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Fascino, passione, tradizione. 

Passano gli anni e lo scorrere del tempo allontana sempre più i gloriosi fasti di epoche ormai lontane nella memoria, ma il derby della nobiltà decaduta mantiene pressoché intatto l'appeal di una grande classica che non va mai fuori moda. Bologna contro Torino significa quattordici scudetti equamente distribuiti nelle rispettive bacheche e poco importa se l'ultimo della serie -di appartenenza granata- risale al 1976. Il sangue blu prescinde infatti dai saliscendi della storia: o ce l'hai o non ce l'hai. Le due realtà in questione ce l'hanno. D'accordo, l'attualità parla un'altra lingua e racconta di due squadre chiamate a risollevarsi dai più o meno recenti tracolli tecnico-societari e attualmente decise a guadagnarsi una nuova dimensione, più consona al loro pedigree. I percorsi intrapresi sono diversi: se il Torino di Cairo e Mazzarri punta dritto ad un posto nella prossima Europa League, il Bologna di Saputo e Inzaghi per il momento può solo limitarsi ad una navigazione di piccolo cabotaggio con vista su una salvezza da archiviare senza particolari patemi. A questo punto della stagione, entrambe sono leggermente attardate sulla tabella di marcia, ragion per cui l'imminente snodo del “Dall'Ara” assume davvero un'importanza cruciale. I granata non vogliono perdere terreno dal gruppo delle candidate all'Europa mentre i rossoblù strizzano l'occhio al calendario per allontanarsi dalla zona rossa: tanti scontri diretti e nemmeno l'ombra di una big da qui a dicembre, il cambio di passo è quasi obbligato.

I quindici giorni di sosta per le Nazionali aggiungono incertezza e curiosità attorno ad una partita che si annuncia sulla carta equilibrata. Mazzarri punta molto sulla voglia di riscatto di Belotti, escluso dalle convocazioni del c.t. Mancini: momento di scarsa ispirazione per il Gallo, fermo a quota due reti in otto partite. Situazione simile per un altro senatore della fazione opposta, quel Blerim Dzemaili che ha iniziato il campionato a suon di prestazioni sottotono e di conseguenti insufficienze in pagella, sulla scia del modesto trend esibito nella seconda parte della scorsa stagione. Al netto di tutto ciò, Inzaghi continua a riporre cieca fiducia nel suo capitano, che a dire il vero ha fornito qualche accenno di ripresa nell'ultima uscita prima della pausa: nella resa del Bologna a Cagliari il mediano svizzero è stato tra i pochi a rimanere in partita fino alla fine. Da quel timido segnale deve partire la riscossa di Dzemaili, deciso tra le altre cose a ritrovare una rete che in Serie A manca all'appello da nove mesi esatti. Digiuno insolito per un centrocampista con il vizio del goal. In tal senso, l'incrocio di domani potrebbe essere di buon auspicio, dal momento che quando vede granata Dzemaili spesso si scatena: i 5 goal rifilati al Toro (vittima preferita in carriera) sono lì a testimoniarlo. Proprio una sua doppietta regalò al Bologna l'ultimo successo sul Torino: 2-0 nel gennaio 2017.

A mettere di buonumore Inzaghi è però soprattutto il confortante rientro di Rodrigo Palacio, assente da quasi due mesi. Lo stop del Trenza ha inciso terribilmente sull'inizio difficile del Bologna, che del talento e dell'esperienza del fuoriclasse argentino continua ad avere un gran bisogno. Tra gli interpreti offensivi a disposizione, nessuno è in grado di svolgere il lavoro di cucitura tra centrocampo e attacco assicurato da Palacio, il quale avrà sì ormai parecchie primavere sul groppone ma a livello di dinamismo e di spunto nel breve riesce ancora ad impensierire i difensori più titolati della Serie A. La tentazione di riproporlo subito dal 1' è forte, anche perché le alternative non scoppiano di salute: Okwonkwo viene da una settimana di allenamenti differenziati, Falcinelli è alle prese con un leggero affaticamento e non sta attraversando un momento particolarmente esaltante, Destro non rappresenta più una prima scelta. Ergo, il favorito per affiancare Santander è proprio Palacio. E il rampante Orsolini? Paga più che altro la penalizzazione del modulo, per ora sembra costretto ad accontentarsi del ruolo di “dodicesimo” (ovvero di subentrante praticamente certo). Per il resto, grande traffico in mediana, dove Svanberg e Nagy dovrebbero spuntarla rispettivamente su Poli e Pulgar. L'indisponibilità di Mattiello e Krejci toglie invece dubbi sulle fasce: spazio a Mbaye sulla destra, mentre a sinistra c'è Dijks. In difesa si registra il ritorno di Helander, ma Calabresi e De Maio viaggiano verso la conferma ai fianchi di Danilo.

Arbitra il sig.Banti di Livorno, fischio d'inizio previsto per le ore 15 di domani. Attesi più di 20mila spettatori: grazie anche agli sconti per studenti universitari e under 14, la curva Bulgarelli e i distinti sono già al gran completo.

 

Di seguito, la probabile formazione rossoblù.

3-5-2

Skorupski; Calabresi, Danilo, De Maio; Mbaye, Svanberg, Nagy, Dzemaili, Dijks; Palacio, Santander. All.: F.Inzaghi

BALLOTTAGGI: Calabresi-Helander 60%-40%, Svanberg-Poli 60%-40%, Palacio-Falcinelli 60%-40%.

INDISPONIBILI: Krejci, Mattiello. SQUALIFICATI: nessuno.

 

Francesco Piggioli

 

Dzemaili e Inzaghi

nella foto, Blerim Dzemaili e mister Filippo Inzaghi (foto Ansa)

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