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Apprendisti e veterani. 

I primi giorni di scuola del nuovo Bologna di Pippo Inzaghi scivolano via tra curiosità ed entusiasmo, in attesa che con l'inizio del ritiro vero e proprio in quel di Pinzolo (domani è prevista la partenza per il Trentino) si vada ad aggiungere il terzo fattore, un grande classico dell'estate calcistica: la fatica. Mentre la truppa prende confidenza con il sudore nell'afa di Casteldebole, mister Inzaghi comincia a tracciare in cuor suo struttura e gerarchie della squadra che verrà. La rivoluzione orchestrata dal nuovo corso tecnico ha infatti spazzato via tutta una serie di equilibri preesistenti, a partire dalla lista dei cosiddetti “graduati”: tra gli altri, se ne sono andati per l'appunto il capitano Antonio Mirante e uno dei più autorevoli vice come Simone Verdi. E' caccia aperta al nuovo titolare della fascia, con diverse candidature in ballo. Difficile che per l'elezione risulti decisiva l'anzianità di servizio: complici anche le partenze di Ferrari e Masina, nella rosa attuale i militanti più longevi sono i reduci della Serie B, ovvero Da Costa e Mbaye. Segue la prima covata della massima serie: Donsah, Pulgar, Destro più i comprimari Krafth e Rizzo. Per motivi diversi (sia caratteriali sia squisitamente tecnici), nessuno di questi sette elementi si trova nella condizione di poter aspirare al rango di capitano.

Ecco che allora subentra un parametro altrettanto nobile: il carisma. Da questo punto di vista, uno come Rodrigo Palacio avrebbe pochi rivali: peccato che -almeno sulla carta- el Trenza non vanti il posto fisso nell'undici titolare. A dividersi la ribalta restano sostanzialmente due nomi: Andrea Poli e Blerim Dzemaili. Identikit molto simili tra loro: entrambi centrocampisti e dunque sistemati nel cuore del rettangolo verde, entrambi portatori sani di esperienza e leadership in virtù di carriere spese ad alti livelli, entrambi apprezzati e rispettati nello spogliatoio. A far pendere l'ago della bilancia in direzione del primo contribuiscono due particolari non esattamente secondari: Poli conosce già Inzaghi per essere stato suo giocatore al Milan nella stagione 2014/2015 (di gran lunga la più felice del suo quadriennio rossonero, come documentano le 33 presenze in Serie A) ed è un pupillo della società per via della scelta di vita compiuta dodici mesi fa, quando decise di accettare la proposta del Bologna dopo sei anni vissuti tra Inter e Milan (più una parentesi alla Sampdoria). Non solo. Pur figurando ormai tra i lupi di mare della Serie A, con i suoi 28 anni può essere ancora considerato relativamente giovane e ha tutte le carte in regola per diventare nel tempo uno dei principali ambasciatori del Bologna di Saputo. Poli in pole position, insomma. Al riguardo, novità succose dovrebbero arrivare fin dalle prime amichevoli tirolesi.

Mettendo un attimo da parte le consultazioni per il nuovo capitano, va detto che nel frattempo il Bologna continua ad aggiungere tasselli alla batteria delle giovani scommesse: gli ultimi in ordine di tempo sono il portiere brasiliano Caio Pirana e il centrocampista svedese Mattias Svanberg, entrambi classe 1999. In particolare, fari accesi sul gioiellino proveniente dal Malmo, per cui il D.S. Bigon ha messo sul piatto 5 milioni di €. Svanberg in patria è tenuto in grande considerazione, tanto da aver stregato persino un totem assoluto del calibro di Zlatan Ibrahimovic. Il rapido blitz del Bologna ha sbaragliato la concorrenza di big italiane ed europee, ora la palla passa ad Inzaghi che sarà chiamato a valutarlo con attenzione nel corso del ritiro. Tra giovani e meno giovani, la creatura rossoblù inizia a prendere forma.

 

Francesco Piggioli

 

Svanberg

nella foto, Mattias Svanberg, classe '99 prelevato dal Malmo per una cifra vicina ai 5 milioni di €: per lui cinque anni di contratto in rossoblù

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