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Dimenticare Crotone e la settimana di clausura. 

Sono questi gli obiettivi di un Bologna deciso a scuotersi dopo il tonfo dello “Scida”, una cocente battuta d'arresto che proprio non è andata giù nei modi ai vertici rossoblù: ed ecco che dopo tempo immemore il sano vecchio ritiro è tornato a fare capolino dalle parti di Casteldebole. Giorni di full immersion tra campo e hotel, tanto lavoro e zero chiacchiere. La scena muta in terra calabrese deve restare una parentesi isolata all'interno di un finale di stagione che il Bologna aveva approcciato con il piglio giusto, stoppando in rapida successione Lazio e Roma. A Donadoni e ai suoi ragazzi la piazza chiede un epilogo diverso e più entusiasmante degli ultimi due, ergo di fronte al primo sintomo di scollamento la società ha preferito -una volta tanto- il bastone alla carota. Un avviso ai naviganti: niente spazio ad alibi da pancia piena. La salvezza non sembra in discussione, ma al sigillo definitivo manca almeno una vittoria: alla luce del calendario scivoloso che attende il Bologna dopo l'incrocio di domani, sarebbe auspicabile centrare il bottino pieno contro il Verona per mettersi al riparo da brutte sorprese. Al di là del prestigio derivato dai pareggi imposti alle romane, è opportuno infatti ricordare che i rossoblù hanno raccolto soltanto due punti nelle ultime cinque gare: urge cambio di passo. Avversario di turno, un Verona rientrato a pieno titolo in corsa per non retrocedere e forte di una tradizione recente assai favorevole al “Dall'Ara” (due vittorie di fila in Serie A). A proposito degli scaligeri, saranno tantissimi gli ex Bologna tra campo, panchina e tribuna. Dal presidente Setti al tecnico Pecchia passando per Boldor, Petkovic (in prestito fino a giugno) e ovviamente per la folta colonia di reduci dalla promozione rossoblù del 2015 (Coppola, Ferrari, Buchel e Zuculini), trasferitasi in riva all'Adige dietro indicazione del vero padre di quell'impresa, Filippo Fusco, fresco di dimissioni dalla carica di direttore sportivo del Verona.

Donadoni va a caccia della riscossa sotto gli occhi del patron Joey Saputo (giunto dal Canada -tra le altre cose- per formalizzare il rinnovo contrattuale del D.S. Bigon) meditando di apportare qualche novità alla formazione che non è riuscita neppure a fare il solletico al Crotone. In particolare, la tentazione dell'ultim'ora si chiama Mattia Destro, assente allo “Scida” per un piccolo affaticamento muscolare ma ora pienamente recuperato. Il n°10 non vede il campo da più di un mese, per la precisione dall'ultimo quarto d'ora del match casalingo con l'Atalanta, quando subentrò ad Avenatti: da allora, tre esclusioni consecutive per quello che -a conti fatti- resta il vice cannoniere della squadra con 6 reti. Il punto è che nel 4-3-3 finora Donadoni lo ha quasi sempre considerato un'alternativa all'inamovibile Palacio come attaccante di riferimento, ma per provare a guarire i malanni di un reparto incapace di produrre lo straccio di un'occasione da goal in 90' al cospetto della terzultima in classifica il tecnico bergamasco starebbe pensando di rivedere questa antica convinzione. In soldoni, prende corpo in queste ore l'ipotesi di vedere Destro e Palacio insieme dal primo minuto, con el Trenza allargato sulla fascia sinistra e Verdi posizionato nella solita casella di destra. Un tridente più pesante, con i chili e la presenza in area di Destro al posto di Di Francesco, eventuale sacrificato.

A centrocampo, la distorsione al ginocchio destro riportata da Donsah a Crotone (prognosi di 30 giorni e campionato praticamente finito per il ghanese) riduce al minimo le opzioni: largo alla mediana-tipo, con Poli e Dzemaili ai fianchi di Pulgar. Discorso simile in difesa, con Torosidis out almeno tre settimane per una lesione ai flessori della coscia sinistra: si rivede Mbaye dall'inizio. Gonzalez è sulla via del recupero ma la coppia centrale sarà ancora composta da De Maio e da Helander. La conferma di Masina a sinistra completa la retroguardia davanti a Mirante. Curva Bulgarelli esaurita in un “Dall'Ara” che si prepara a salutare una storica bandiera del passato, Cesarino Cervellati, scomparso in queste ore all'età di 88 anni.

Arbitra il sig.Abisso di Palermo, fischio d'inizio previsto per le ore 15 di domani.

 

PROBABILE FORMAZIONE

4-3-3

Mirante; Mbaye, De Maio, Helander, Masina; Poli, Pulgar, Dzemaili; Verdi, Destro, Palacio. All.: Donadoni

BALLOTTAGGI: Mbaye-Krafth 70%-30%, Destro-Di Francesco 55%-45%.

INDISPONIBILI: Donsah, Gonzalez, Krejci, Torosidis.

SQUALIFICATI: nessuno.

 

Francesco Piggioli

 

Destro e Donadoni 34

nella foto, Mattia Destro e mister Roberto Donadoni a confronto: dopo una sfilza di esclusioni, possibile chance dal 1' per l'attaccante contro il Verona

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