CALCIO – Al Bologna manca solo il goal, la Fiorentina ringrazia: 0-0 nel derby

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nella foto, Nico Dominguez in duello con il viola Amrabat: grande prestazione per il mediano argentino al Franchi

Bello ma sterile, il Bologna di Firenze.

La banda di Sinisa piace per atteggiamento e idee, però non riesce a sfondare. Al Franchi arriva il quarto pareggio di fila: un buon risultato se si considerano le tradizionali difficoltà che i rossoblù puntualmente incontrano da queste parti; zero vittorie, un misero punto e una valanga di disfatte rappresentano infatti il bilancio dell’ultimo decennio in riva all’Arno. Il Bologna rimpiange l’incapacità di far male nei momenti clou: con Orsolini, con Barrow, due volte con Palacio. Del resto, non è un caso che l’innesto di un attaccante sia in cima alla lista delle priorità di Sabatini e Bigon in vista del mercato di riparazione al via domani. La Fiorentina, reduce dal roboante blitz a casa Juve, viceversa fiuta che l’aria non è propizia e si limita ad un paio di incursioni. Lo 0-0 fa comodo ad entrambi i contendenti, affamati di continuità.

Mihajlovic ripropone Orsolini dall’inizio a destra e conferma Barrow sul lato opposto, con Vignato costretto dunque alla panchina. L’assenza di Medel rende quasi obbligata la difesa: l’ex De Silvestri e Dijks terzini, Tomiyasu torna al fianco di Danilo. In mezzo al campo, Dominguez la spunta su Svanberg ed è il partner di Schouten. Nella Fiorentina tocca a Venuti sostituire lo squalificato Biraghi, per il resto la formazione ricalca quella capace di espugnare lo Stadium di Torino prima delle feste: Borja Valero è il faro di una mediana completata da Amrabat e Castrovilli. Davanti, ancora Vlahovic in coppia con l’eterno Ribery, impegnato in una sfida nella sfida con l’altro grande vecchio in campo, el Trenza Palacio. Panchina per l’ex Pulgar. Le due squadre hanno archiviato col sorriso un 2020 complessivamente sottotono e provano a ripartire col piede giusto per indirizzare subito l’anno nuovo su binari favorevoli. Al fascino del derby si aggiungono insomma concrete esigenze di classifica. Interpreta bene il copione la Viola in avvio, il primo guizzo di Ribery significa pericolo per Da Costa ma De Silvestri sporca il pallonetto del francese sul palo. Nel Bologna il più in palla sembra essere Orsolini, quasi in un’ideale prosecuzione dell’ottimo spezzone disputato contro l’Atalanta prima di Natale: il n°7 prima si vede annullare un goal per fuorigioco su imbucata verticale di Palacio, poi fa venire i brividi a Dragowski con un bel sinistro da mattonella laterale che sfiora il palo. Match comunque aperto, viola e rossoblù provano sempre a manovrare con coraggio accettando qualche rischio in fase di non possesso. Alla distanza emerge il Bologna, ancora pericoloso con Palacio; el Trenza sfrutta un errore del connazionale Pezzella e s’invola verso la porta da posizione defilata, superlativo il muro in uscita di Dragowski. Segue tentativo classico di Barrow, un destro a giro su cui Dragowski risponde presente. Parentesi di straordinari per il portiere viola, di lì a pochi istanti nuovamente strepitoso in uscita bassa su Palacio. Ruggito della Fiorentina in chiusura di tempo: mischia in area e provvidenziale intervento in anticipo di Dominguez ai danni di Vlahovic, pronto alla battuta a colpo sicuro. Al giro di boa emergono insomma i soliti pregi e difetti di questo Bologna, abile e intraprendente in costruzione ma terribilmente carente di cinismo in zona goal.

