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Un mix di illusione e sofferenza. 

Novanta minuti al cardiopalma al Mapei Stadium, a dominare sono lo spettacolo e l'intensità. Sassuolo e Bologna si dividono la posta in palio, in fin dei conti il pareggio fa comodo su entrambe le sponde. Masticano amaro i ragazzi di Inzaghi, rimontati a 5' dal triplice fischio su rigore causato da un'ingenuità di Calabresi, fino a quel momento tra i migliori in campo. La vittoria era lì, a portata di mano: magari non meritatissima, ma vicina. E invece sfumano due punti che avrebbero donato fascino alla classifica, ma alla fine della fiera il Bologna ha rischiato addirittura di abbandonare a mani vuote l'amata Reggio Emilia (dove non perde dal lontano 2013). Al netto di un andamento davvero rocambolesco, resta insomma la sensazione che la tanto agognata scossa in trasferta sia arrivata.

Sfida tra filosofie contrapposte, ma la vera peculiarità risiede nei sistemi di gioco con cui le due formazioni iniziano la partita: il Sassuolo parte con la difesa a tre, che notoriamente è il marchio di fabbrica dei rossoblù; il Bologna si schiera invece con il 4-3-3 tanto caro al tecnico avversario De Zerbi. Si gioca a moduli invertiti, in un certo senso. Nel Sassuolo Boateng recupera solo per la panchina: in attacco fiducia a Babacar, scortato da Berardi e da Djuricic. Trova spazio anche l'ex Di Francesco, esterno a tutta fascia come nell'ultimo periodo bolognese con Donadoni. Nell'undici rossoblù spicca la seconda esclusione consecutiva di Dzemaili, che perde il ballottaggio con Svanberg e Orsolini. In difesa Gonzalez preferito a De Maio. Avvio di gara clamoroso da parte del Bologna, che sblocca dopo pochi attimi: Santander recupera un pallone vagante nei pressi dell'area neroverde e premia il taglio sul primo palo di Palacio, il quale fulmina Consigli con un destro potentissimo. Primo centro stagionale per el Trenza, ma soprattutto primo goal in trasferta in questo campionato per il Bologna. Sempre ammesso che di trasferta si possa parlare: oltre 2mila i tifosi al seguito di Poli e compagni, compreso patron Saputo. I rossoblù volano sulle ali dell'entusiasmo e sfiorano il raddoppio su corner, ma l'inzuccata a colpo sicuro dello scatenato Santander va a sbattere sul palo. Sull'immediata ripartenza neroverde, svarione colossale della retroguardia rossoblù, che sbaglia il posizionamento e consente a Di Francesco di involarsi solo soletto verso Skorupski: l'errore di misura da parte dell'esterno figlio d'arte nel passaggio decisivo per Berardi è però altrettanto imperdonabile, il Bologna sospira di sollievo grazie al miracoloso recupero di Poli. Il primo quarto d'ora fila via ad un ritmo infernale, Skorupski è reattivo prima su Di Francesco poi su Rogerio ma deve arrendersi al capolavoro di Marlon: palla in uscita dall'area, il difensore brasiliano stoppa di suola e insacca con una cannonata impossibile per il portiere polacco. Incredibile ma vero: è show tecnico al Mapei. Fase centrale più calma, come da logica: dopo la sfuriata iniziale le squadre si assestano con più ordine e rigore, anche se l'intensità resta alta.

Dall'intervallo riemerge meglio il Bologna, con Svanberg in evidenza: il gioiellino svedese prima conduce in prima persona un contropiede poi rifinito male per Santander, poi scocca un bel tiro dalla distanza respinto con qualche difficoltà da Consigli. Sul conseguente angolo i rossoblù mettono nuovamente la freccia: traiettoria lunga di Orsolini, torre di Gonzalez e deviazione sporca sotto misura da parte di Mbaye che mette fuori causa Consigli. Sorpasso effettuato con successo. Corre ai ripari De Zerbi, che richiama Di Francesco per aggiungere peso all'attacco con l'innesto di Boateng in una sorta di 4-2-4. La risposta di Inzaghi si chiama Dzemaili, chiamato ad infoltire il centrocampo: fuori Orsolini. Quando ormai i tre punti sembrano in cassaforte, uno sciagurato intervento di Calabresi ai danni di Sensi in area regala la chance del pareggio dal dischetto al Sassuolo: Boateng spiazza Skorupski e timbra il 2-2. Alla fine manca un piccolo scampolo, Inzaghi ora teme di perdere l'intero malloppo e rischia grosso sul colpo di testa di Bourabia: traversa piena. Continua il forcing neroverde, l'ultimo tentativo nasce sull'asse Boateng-Bourabia e cerca la finalizzazione del neo-entrato Matri, che anticipa Helander ma devia alto sopra la traversa da due passi. Il Bologna evita la beffa atroce, il pareggio è al sicuro.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (4-3-3, dal 73’ 5-3-2)

