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Ultimi ritocchi, il tempo dei preparativi è agli sgoccioli: da domenica si fa sul serio. 

Esaurito il ritiro estivo tra Pinzolo e Kitzbuhel, il Bologna di Pippo Inzaghi si accinge a tagliare il nastro della stagione ufficiale ospitando il Padova (neopromosso in Serie B) nel terzo turno di Coppa Italia. Calcio d'inizio alle ore 21 di domenica prossima al “Dall'Ara”, in palio una qualificazione ai sedicesimi di finale che per i rossoblù ha spesso rappresentato una chimera negli anni più recenti. Oltre al lato squisitamente sportivo, il battesimo rivestirà fondamentale importanza anche sul piano morale, dal momento che la nuova epopea inzaghiana ha un tremendo bisogno del conforto dei risultati fin dalle battute iniziali per svilupparsi appieno, a maggior ragione dopo gli stenti affiorati in superficie nel corso dei test amichevoli più probanti (contro Huddersfield e Norimberga, per capirci).

Uno che queste dinamiche le conosce bene per averle subite sulla propria pelle sotto le Due Torri è il tecnico dei prossimi avversari, Pierpaolo Bisoli. Nato sull'Appennino bolognese (a Porretta) e scelto dall'allora presidente Guaraldi per occupare la panchina rossoblù nell'ormai lontano 2011, Bisoli fornì l'ennesima prova di veridicità alla massima evangelica “Nemo propheta in patria”. A Bologna sognava di aprire un ciclo, invece si ritrovò esonerato dopo la falsa partenza nelle prime cinque giornate di campionato. Impose alla società l'acquisto dell'ultimo re di Casteldebole, Alino Diamanti, in seguito superò il turno inaugurale di Coppa Italia (proprio contro il Padova!) e fu il primo nella storia ad uscire con un risultato positivo dal neonato Juventus Stadium: una capocciata di Daniele Portanova regalò ai rossoblù l'1-1 a Torino. Briciole di gloria che non riuscirono ad evitare la condanna definitiva: un pareggio e quattro sconfitte in cinque partite portarono al licenziamento in favore di Stefano Pioli, che condusse poi quel Bologna al record di punti (51) e piazzamento (9° posto) dai tempi aurei di Gazzoni.

Di quella squadra faceva parte anche Nico Pulzetti, oggi capitano del Padova. Al contrario, proprio nell'ultimo giorno di mercato di quell'estate 2011 salutava Bologna un altro elemento dell'attuale formazione biancoscudata, Francesco Della Rocca, allora reduce da un ottimo campionato agli ordini di Malesani e ceduto in comproprietà al Palermo. Per entrambi, gradito ritorno al “Dall'Ara”. L'ultimo ex della lista fa decisamente storia a sé: una sola apparizione in prima squadra ma fama da predestinato alimentata dai numeri esibiti nel settore giovanile, tanto che alla notizia del suo trasferimento all'Inter nel giugno 2013 si sfiorò l'insurrezione popolare. Parliamo di Alessandro Capello, antico bambino prodigio del vivaio di Casteldebole ancora a caccia della definitiva consacrazione: Padova potrebbe rappresentare uno scalino decisivo in tal senso, dopo i 13 goal messi a segno l'anno scorso in C il ragazzo deve dimostrare di essere pronto per la Serie B. La sua carriera non ha fin qui tenuto fede alle mirabolanti aspettative del periodo bolognese, ma a 23 anni ancora da compiere nessun verdetto può essere definitivo. Capello si rimette dunque in marcia verso le vette del calcio italiano partendo dallo stadio che avrebbe potuto essere suo: la voglia di rivalsa sarà di certo un ingrediente base della serata.

Bisoli, Pulzetti, Della Rocca, Capello: i primi ostacoli sul percorso del Bologna di Inzaghi arrivano dal passato. E sognano uno storico sgambetto. Superpippo si concentra sul lavoro quotidiano ma -da scaramantico qual è- qualche scongiuro lo starà facendo. L'ormai cronico passo falso rossoblù al via sarebbe durissimo da digerire.

 

Francesco Piggioli

 

Bisoli ex Bologna

nella foto, Pierpaolo Bisoli, attuale tecnico del Padova: nel 2011 allenò il Bologna per cinque giornate, prima di essere sostituito da Stefano Pioli

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