

ROMA

Alisson 6; Florenzi 5.5, Manolas 6, Fazio 6.5, Kolarov 6; Strootman 5.5 (75' Defrel 6), De Rossi 6, Nainggolan s.v. (17' Gerson 5.5); El Shaarawy 5 (61' Dzeko 7), Schick 4.5, Perotti 6.5. All.: E.Di Francesco 5.5

 

BOLOGNA-ROMA 1-1 (18' Pulgar, 76' Dzeko)

 

Francesco Piggioli

 

Bologna esulta Roma

nella foto, l'esultanza collettiva rossoblù dopo il goal del vantaggio siglato da Erick Pulgar

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