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L'ombra della storia, il fascino del derby. 

Menù succulento in casa Bologna per il ritorno del campionato dopo la sosta per le Nazionali: si sa, quando al Dall'Ara arriva la Fiorentina non è mai una partita come le altre. Lo chiamano derby dell'Appennino, ma a rendere suggestivo l'incrocio non contribuisce soltanto la vicinanza geografica tra le due città, vere e proprie culle di epoche storiche differenti e contigue: alla forte impronta tardo-medievale di Bologna fa da contraltare la bellezza tutta rinascimentale di Firenze. Uno scontro tra civiltà trasferito in blocco nella sfera calcistica, dove entrambe le realtà cercano di guadagnare terreno dopo stagioni piuttosto anonime. Rispetto ai rossoblù, la Viola è più avanti nel percorso: con la gestione Della Valle ha già assaggiato a più riprese (e con profitto) quell'Europa che per Saputo ad oggi resta una chimera. Una staffetta invertita rispetto al corso della storia rappresenta dunque il sogno nel cassetto del Bologna, che -come amano spesso azzardare tra gli altri l'A.D. Fenucci e mister Inzaghi- sente di avere nelle corde e nel destino la scalata verso le coppe. E pazienza se il responso fornito dal campo nel primo triennio del nuovo corso societario tende a stroncare brutalmente qualsiasi velleità.

Tornando alla quotidianità, va detto che nessuna delle due squadre viene da un momento particolarmente esaltante. Entrambe infatti mancano l'appuntamento con la vittoria dall'ultimo week-end di settembre e sono reduci da un mese abbondante di penombra tra pareggi e sconfitte. La Fiorentina confida nel favore delle statistiche recenti: a Bologna non perde dal febbraio 2013, quando una rasoiata di Lazaros Christodoulopoulos nel finale regalò l'ultimo successo nel derby ai rossoblù, allora allenati proprio dall'attuale tecnico viola, Stefano Pioli. Con l'altra vecchia conoscenza rossoblù, il direttore Pantaleo Corvino, Pioli condivide poi un'altra curiosità: da ex non è mai uscito sconfitto contro il Bologna. Inzaghi cercherà di sfatare il doppio tabù davanti a patron Saputo. Per l'allenatore piacentino non è ancora tempo di esami da dentro o fuori, ma certamente un pomeriggio di gloria nel derby garantirebbe solidità alla sua panchina all'alba di un ciclo piuttosto complicato da qui a Capodanno. Dopo la Fiorentina, il programma prevede Sampdoria, Empoli, Milan, Parma, Lazio e Napoli oltre all'impegno nei sedicesimi di Coppa Italia di martedì 4 dicembre contro il Crotone. Il tour de force si annuncia intenso e impegnativo, anche perché il Bologna si ritrova con il minimo sindacale in saccoccia (10 punti in 12 gare) ed è quindi obbligato a cambiare passo al netto di un calendario che offre soltanto due scontri diretti (Empoli e Parma in trasferta) fino al giro di boa di gennaio.

La prima tappa del ciclo di fine anno potrebbe certificare una svolta tattica per Pippo Inzaghi, sempre più tentato dal passaggio a quel 4-3-3 che consentirebbe l'impiego contemporaneo di Orsolini e Palacio a supporto di Santander. L'ipotesi è sul tavolo, in compagnia del solito 3-5-2. In conferenza il mister si è nascosto dietro un velo di sana pretattica e in effetti l'incertezza resiste: il ritorno a pieno regime di Mattiello e Dijks, titolari designati delle due fasce nel 3-5-2, suona ad esempio come un assist per la conferma del modulo fin qui utilizzato quasi sempre in avvio. Come avviene di norma dopo la sosta, un occhio di riguardo va prestato alle condizioni dei singoli reduci dagli impegni con le rispettive Nazionali. In tal senso, un paio di contrattempi ci sono: Santander è alle prese con qualche acciacco mentre Pulgar (al pari di Gonzalez) si è riaggregato al resto del gruppo soltanto ieri. Nagy scalpita dopo tre panchine consecutive, Poli si candida a rilevare l'involuto Dzemaili in un reparto che ormai può contare su un solo titolare fisso: Mattias Svanberg. Fondamentale il pieno recupero di Danilo, uscito anzitempo a Verona per un problema muscolare poi rivelatosi di poco conto: il centrale brasiliano sarà regolarmente al suo posto nel cuore della difesa.

Arbitra il sig.Di Bello di Brindisi, fischio d'inizio previsto per le ore 15 di domani.

 

PROBABILE FORMAZIONE

4-3-3

Skorupski; Calabresi, Danilo, Helander, Mbaye; Poli, Pulgar, Svanberg; Orsolini, Santander, Palacio. All.: F.Inzaghi

BALLOTTAGGI: Poli-Dzemaili 55%-45%, Pulgar-Nagy 60%-40%, Orsolini-Dijks 70%-30%.

INDISPONIBILI: nessuno.   SQUALIFICATI: nessuno.

 

 

Francesco Piggioli

 

Svanberg e Santander

nella foto, Mattias Svanberg e Federico Santander, punti di forza dell'undici rossoblù (Ansa)

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