BOLOGNA – “Coppa Italia, domani c’è la Juventus: snobbare la serata di gala è follia” – di Francesco Piggioli

0
181

Gente strana, i bolognesi.

Passano metà del tempo a prendere le distanze dal Chievo, dal Frosinone e dalla Spal di turno e a rivendicare la nobiltà delle proprie origini e della propria bacheca, auspicando un pronto ritorno a sfide continentali, da dentro o fuori, con trofei in ballo. E l’altra metà viene impiegata per sottolineare che sì, fare i “fighetti” è bello ma in fondo le sfide che contano davvero sono poi quelle. Le solite, valide per la mera sopravvivenza: contro Chievo, Frosinone e Spal. Il resto può attendere, in un limbo imprecisato. Così, le rare volte in cui il Dall’Ara è costretto a vestirsi a festa per ospitare impreviste serate di gala, l’approccio popolare tende allo snobismo e alla rassegnazione. Un paradosso tutto rossoblù.

Al di là di improvvisate analisi antropologiche, la sostanziale indifferenza con cui Bologna si prepara ad ospitare la Juventus capolista e cannibale di Cristiano Ronaldo -nemica per antonomasia da un lustro a questa parte sotto le Due Torri- è figlia di diverse ragioni. Le temperature polari previste per domani sera rappresentano il male minore, diciamolo subito a scanso di equivoci. In un weekend senza campionato la sfida secca alla “Vecchia Signora” con in palio un pass per i quarti di finale di Coppa Italia avrebbe dovuto garantire una prevendita da urlo, con vista sul tutto esaurito. In tempi neppure troppo lontani probabilmente il sold out sarebbe arrivato. Il punto è che oltre al clima anche l’atmosfera al Dall’Ara si annuncia gelida: tifo organizzato bianconero assente per contestare il caro biglietti nei settori riservati agli ospiti (40€), curva rossoblù pronta ad una sorta di sciopero collettivo sulla scia del comunicato sottoscritto da tutti i gruppi dopo Napoli (in cui si chiedeva l’immediato licenziamento di Di Vaio, Fenucci e Bigon), vendite fiacche negli altri settori soprattutto a causa del momentaccio rossoblù. Posti vuoti e musi lunghi sugli spalti, dunque. E sul piano tecnico? Anche se a Casteldebole non lo ammetterebbero neppure sotto tortura, in questa fase della stagione la Coppa Italia viene vissuta quasi come un fastidio o, nella migliore delle ipotesi, alla stregua di un semplice rodaggio in vista degli impegni decisivi alla ripresa della Serie A: Spal e Frosinone in fila, vietato sbagliare. In più, c’è la clamorosa disparità di valori in campo connessa ad una tradizione recente più che sfavorevole: pensare che il derelitto Bologna, terzultimo in classifica e incapace di battere la Juve in casa da 20 anni esatti, possa avere qualche speranza contro la regina assoluta del calcio italiano, lanciata a vele spiegate verso i migliori traguardi internazionali, appare esercizio per inguaribili utopisti. Tra diserzioni, strapotere avversario e problematiche interne non sembra esserci davvero scampo per la truppa di Inzaghi.

Ora, sul fatto che il Bologna debba assegnare priorità assoluta alla riscossa in campionato per tirarsi fuori dalla zona retrocessione nessuno nutre il benché minimo dubbio. Mai come quest’anno un’eventuale uscita di scena anticipata dalla coppa nazionale sarebbe archiviata a cuor leggero, anche perché Poli e compagni hanno svolto il compitino alla perfezione (eliminando Padova e Crotone nei turni precedenti) e affrontando la Juve è logico e giusto che i rossoblù abbiano poco da perdere. Con uno scenario del genere, rinunciare a giocarsela a priori sarebbe tuttavia folle; arrendersi all’avversario più forte senza colpo ferire darebbe l’ennesimo messaggio sbagliato ad una tifoseria e ad una piazza affamate di rivincita e di calcio dopo un 2018 tragico sul piano dei risultati. Bologna non merita tutto ciò. A maggior ragione se quell’avversario si chiama Juventus. A prescindere dall’assenza di Santander, dalla presenza più o meno probabile di Destro, di Palacio o di chicchessia. Non solo perché i piani di crescita a lungo sbandierati da proprietà e società passano inevitabilmente anche dall’approccio e dal confronto con serate come questa, non tanto perché vincere aiuta a vincere e perdere aiuta a perdere.

Soprattutto per una questione di rispetto. Per se stessi, per i propri tifosi. E per la propria storia.

Arbitra il sig.La Penna di Roma, fischio d’inizio previsto per le ore 20:45 di domani.

Di seguito, l’elenco dei convocati rossoblù.

PORTIERI: Da Costa, Santurro, Skorupski.

DIFENSORI: Calabresi, Corbo, Danilo, De Maio, Dijks, Gonzalez, Helander, Mattiello, Mbaye.

CENTROCAMPISTI: Donsah, Krejci, Pulgar, Soriano, Svanberg.

ATTACCANTI: Destro, Falcinelli, Okwonkwo, Orsolini, Palacio, Sansone.