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Disfatta pesantissima, senza se e senza ma. 

Il Bologna cola a picco a Genova, vittima di un passivo impietoso. Finisce 4-1 per la Sampdoria e la situazione giunge davvero ad un punto di non ritorno. Lo scontro diretto di domenica prossima ad Empoli assume le sembianze di un dentro o fuori senza appello in cui -a meno di ribaltoni clamorosi- si deciderà il futuro di Inzaghi sulla panchina rossoblù. Altro che partita della svolta: a Marassi va in scena una mattanza, originata dalle malefatte individuali dei difensori rossoblù e amplificata dalla qualità eccelsa degli attaccanti blucerchiati. Caprari, Ramirez e Quagliarella resteranno a lungo impressi nella memoria della retroguardia del Bologna, umiliata a più riprese.

Una sorpresa per parte a livello di formazioni: Giampaolo preferisce il gioiellino Ronaldo Vieira (classe '98) all'ex di turno Ekdal in cabina di regia, mentre la grossa novità in casa Bologna è rappresentata da Falcinelli, titolare al fianco di Santander. Palacio comincia dalla panchina. Come di consueto la Sampdoria si schiera con il rombo a centrocampo, davanti il partner di Quagliarella è Caprari (e non Defrel); sulla trequarti spazio ad un'altra vecchia conoscenza rossoblù come Gaston Ramirez. Nel ritrovato 3-5-2 di Inzaghi invece Krejci ha la meglio su Dijks a sinistra e Pulgar si aggiudica ancora una volta il ballottaggio con Nagy. Classica sfida tra depresse: ai due punti raccolti dalla Samp nelle ultime cinque partite fanno da contraltare i due mesi senza vittorie della truppa di Inzaghi. Se dunque la sterzata rappresenta un obiettivo comune, il sogno nel cassetto di Poli e compagni è infrangere il tabù del Marassi blucerchiato, dove la vittoria manca da più di 20 anni.

Partenza in salita per il Bologna, subito sotto alla prima occasione costruita dalla Samp. Ramirez scippa il pallone a Poli e cede a Caprari, che s'infila in area e premia l'inserimento di Praet sul secondo palo: comodo tap-in a porta spalancata per il belga, al primo centro stagionale. I rossoblù hanno il merito di non scomporsi, anzi: nessuna traccia di contraccolpi e Audero deve superarsi sulla girata nello stretto di Santander. Sale la pressione del Bologna, il pareggio è il giusto premio: Svanberg prende campo a destra e serve una palla che attraversa tutta l'area prima di finire tra i piedi di Poli, lesto ad appoggiare in rete. Goal dell'ex per il capitano rossoblù, primo centrocampista a segno per Inzaghi in tutto il campionato: sparisce così una fastidiosa lacuna. La serata sembra essersi risistemata sui binari giusti, ma ecco che quando meno te lo aspetti è un altro errore individuale nel giro palla a penalizzare il Bologna. Pulgar si addormenta in fase di disimpegno a ridosso dell'area e Ramirez concede il bis in versione rapinatore; l'esecuzione lasciata al nobile destro di Quagliarella risulta letale per i rossoblù. Il primo tempo da favola di Gastoncito tocca l'apice a pochi minuti dall'intervallo: pescato in verticale dall'assist di Caprari, il fantasista uruguagio supera Skorupski con un tocco morbido e trova la prima gioia di un inizio di campionato altalenante proprio contro la squadra che lo svezzò nel grande calcio ormai otto anni fa. Core 'ngrato, direbbero a Napoli. Ma la fase difensiva del Bologna esce letteralmente a pezzi dai primi 45'.

Inzaghi si aggrappa allora all'eterno Palacio, fischiato da tutto lo stadio per i suoi antichi e gloriosi trascorsi genoani. Pur senza infastidire Audero, il Bologna alza il baricentro e si assume giocoforza il controllo delle operazioni, con la Samp pronta ad approfittarne in contropiede. Superata l'ora di gioco, ecco che i rossoblù cambiano vestito: fuori un centrale (Calabresi) e dentro Orsolini in una sorta di 4-4-2. Gli sviluppi premiano però la strategia di Giampaolo: Linetty sgomma a sinistra e apparecchia la tavola per la doppietta di Quagliarella, fulmineo nel taglio sul primo palo e implacabile nella deviazione alle spalle dello sconsolato Skorupski. Gioco, partita, incontro. Gli ultimi minuti scivolano via senza alcun significato, la Samp si gode il ritorno dei tre punti mentre il Bologna sprofonda nelle sue debolezze. E la panchina di Pippo Inzaghi ora traballa più che mai.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (3-5-2, dal 62' 4-4-2)