Skorupski 6: sbriga l'ordinario, ammira da spettatore la perla di Marlon. La respinta sulla deviazione maldestra di Gonzalez è il miglior intervento della sua giornata. In crescita sul piano della sicurezza. AUTOREVOLE

Calabresi 5.5: l'emergenza lo costringe a snaturarsi sulla fascia, il risultato non cambia: tiene senza problemi, con tecnica e applicazione. Rovina la prestazione causando il rigore per il Sassuolo sui titoli di coda. SCELLERATO

Gonzalez 6: balla nella prima fetta di gara come il resto del reparto, ma fa buona guardia su Babacar. Sfiora un autogoal grottesco, vivi ringraziamenti a Skorupski che sventa. Mezzo voto in più per la sponda intelligente che genera il goal di Mbaye. SCALTRO

Helander 5: non ha il passo per arginare velocità e affondi delle punte avversarie, esagera con i falli e balbetta dal primo all'ultimo minuto. SCOMPOSTO

Mbaye 6.5: partita di fatica da esterno bloccato, trova la gloria con un tap-in da bomber di razza in area piccola. Massiccia iniezione di fiducia. SPIETATO

Poli 6.5: simbolo di dedizione alla causa, per quanto non impeccabile nel fraseggio. Due armi irrinunciabili: cuore e gambe. All'inizio evita un goal fatto sciroppandosi quasi tutto il campo a tavoletta. STANTUFFO

Pulgar 5.5: ritrova la titolarità in cabina di regia ma il suo pomeriggio è in chiaroscuro: garantisce protezione alla difesa, però sbaglia troppo nel giro palla. PLUMBEO

Svanberg 6: in ombra nel primo tempo, esce alla distanza: spezzone da applausi dopo l'intervallo, anche se sbaglia la misura di un comodo assist per Santander. Se aggiunge continuità ai suoi strappi isolati, può diventare un signor giocatore. CHIC

(dal 73' Krejci 6: dentro per aggiungere un tassello alla manovalanza: non demerita, solido in quella fase difensiva che rappresenta il suo storico cruccio. PORTABORSE)

Orsolini 5.5: non incide negli sviluppi del gioco e non salta mai l'uomo. Si riscatta parzialmente avviando l'azione dell'1-2, ma non basta per convincere Inzaghi: è lui il primo a lasciare il campo. Crolla l'alibi del modulo: il 4-3-3 odierno dovrebbe esaltarlo. Dovrebbe, appunto. LATITANTE

(dal 65' Dzemaili 6: si carica di falli e aiuta i suoi a respirare nell'ultima mezz'ora: contributo tangibile, vuole riprendersi il posto e si vede. EFFICACE)

Santander 6.5: approccio roboante: l'assist al bacio per Palacio e un colpo di testa che finisce sul palo tra mille rimpianti. Trova qualche spigolo lungo la strada, ma resta in partita fino alla fine. TEMIBILE

Palacio 7: rompe subito l'equilibrio con una rete da grande attaccante e sfoggia il solito repertorio d'alta scuola. Quando sale la pressione avversaria, si fa trovare in trincea come l'ultimo dei terzini. BIONICO

(dall'87' Falcinelli s.v.)

all. F.Inzaghi 6.5: finalmente un Bologna focoso anche in trasferta! Coltiva a lungo il sogno dei tre punti davanti a Saputo, alla fine deve accontentarsi di un pareggio che -come si suol dire- muove la classifica. Impressioni positive, di fronte c'era la squadra rivelazione del campionato. CORIACEO

 

SASSUOLO (3-4-3, dal 63' 4-2-4)

Consigli 6; Marlon 6.5, Magnani 6, Ferrari 5.5; Di Francesco 5 (63' Boateng 7), Magnanelli 6, Bourabia 6.5, Rogerio 5.5; Berardi 6, Babacar 5 (72' Matri 5), Djuricic 6 (79' Sensi 6.5). All.: De Zerbi 6.5

 

SASSUOLO-BOLOGNA 2-2 (2' Palacio, 17' Marlon; 56' Mbaye, 85' Boateng rig.)

 

Francesco Piggioli

 

Bologna esulta vs Sassuolo

nella foto, l'esultanza collettiva rossoblù dopo il goal del momentaneo vantaggio siglato da Rodrigo Palacio (LaPresse)

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