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Copyright di Renzo Ulivieri, marchio di fabbrica di Filippo Inzaghi. 

E' la cooperativa del goal, una tendenza che di tanto in tanto torna di moda manco fosse un grande classico dell'abbigliamento. Soprattutto a Bologna, che di questa felice espressione può considerarsi la culla: a coniarla fu infatti proprio Renzaccio nel periodo aureo della sua esperienza rossoblù. Significato e definizione da vocabolario: squadra senza cannoniere designato, formazione che divide il fatturato offensivo tra diversi reparti e interpreti. Un po' per scelta e un po' per necessità, Pippo Inzaghi pare intenzionato a seguire le orme dell'illustre predecessore.

Per prima cosa, occorre constatare l'assenza di un bomber di razza nel Bologna attuale: tra nuovi arrivi ed eredità del passato, nessuno dei quattro moschettieri deputati a riempire in organico le caselle d'attacco sembra in grado di garantire mirabolanti vette realizzative. Federico Santander ha toccato la doppia cifra con continuità nel campionato danese, ma la pur malconcia Serie A resta tutt'altra cosa: detto che le vie del Signore sono infinite, oggi come oggi sui 10 goal dell'ariete paraguaiano sarebbero in tantissimi a mettere la firma. Per quanto riguarda l'altro nuovo acquisto, Diego Falcinelli, va specificato che tolto l'anno di grazia di Crotone (13 reti nel 2016/2017) nella sua esperienza in massima serie non ha mai esibito doti da cannibale sotto porta: è un buon attaccante, bravo nei movimenti offensivi e nel dialogo con il compagno di reparto, ma nelle corde non ha i fantomatici 15-20 goal necessari per conquistare scettro e corona in una squadra del livello del Bologna. Discorso simile per il grande vecchio Rodrigo Palacio, un vero e proprio maestro di tattica offensiva che tuttavia -complice anche l'impiego limitato delle ultime stagioni- non vede la doppia cifra da cinque anni. Chiudendo il cerchio ed escludendo i partenti Avenatti e Petkovic, rimane Mattia Destro, l'ex sovrano fresco di deposizione. Per tre campionati il Bologna ha tentato di trasformarlo in un nuovo Di Vaio, ovvero spietato cannoniere in campo e icona fuori. Risultato: un clamoroso buco nell'acqua. Stando alle prime indicazioni giunte da Pinzolo e ammesso che alla fine del mercato il giocatore sia ancora vestito di rossoblù, Destro non godrà di alcun privilegio sotto la gestione Inzaghi: la concorrenza è forte, gli exit poll non lo segnalano tra i favoriti. Se la logica nel calcio esiste (e alle volte è lecito dubitarne), perché il ragazzo dovrebbe riuscire oggi in un'impresa che fallì quando la strada davanti a lui era spianata? Mistero della fede.

Alle sopraccitate peculiarità della rosa si aggiungono poi le statistiche lasciate in dote dalle precedenti avventure in panchina di Inzaghi. Né al Milan né al Venezia Superpippo ha potuto fare affidamento sul classico finalizzatore da 20 reti a campionato: quasi una pena da contrappasso dantesco per un signore che da calciatore vedeva nel goal l'unica ragione di vita. Di conseguenza, ha plasmato formazioni in cui tutti i reparti partecipavano alle gioie offensive. Nello specifico, balzano agli occhi i dati relativi al centrocampo: 20 goal rappresentano la quota toccata dal reparto mediano tanto al Milan quanto al Venezia. Se in rossonero a guidare la compagnia erano Bonaventura e Honda rispettivamente con 7 e 6 goal all'attivo, in Laguna il trio Stulac-Falzerano-Pinato è stato capace di garantire alla causa la bellezza di 15 reti. Tra l'altro, anche a Venezia gli attaccanti a disposizione erano sostanzialmente quattro e il loro bottino complessivo non dista molto da quello che i pronostici accreditano alle punte attuali del Bologna: 24 goal divisi tra Litteri (7), Marsura (6), Zigoni (6) e Geijo (5). Per replicare il modello sotto le due Torri, diventa dunque fondamentale il contributo dei centrocampisti. E tra Dzemaili, Donsah, Orsolini, Pulgar, Poli più la new entry Svanberg, i mediani col goal addosso non dovrebbero mancare. Al resto provvederanno gli accorgimenti tattici di Inzaghi e del suo staff.

Un cocktail imprescindibile per il perfetto funzionamento della ritrovata cooperativa.

 

Francesco Piggioli

 

Santander e Palacio

nella foto, Federico Santander si congratula con Rodrigo Palacio durante una gara amichevole a Pinzolo

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