Sinisa capisce che l’occasione è ghiotta e non vuole correre rischi con gli ammoniti, in tal senso si spiega la mossa post intervallo: fuori De Silvestri, dentro Paz che si sistema al centro e fa traslocare Tomiyasu a destra. Continua a farsi preferire il Bologna, ecco che allora Prandelli sgancia la velocità di Kouamé al posto dei chili di Vlahovic. La risposta di Mihajlovic è una piccola rivoluzione offensiva: escono Palacio e Orsolini, si rivede Skov Olsen che subentra in coppia con Vignato; Barrow diventa prima punta. I due tecnici cercano quelle occasioni improvvisamente venute a mancare nella seconda parte di gara. Nel finale torna a mettere fuori la testa dal guscio la Fiorentina, ma il Bologna mostra una solidità difensiva pressoché inedita. E in fin dei conti il punto con cui Mihajlovic esce da un campo storicamente maledetto come il Franchi può essere accolto con benevolenza.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (4-2-3-1)

Da Costa 6: una gita turistica al di là dell’Appennino probabilmente inaspettata, di fatto non viene mai chiamato in causa. Assapora un gusto sconosciuto: l’imbattibilità. SPETTATORE

De Silvestri 5.5: Ribery gli scappa via in men che non si dica, finisce in fretta sul taccuino dei cattivi. Migliora alla distanza, ma Sinisa all’intervallo lo toglie per precauzione. PRECARIO

(dal 46′ Paz 6.5: un tempo da centrale puro, da applausi nell’uno contro uno con Vlahovic. Da riserva delle riserve a prima soluzione alle spalle dei titolari: l’ascesa continua. STAGISTA)

Danilo 6.5: sfrutta la giornata opaca di Vlahovic e amministra senza problemi. Leader indiscusso di un reparto che luccica, una volta tanto. INFLUENTE

Tomiyasu 6.5: metà partita da centrale e metà da terzino: svelto di gamba e di testa, esibisce buoni contenuti. Duttilità preziosissima, la sua. ELASTICO

Dijks 6: in crescita rispetto all’Atalanta, si concede qualche sgroppata delle sue. Gli affondi sono ancora pochi, ma chiude senza sbavature. AUSTERO

Schouten 5.5: un po’ in ombra, non trova continuità e lascia che sia Dominguez a dettare i tempi. L’ammonizione precoce lo condiziona? Può essere. VELATO

(dall’87’ Poli s.v.)

Dominguez 7: dona fluidità al gioco con tocchi puntuali, in più si prende meriti anche là dietro: la scivolata che sbarra la strada a Vlahovic in area piccola vale un goal. Prestazione inappuntabile. Unica pecca: era diffidato, il giallo gli costa l’Udinese. CRISTALLINO

(dall’88’ Svanberg s.v.)

Orsolini 6.5: per mezzora abbondante ha l’argento vivo addosso, il suo sinistro è distributore automatico di insidie e trappole per i viola. Cala comprensibilmente alla distanza: non ha ancora i 90′. Premesse interessanti, senza dubbio. ARTIGLIERE

(dal 75′ Skov Olsen s.v.)

Soriano 5.5: è il grande assente a referto, l’unico tenore che non gode di occasioni: in area si vede poco, finisce schiacciato tra mediana e trequarti. Arma spuntata. MONCO

Barrow 6: più in partita rispetto alle ultime recite pre-natalizie, sente il fiato sul collo della concorrenza e prova a scuotersi. Chiama in causa Dragowski e chiude da punta di riferimento. PIMPANTE

Palacio 6: gran brutto cliente per chi deve marcarlo, ma l’astinenza da goal inizia a rappresentare un fardello pesante. Anche stavolta, in un paio di circostanze avrebbe potuto far meglio. Rimedia con la solita saggezza enciclopedica e con una generosità senza eguali a tutto campo. LONGEVO

(dal 75′ Vignato s.v.)

all.Mihajlovic 6.5: si presenta a Firenze a testa alta, come testimonia quell’undici di partenza assai offensivo. Attacca e costruisce, ai punti avrebbe meritato qualcosa in più di questo pareggio comunque soddisfacente. I concetti del suo calcio spavaldo si vedono, eccome. ELOQUENTE

 

FIORENTINA (3-5-2)

Dragowski 7; Milenkovic 6.5, Ge.Pezzella 5.5, Igor 6; Caceres 5.5 (72′ Lirola 6), Amrabat 6, Borja Valero 7 (77′ Bonaventura s.v.), Castrovilli 6, Venuti 6; Vlahovic 5.5 (72′ Kouamé 6), Ribery 6.  all.: Prandelli 6

 

FIORENTINA-BOLOGNA 0-0