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Tre punti sofferti e pesantissimi. 

Il Bologna rimette piede al “Dall'Ara” dopo l'infelice parentesi infrasettimanale di Torino e bissa il successo sulla Roma, mandando al tappeto in rimonta l'Udinese. Applausi a scena aperta per Inzaghi e i suoi ragazzi, che sotto gli occhi di patron Saputo annullano il deludente avvio di campionato e aggiustano la classifica. Finalmente la zona rossa è alle spalle. Come era facile prevedere alla vigilia, partita spigolosa e piena di insidie: l'Udinese del giovane Velazquez sfoggia dinamismo, palleggio, tecnica. Il Bologna presenta l'undici fotocopia di domenica scorsa, con Calabresi preferito a Gonzalez e Krejci ancora titolare al posto di Dijks. Torna a disposizione Pulgar, ma Inzaghi dà fiducia a Nagy come perno centrale. Davanti riecco Santander in coppia con Falcinelli. Inizio complicato per i rossoblù, che faticano in particolare a fare filtro sulla trequarti, lasciando spazi invitanti per gli inserimenti dei bianconeri: su una situazione del genere Mandragora spaventa Skorupski con un sinistro di poco a lato. La prima folata rossoblù nell'area di Scuffet produce subito un episodio da VAR: Svanberg anticipa Troost-Ekong e frana al suolo, il sig.Manganiello va a consultare il monitor a bordo campo ma decide di far proseguire tra le rabbiose proteste del pubblico di casa. Scelta francamente incomprensibile: le immagini evidenziano un contatto netto e un conseguente rigore sacrosanto. Ribaltamento di fronte, De Paul innesca Lasagna che però spara a salve con il “Dall'Ara” ancora intento a prendersela con il sig.Manganiello. Si procede come nel ping pong, con un'occasione per parte: batti e ribatti in area friulana, il pallone rimbalza sul piedone di Santander che si gira con intenzioni mortifere trovando però la respinta miracolosa sulla linea da parte di Stryger Larsen. A questo punto, superata la mezzora l'Udinese passa: De Paul illumina con un lancio prelibato per il taglio in area di Pussetto, che vince il corpo a corpo con un rivedibile Krejci e infila Skorupski d'esterno. Reazione decisa del Bologna, che si affida al suo guru offensivo: Federico Santander. Proprio el Ropero griffa il pareggio ad un soffio dall'intervallo: scambio veloce con Svanberg e destro potentissimo dal limite che per poco non spacca la porta di Scuffet; palla in rete con la complicità della traversa. Un goal alla Ibrahimovic, idolo e punto di riferimento dell'ariete paraguaiano.

Meglio il Bologna dell'Udinese nella seconda parte, con Svanberg in evidenza: il baby talento svedese sale in cattedra e si fa vedere al tiro in due circostanze; prima sfiora una prodezza da cineteca direttamente sugli sviluppi di un fallo laterale, poi si coordina su schema da calcio d'angolo ma dal limite dell'area non centra lo specchio. Parte il canonico valzer di cambi: Inzaghi fa entrare Dijks per Krejci, mentre Velazquez richiama Pussetto (ammonito) per D'Alessandro ma soprattutto leva dalla contesa uno spento Lasagna e punta sui chili di Teodorczyk. Il jolly di giornata è però nelle mani dei rossoblù e si chiama Riccardo Orsolini: dentro per gli ultimi 10' al posto di Svanberg, al primo pallone buono l'ex stellina del vivaio dell'Ascoli legge alla perfezione il cross basso di Mattiello e impallina Scuffet. Rimonta completata, il sorpasso esalta il popolo del “Dall'Ara”. Con l'Udinese sbilanciata alla ricerca del 2-2, il Bologna potrebbe chiudere i conti ma non ci riesce: Santander pecca di egoismo in contropiede e cerca la soluzione personale (respinta da Scuffet) ignorando Okwonkwo e Orsolini appostati in totale libertà a centro area, poi lo stesso Orsolini sfiora la doppietta con un sinistro ben calibrato che va a sbattere sul palo. La gestione delle ultime sfuriate friulane sotto la guida del grande ex Danilo è tuttavia impeccabile e al triplice fischio il Bologna può gridare al cielo la sua gioia. L'eredità di questi 90' lascia ben sperare: oltre a limiti e difetti conclamati, questa squadra ha cuore, attributi e attitudine alla sofferenza. Il lungo cammino che conduce alla salvezza ora fa decisamente meno paura.

 

Di seguito, le pagelle della partita.

