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Ultimo ballo al “Dall'Ara”. 

C'è un sipario che si prepara a calare. Sulla mediocre stagione del Bologna, certo: ma anche sull'avventura rossoblù di diversi elementi-copertina del primo triennio di gestione Saputo. Tra le mura di casa soffia forte il vento della rivoluzione, la sensazione è che un ciclo tecnico sia giunto al capolinea. Mattia Destro, Adam Masina, Roberto Donadoni, Simone Verdi: qualcuno è di troppo nel Bologna che verrà. Forse, addirittura tutti costoro. Tre simboli nel mirino dei rottamatori e l'unica vera gemma di un organico che in questi anni ha prodotto più delusioni e rimpianti che gioie. Un quartetto di potenziali partenti, in aggiunta ad altri nomi: storie diverse, così come diverse sarebbero le cause dell'eventuale addio al Bologna. Prendete Destro e Verdi, alfa e omega del nostro romanzo. Da un lato, il presunto campione accolto in pompa magna alla stazione in un caldo pomeriggio di tre estati fa come totem del nuovo corso: pochi alti e tanti bassi, un discreto bottino realizzativo (25 goal totali) unito ad una crescente allergia alla leadership. Venerato inizialmente come un'icona, alla vigilia della probabile ultima esibizione in rossoblù si ritrova in ballottaggio con Avenatti: estrema sintesi della parabola del re senza corona. Dall'altro lato, il talento che pareva incapace di sbocciare: una carriera partita dalla riserva naturale di Milanello sotto i migliori auspici ma finita in fretta su un binario morto, prima che Bigon e Donadoni fiutassero il grande affare. Sessanta partite e 15 reti dopo, la definitiva consacrazione sembra davvero dietro l'angolo: dopo il gran rifiuto invernale al Napoli, sulle tracce di Verdi c'è tutta l'élite nostrana (Inter e Roma in testa). Domenica il “Dall'Ara” osserverà il suo beniamino con gli occhi lucidi, dal momento che la permanenza in rossoblù è francamente un sogno per estremisti del romanticismo.

Fine della filosofia spicciola. Al netto di passerelle e bilanci, la partita incide parecchio sull'attualità dell'avversario e non avrà certamente le sembianze di un'amichevole: il Bologna ci terrebbe a salutare bene il suo pubblico dopo aver vinto una sola partita negli ultimi due mesi e mezzo, ma il Chievo si gioca la salvezza ed è obbligato a dare continuità al successo di domenica scorsa nello spareggio con il Crotone per tenere a distanza di sicurezza il Cagliari (impegnato a Firenze). I sardi cercano un colpo di coda proprio sull'orlo del precipizio, senza una vittoria al “Dall'Ara” il Chievo rischia di non essere più padrone del proprio destino a 90' dalla fine del campionato. Match da dentro o fuori per i ragazzi di D'Anna, guidati sotto le due Torri dal grande ex Giaccherini: la Pulce di Talla andrà a comporre una prima linea di tutto rispetto assieme a Birsa e ad Inglese. Sorride in tal senso anche Donadoni, che rispetto all'emergenza di Torino ritrova tasselli importanti come Dzemaili, Pulgar, Helander e Donsah. Stanno meglio anche Destro e Palacio: dopo lo spezzone finale all'Allianz Stadium contro la Juve, i due si candidano per andare a costituire con Verdi il tridente titolare. Fari puntati sul Trenza, ancora indeciso e combattuto sul futuro: ritorno in Argentina o rinnovo con il Bologna per l'ultima stagione nel calcio europeo? La società è in garbato pressing da settimane, Palacio sta meditando molto seriamente: sta di fatto che anche per lui la gara di domani potrebbe coincidere con l'ultima recita al “Dall'Ara”.

A rendere ulteriormente appetitosa la giornata contribuiranno le celebrazioni previste per il 30° anniversario della promozione del Bologna di Gigi Maifredi: l'istrionico tecnico bresciano sarà presente allo stadio con i protagonisti di quella splendida cavalcata verso la Serie A, i ricordi dell'epopea del “calcio champagne” sono pronti ad affiorare nella mente e nel cuore dei tifosi più attempati. A proposito di pubblico: oltre 20mila presenze assicurate per un appuntamento in fondo povero di contenuti tecnici in questa fase della stagione rappresentano un bottino di cui andar fieri. Del resto al Bologna è rimasta una sola, granitica certezza: la sua gente.

 

Di seguito, la probabile formazione rossoblù.

4-3-3

Mirante; Mbaye, De Maio, Helander, Masina; Poli, Crisetig, Dzemaili; Verdi, Destro, Palacio. All: Donadoni.

BALLOTTAGGI: Mbaye-Krafth 80%-20%, Crisetig-Pulgar 55%-45%, Dzemaili-Nagy 60%-40%, Destro-Avenatti 55%-45%.

 

Francesco Piggioli

 

Destro e Donadoni 10

nella foto, Mattia Destro a colloquio con mister Roberto Donadoni: ormai vicino l'epilogo di un rapporto mai veramente decollato tra i due

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