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La vittoria della qualità. 

A fare la differenza per oltre 90' in un Bologna-Verona plumbeo come il cielo sopra il “Dall'Ara” è il piedino fatato di Simone Verdi, alleato decisivo dei rossoblù: punizione dal limite alla mezz'ora proprio sulla mattonella ideale per il n°9, che incenerisce Nicolas sul suo palo di competenza. Il classico episodio spartiacque, si dirà: e gli episodi vengono spesso autografati dai giocatori di talento. Verdi ne ha da vendere, il Bologna ringrazia e si gode la vittoria casalinga dopo quasi due mesi di astinenza: tre punti davvero preziosi per cancellare l'onta di Crotone e per mettere un sigillo definitivo sulla salvezza, in attesa dei crismi dell'ufficialità. Così, quando il subentrato Nagy arrotonda il risultato nel recupero in coda ad una seconda parte non esattamente brillante, il chairman Joey Saputo può tirare un bel sospiro di sollievo insieme al resto del popolo rossoblù.

Subito dopo il toccante ricordo di Cesarino Cervellati, simbolo del Bologna del passato sia da giocatore che da tecnico venuto a mancare ieri, i ragazzi di Donadoni prendono possesso della partita con un autorevole primo quarto d'ora: Poli e Pulgar fanno girare il pallone, Palacio pur partendo largo a sinistra cerca di combinare con Verdi, Masina si sgancia come un'ala aggiunta e regala un'opzione in più alla manovra. Il terzino rossoblù rompe gli indugi con un sinistro potente che sfila a lato, poi Dzemaili riceve da Palacio e costringe Nicolas ad un grande intervento. Il Verona resiste e riprende fiato dopo una fase iniziale di apnea, però l'attacco proposto da Pecchia è troppo leggero per infastidire De Maio e compagni: Cerci svaria, il velocista Aarons sgomma ma a centro area il pur generoso Fares è un pesce fuor d'acqua. Si arriva dunque al 30': esecuzione dello specialista Verdi e Bologna in vantaggio. La reazione scaligera è tutta in uno slalom di Cerci concluso da un tiro sull'esterno della rete, mentre in chiusura di tempo i rossoblù potrebbero raddoppiare ma prima il destro di Palacio (deviato da Vukovic) si stampa sul palo, poi il bolide dalla distanza di Pulgar trova la risposta puntuale di Nicolas. Di fatto non pervenuto Destro, titolare dopo tre esclusioni di fila ma decisamente ingolfato nei movimenti.

Ripresa più propositiva da parte di un Verona costretto ad alzare il baricentro e pericolosissimo in men che non si dica con capitan Romulo: l'ex Juve si inserisce in area con tempismo perfetto ma calcia alle stelle da ottima posizione. Donadoni richiama Pulgar (ammonito e affaticato) ed estrae dal cilindro il desaparecido Crisetig; Pecchia invece decide di inserire un centravanti di ruolo (l'ex Petkovic) ma tra lo stupore generale leva il migliore dei suoi, Cerci. Il Bologna potrebbe chiudere i conti con Dzemaili, tuttavia la staffilata dello svizzero viene domata da Nicolas. Ci prova allora Palacio, servito con maestria da Verdi: colpo di testa alto di poco sopra la traversa. Il Verona si riversa in avanti con quattro giocatori offensivi contemporaneamente in campo e costruisce la palla-goal più nitida della sua partita proprio grazie ad un nuovo entrato, il sudcoreano Lee: diagonale insidioso dal limite, Mirante si distende e devia in angolo. Con l'avversario sbilanciato alla ricerca del pareggio, il Bologna trova spazi insperati per colpire: pieno recupero, Destro strappa il pallone a Felicioli ma calcia addosso a Nicolas, sulla respinta si avventa Verdi che apparecchia la tavola per il primo centro in Serie A di Nagy. La sofferenza lascia posto a baci, abbracci e sorrisi.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA

Mirante 6.5: a lungo sfaccendato, poi all'improvviso spunta un tiro velenosissimo calciato da Lee: ottima valutazione del rimbalzo e parata plastica. Un solo intervento, ma pesante. VIGILE

Mbaye 6: contiene con saggezza le fiammate di Aarons e limita al minimo le avventure in proiezione offensiva. Partita giudiziosa. FILOSOFO

De Maio 6: giornata di ordinaria amministrazione, per un'ora beneficia dell'assenza di un centravanti di ruolo tra le fila nemiche e anche con l'ingresso di Petkovic la musica resta la stessa. RILASSATO

Helander 6.5: ex di turno, sfoggia qualche buon anticipo e lancia segnali di ripresa. ARCIGNO

Masina 6: primo tempo a tutto gas tra discese in serie e qualche imperfezione: dopo l'intervallo dosa le energie e bada soprattutto alla fase difensiva. ECUMENICO

Poli 6.5: parte a razzo, andando a ringhiare su tutti i palloni: furore agonistico e sacrificio sono i pilastri del suo calcio. VEEMENTE

(dal 76' Nagy 6.5: spezzone finale con sorpresa: si fa trovare al posto giusto nel momento giusto per timbrare il primo goal con la maglia rossoblù. NEOFITA)

Pulgar 5.5: temibile quando va al tiro, per il resto non incanta: fatica a dettare i tempi e rischia l'espulsione già nel primo tempo. MOGIO

(dal 58' Crisetig 5.5: riemerge dal dimenticatoio nel frangente più complicato, con il Verona in pressione: paga dazio e non riesce a palleggiare. COMPASSATO)

Dzemaili 5.5: mediano con licenza d'assalto, aziona il grilletto ma spara regolarmente a salve. Diversi errori in rifinitura. FUMOSO

Verdi 7: disegna la parabola del vantaggio pescando Nicolas fuori posizione: ottavo goal in campionato, la doppia cifra è nel mirino. In più, addomestica il pallone per Nagy in occasione del raddoppio. Per farla breve, sposta gli equilibri. DANDY

Destro 5: segnalato tra i dispersi nei primi 45', cresce un po' nella ripresa: diciamolo chiaro e tondo, non può bastare. La folla lo invoca a gran voce, ma il ruolo di salvatore della patria proprio non gli si addice. BARABBA

Palacio 6: trasloca a sinistra per far posto a Destro e trova il modo -lui sì- di rendersi utile alla causa: tocca tanti palloni e ripiega come un terzino, pur non lasciando grandi tracce a livello tecnico. PRECETTORE

(dall'84' Di Francesco s.v.)

all.Donadoni 6.5: rimedia al disastro di Crotone centrando l'unico obiettivo di giornata: i tre punti. Salvezza in cassaforte con oltre un mese di anticipo e vivi ringraziamenti alla classe cristallina di Verdi, che toglie le castagne dal fuoco e aiuta a coprire alcune magagne collettive: del resto, il talento logora chi non ce l'ha. BENESTANTE

 

HELLAS VERONA

Nicolas 6; Ferrari 5.5, Caracciolo 5, Vukovic 5.5, Felicioli 5; Romulo 5.5 (67' Lee 6), Fossati 6 (83' Matos s.v.), Valoti 5, Aarons 6; Cerci 6.5 (60' Petkovic 5), Fares 5.5. All.Pecchia 5

 

BOLOGNA-HELLAS VERONA 2-0 (30' Verdi, 90+4' Nagy)

 

Francesco Piggioli

 

 

Verdi e Donadoni esultanza

nella foto, Simone Verdi esulta con mister Roberto Donadoni dopo aver segnato il goal dell'1-0 su punizione

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