BOLOGNA (3-5-2)

Skorupski 6: ringrazia gli errori di mira dei tiratori friulani, solo il tocco morbido di Pussetto lo mette fuori causa. Giornata di vigilanza. GUARDIANO

Calabresi 6: lo spauracchio De Paul gironzola dalle sue parti, lui si oppone con attenzione e ordine. Terza partita da titolare in una settimana: chi l'avrebbe detto solo dieci giorni fa? Piacevole conferma. RIGOGLIOSO

Danilo 6.5: ex dal dente avvelenato, ci tiene da matti a fare bene. Missione compiuta: in marcatura su Lasagna sfiora la perfezione e come prima fonte di gioco non sfigura affatto. La sua presenza fa dormire sonni tranquilli al resto della difesa. PELUCHE

De Maio 5.5: approssimativo con il pallone tra i piedi, non trasmette fiducia né sicurezza. Vivi ringraziamenti alla luna storta di Lasagna, per gli elogi meglio ripassare. CASINISTA

Mattiello 7: dopo un avvio prudente, s'impossessa della fascia di competenza travolgendo Samir. Sovrapposizioni a getto continuo e la ciliegina dell'assist decisivo per Orsolini: pranzo di gala. STRARIPANTE

Svanberg 6.5: impiega un po' di tempo per prendere le misure ai dirimpettai friulani, ma nello spezzone a cavallo tra le due frazioni espone in vetrina l'argenteria: assist per Santander, visione di gioco, personalità, doti balistiche. E porterebbe a casa un rigore solare che solo il sig.Manganiello non scorge nell'incredulità generale. Nota a margine: ha solo 19 anni, guai a dimenticarsene. RAMPOLLO

(dal 79' Orsolini 7: dopo le due reti annullate dal VAR l'anno scorso, buona la terza: tempismo perfetto nell'inserimento in area e tocco vincente, da tre punti. A bilancio anche un palo nel finale: impatto a dir poco decisivo. Alba di una nuova vita? Chissà. SPIRITATO)

Nagy 6: si gode la fiducia di Inzaghi, che lo preferisce a Pulgar: senza infamia e senza lode, alterna buone cose in interdizione a una regia tutto sommato lucida. MANAGER

Dzemaili 6: incrocia la spada col caro amico Behrami, ex compagno dell'epoca napoletana e vicino di banco in Nazionale svizzera. Trova il modo di rendersi utile pur non essendo ancora al top. FILIBUSTIERE

Krejci 5: l'indecisione madornale che spiana la strada al goal di Pussetto lo spedisce dietro la lavagna, in fase di non possesso deve crescere parecchio. Va un pochino meglio quando attacca. DISCOLO

(dal 62' Dijks 6.5: di tutt'altra pasta rispetto al predecessore: intimidisce subito Stryger Larsen con un approccio battagliero, fisicamente è una bestia. Muscoli e spinta per la rimonta. CORAZZIERE)

Falcinelli 5.5: un attaccante che fa vita da mediano: bene la corsa e il sacrificio, ma dove sono i tiri? Per non parlare dei goal... SPUNTATO

(dal 75' Okwonkwo s.v.)

Santander 7: non più solo icona popolare: ora indossa con disinvoltura anche i panni del salvatore della patria. Sfiora il vantaggio, poi rimette in corsa i suoi con una prodezza a ridosso dell'intervallo: staffilata dalla distanza, pallone che sbatte sulla traversa e s'insacca. Mezzo voto in meno per il contropiede mal gestito nel finale, ma questo Bologna è sempre più aggrappato a lui. VENERABILE

all. F.Inzaghi 7: raddrizza una stagione nata sotto i peggiori auspici con una succulenta vittoria davanti a Joey Saputo. Azzecca la carta Orsolini e traghetta la squadra fuori dalla zona retrocessione. Cuore, agonismo e umiltà: slogan per la salvezza. NOCCHIERE

 

UDINESE (4-1-4-1)

Scuffet 6; Stryger Larsen 6, Troost-Ekong 5.5, Nuytinck 5.5, Samir 5; Behrami 5.5 (84' Machis s.v.); Pussetto 6.5 (57' D'Alessandro 5), Fofana 6.5, Mandragora 6, De Paul 6; Lasagna 5 (64' Teodorczyk 5.5). All.: Velazquez 6

 

BOLOGNA-UDINESE 2-1 (32' Pussetto, 42' Santander; 82' Orsolini)

 

Francesco Piggioli

 

Bologna esulta 91

nella foto, l'esultanza collettiva dei rossoblù

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