Skorupski 6: quattro pappine sul groppone ma neppure lo straccio di una responsabilità: è la dura vita del portiere, a volte. PERSEGUITATO

Calabresi 5: vede le streghe contro Caprari e Ramirez, evidente passo indietro dopo settimane di crescita più o meno costante. Ammonito e diffidato, salta Empoli per squalifica. ARRENDEVOLE

(dal 63' Orsolini 5.5: entra per spaccare mondo e partita, ma il quarto goal blucerchiato lo rende docile come un agnellino in men che non si dica. BONARIO)

Danilo 4.5: l'assenza di un vero e proprio centravanti gli toglie riferimenti, i tagli e i movimenti continui dell'attacco blucerchiato lo mandano in tilt. SCOTTATO

Helander 5: ondeggia come il resto del reparto, ma le reti blucerchiate nascono fuori dalla sua zona di competenza. Si adegua alla serataccia dei vicini di banco. ABBACCHIATO

Mattiello 5: subisce la spinta di Murru, accusa le fughe verso l'esterno di Caprari. Notte complicata. RECLUSO

Poli 6: perde un possesso sanguinoso in occasione del vantaggio blucerchiato, rimedia depositando in rete la palla del pareggio e della speranza. Sull'altalena in avvio, vive il resto del match lottando con orgoglio. SCHIETTO

(dall'84' Nagy s.v.)

Pulgar 4: Marassi non gli porta bene: all'espulsione contro il Genoa aggiunge una gara zeppa di disastri. Letteralmente surclassato dai mediani di Giampaolo, regala il 2-1 a Quagliarella. ACCIDIOSO

Svanberg 5.5: l'assist per il momentaneo pareggio di Poli è l'unico squillo di una gara trascorsa in balia di Linetty e compagnia. UMORALE

Krejci 4.5: partecipa alla dormita collettiva in occasione del goal di Praet e colleziona strafalcioni in serie con il pallone tra i piedi. Piccola nota a margine: se il presunto titolare (Dijks) continua a perdere questo ballottaggio c'è da mettersi le mani nei capelli. SCARICO

Falcinelli 5.5: solita minestra: pressa, svaria, corre, conquista qualche fallo. Ma in fase di finalizzazione non si vede mai. FOLKLORISTICO

(dal 56' Palacio 5.5: accolto dalle bordate di fischi del pubblico della Samp che non gli perdona il passato genoano, può far poco per cambiare l'inerzia. Finisce ben presto ai margini. ESULE)

Santander 6: impegna Audero, offre una sponda al bacio per Krejci che spreca, si danna l'anima su tutti i palloni: cos'altro si può chiedere al centravanti di una squadra che non mette praticamente il becco nell'area avversaria? PATRIOTA

all. F.Inzaghi 5: covava il desiderio di una svolta: come non detto. Esce da Marassi a testa bassa, umiliato dal risultato e messo alle strette da una classifica sempre più deficitaria. Al netto della fiducia ribadita da Fenucci nel dopo partita, si prepara a camminare sui carboni ardenti: prima la Coppa Italia, poi -soprattutto- lo scontro diretto di Empoli. Destino appeso a un filo. PRECARIO

 

SAMPDORIA (4-3-1-2)

Audero 6.5; Bereszynski 6, Tonelli 6, Andersen 6.5, Murru 6.5; Linetty 7 (84' Jankto s.v.), Vieira 6 (62' Ekdal 6), Praet 7; Ramirez 7.5; Quagliarella 7.5, Caprari 7 (65' Defrel 6). All.: Giampaolo 7

 

SAMPDORIA-BOLOGNA 4-1 (10' Praet, 17' Poli, 25' Quagliarella, 41' Ramirez, 68' Quagliarella)

 

Francesco Piggioli

 

Poli vs Samp

nella foto, l'ex di turno Andrea Poli contrasta il blucerchiato Linetty: goal inutile ai fini del risultato per il mediano rossoblù

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