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Decide l'allenatore. 

E questa -sissignori- è una notizia, nonché una grande svolta. La vera sorpresa di questo primo scorcio d'estate a tinte rossoblù. Resistono ovviamente le valutazioni incrociate, le scremature e il gioco di incastri tipici di ogni società (non solo calcistica), ma l'ultima parola spetta sempre a lui: Pippo Inzaghi, il dittatore dal volto gentile. Siamo solo ad inizio sessione, tuttavia il ruolo predominante del mister e delle sue idee tattiche sul mercato in entrata e in uscita non ha davvero precedenti nella storia recente del Bologna. Gli arrivi di Paz, Santander, Dijks e Skorupski uniti alla ferrea volontà di trattenere un elemento considerato in bilico come Donsah delineano una fisionomia di squadra ben chiara, come è già stato detto ai nastri di partenza si presenterà una formazione più robusta, coriacea e aggressiva rispetto al passato. Almeno nelle intenzioni, imperniate attorno a quel fire and desire scolpito da Joey Saputo qualche settimana fa in conferenza stampa e subito adottato come motto ufficiale in vista della prossima stagione.

Al culmine di un mese davvero frizzante in chiave mercato, poi, è segnalata in dirittura d'arrivo un'operazione che spalanca tutte le porte del laboratorio di mister Inzaghi. Manca solo l'ufficialità per uno scambio alla pari con il Sassuolo: Diego Falcinelli a Bologna e Federico Di Francesco in neroverde. Un altro attaccante dopo Santander alla corte rossoblù, al tempo stesso ormai orfana di quegli esterni d'attacco fondamentali con Donadoni ma non contemplati nel 3-5-2 di Inzaghi. Se n'è andato Verdi, seguito ora dall'ex gemello Di Francesco: si scioglie la coppia simbolo della precedente gestione, su Casteldebole soffia il vento della rivoluzione. Da definire la posizione di altri due affiliati alla categoria, ovvero Krejci e Orsolini: nel corso del ritiro sarà valutata la loro capacità di adattamento come esterni a tutta fascia, nel caso in cui la sperimentazione non desse frutto almeno uno dei due potrebbe salutare la compagnia. L'approdo sotto le due Torri di Falcinelli (classe '91) fuga invece gli ultimi dubbi -se mai ce ne fossero stati- circa la composizione dell'attacco rossoblù. In partenza il Bologna si schiererà con due punte di ruolo, schema che da queste parti manca addirittura dai tempi della Serie B, quando Cacia, Mancosu e Acquafresca si alternavano al fianco di Sansone. Per caratteristiche Falcinelli è adatto ad interpretare questo spartito, inoltre viene da un anno difficile, diviso senza tracce di gloria tra Sassuolo e Fiorentina: Inzaghi e il Bologna puntano molto sulla sua voglia di riscatto, nella speranza di ritrovare il giocatore tecnico e pungente che due anni fa si mise in luce a Crotone trascinando i compagni verso la salvezza a suon di goal. Sulla carta, i titolari designati del nuovo corso rossoblù saranno proprio Falcinelli e Santander, con Palacio (ormai prossimo al rinnovo annuale) nei panni di outsider di lusso e Destro sempre più indirizzato verso l'uscita. Chiuso questo affare in entrata, con ogni probabilità il Bologna tirerà i remi in barca per qualche tempo e inizierà a muoversi sul fronte uscite: al riguardo, è notizia di oggi il passaggio di Oikonomou all'Aek Atene in prestito con diritto di riscatto.

Quello che resta negli occhi di questa prima fase è dunque la centralità di Inzaghi nei rapporti di forza interni al nuovo Bologna. Il mister valuta, sfoglia la margherita, candida fedelissimi (è il caso ad esempio del mediano Marco Pinato, già allenato nelle giovanili del Milan e a Venezia) e congeda coloro che non ritiene idonei alle sue strategie (vedi Di Francesco). In sintesi: è un allenatore che conta. Grazie anche e soprattutto al supporto totale che la società gli sta assicurando. Dinamica insolita a Casteldebole, dove un tecnico così forte sul piano “politico” mancava dal periodo d'oro di Stefano Pioli, favorito forse nella sua ascesa dall'estrema debolezza della società in quegli anni tanto complicati sul piano finanziario. Scenario molto diverso da quello attuale. Una scarsa capacità di incidere sull'operato del club ha invece condizionato il lavoro degli altri recenti predecessori di Superpippo. Da Davide Ballardini a Roberto Donadoni, passando per Diego Lopez e Delio Rossi: una sfilza di allenatori logorati dalla mancanza di potere e costretti a subire più o meno passivamente le decisioni provenienti dall'alto.

La musica è cambiata: il direttore d'orchestra oggi si chiama Pippo Inzaghi. L'onore della scelta e l'onere della responsabilità rappresentano le due facce della medaglia. Ai risultati e al campo -come sempre- l'ardua sentenza.

 

Francesco Piggioli

 

Falcinelli 1

nella foto, Diego Falcinelli, ormai prossimo a vestirsi di rossoblù: l'ex bomber del Crotone si sposa alla perfezione con le idee tattiche di Inzaghi

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