CALCIO – Bani ci prende gusto, il Bologna va! Brescia al tappeto nel finale

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nella foto, il match winner di giornata: Mattia Bani, autore del goal del 2-1 a pochi secondi dal 90' (LaPresse)

Il vizietto di Bani.

Il Bologna mette la freccia ad un soffio dal 90′ grazie al quarto sigillo stagionale del suo insolito bomber. Mattia Bani, professione difensore con l’hobby del goal. E questo pesa davvero tanto, perché giunge in coda alla classica partita storta; a tratti anche ben giocata, ma non sembra esserci verso di colorarla di rossoblù. La spaccata vincente dell’ex Chievo rovina i piani del Brescia, bravo e fortunato nell’indirizzare la contesa su binari favorevoli grazie al rigore trasformato da capitan Torregrossa nel primo tempo, dopo mezz’ora di apnea di fronte ad un Bologna incapace di capitalizzare l’enorme mole di produzione offensiva. Orsolini aggiusta le cose a ridosso dell’intervallo, il 2-1 sul gong libera l’esultanza di Sinisa Mihajlovic che -in barba alle previsioni contrarie della vigilia- è regolarmente a bordo campo e si sbraccia per tutti i novanta minuti. Del resto, questo Bologna che s’impone con caparbietà senza mollare mai da qualcuno avrà pur preso. E i sei punti raccolti tra Spal e Brescia danno lustro ad una classifica che -ora sì- autorizza sogni proibiti.

Difesa obbligata per Sinisa, con il recuperato Denswil terzino sinistro e Mbaye dirottato a destra causa squalifica di Tomiyasu. Palacio torna a giostrare in prima linea, alle sue spalle rientra Sansone. Poli e Schouten, reduci dalla prova maiuscola di Ferrara, spingono ancora in panchina Dominguez. Privo di Balotelli, Corini schiera invece Ayé al fianco di Torregrossa. Il Brescia vanta fama di squadra da viaggio, avendo costruito gran parte della sua classifica in trasferta (10 punti su 15 totali). Gli sviluppi del primo tempo suonano tuttavia come una sonora smentita: è monologo rossoblù, in tutto e per tutto. Tante le occasioni prodotte e gettate al vento: alcune sono davvero imperdonabili. Il simbolo del festival dello spreco è Palacio, che a metà frazione riceve da Poli e si lancia solo soletto verso Joronen, fallendo però il tentativo di dribbling ai danni del portiere avversario. Errore pesantissimo. Mihajlovic perde subito Sansone per un problema muscolare e butta nella mischia l’acclamato Barrow, che rischia subito di ripetere la magia di Ferrara: destro forte a giro sul palo lungo, Joronen può solo fare gli scongiuri; palla fuori, ma mica di molto. Tocca poi ad Orsolini scaldare il motore con un sinistro alto sopra la traversa. E il Brescia? Con Tonali in ombra fatica a mettere la testa fuori dal guscio, eppure alla prima fiammata passa in vantaggio. Minuto 35: entrata in netto ritardo di Mbaye su Dessena in area, il peccato d’ingenuità significa rigore. Dal dischetto Torregrossa fulmina Skorupski e fa impazzire il settore ospiti. Il Bologna non ci sta e come una settimana fa riesce subito a riportarsi in parità. Mbaye si riscatta parzialmente con un assist per Orsolini, che prende l’appoggio a Cistana e batte Joronen con una stoccata da pivot navigato. Il secondo scarabocchio sotto porta di Palacio (deviazione fuori misura a pochi passi dalla porta, spalancata per l’occasione) chiude la frazione tra mille rimpianti.

Meno travolgente la ripresa rossoblù, anche se Joronen deve comunque salvare i suoi in due circostanze: prima sul rasoterra di Barrow, poi sulla capocciata a botta sicura di Soriano. Dopo un quarto d’ora Corini passa alla difesa a tre con l’inserimento di Martella per Dessena: Sabelli e il neo-entrato diventano esterni a tutta fascia, Mateju arretra in linea con Cistana e Chancellor. Skov Olsen è invece la mossa di Mihajlovic, ma il danesino sparacchia alle stelle da ottima posizione la prima (e unica) chance del suo pomeriggio. Dentro per il gran finale anche Santander, che angola troppo con il sinistro da posizione defilata. Sembra l’ultimo atto di una gara stregata. Poi Bani ci mette lo zampino, correggendo in rete quel pallone calciato da Barrow nella bolgia dell’area bresciana. Il Dall’Ara esplode e riassapora il gusto della vittoria dopo un mese e mezzo di astinenza. La classifica a inizio febbraio dice 30. Con lode.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (4-2-3-1)

Skorupski 6: spiazzato dal rigore di Torregrossa, prima e dopo si abbandona all’ozio: il Brescia davanti combina davvero poco. VILLEGGIANTE

Mbaye 5: aggancia Dessena in area e combina un disastro, il rigore rischia di guastare il pomeriggio rossoblù. Il servizio per l’1-1 di Orsolini è un piccolo palliativo all’interno di una prova a dir poco impacciata. INTONTITO

(dall’81’ Santander s.v.)

Bani 7: doveva farsi perdonare la sciocca espulsione contro il Verona: missione compiuta, alla grande. Timbra la vittoria a tempo quasi scaduto, con l’ormai solita incursione nell’area avversaria. E sono quattro in campionato: da umile gregario a fattore decisivo. Chi l’avrebbe mai detto? SUBLIME

Danilo 6: gestione accorta, senza pause. Quando si rende conto che Ayé è poca cosa, inserisce il pilota automatico. MARPIONE

Denswil 7: diga insuperabile per Bisoli e Romulo, che provano invano a cercare un pertugio da quella parte. Applicazione maniacale e piede educato: vedi sventagliata iniziale per Orsolini, che non sfrutta. Rientro coi fiocchi, senza dubbio la sua miglior prestazione in rossoblù. SFIZIOSO

Schouten 7: è in fiducia, si vede. Prende le redini del centrocampo e non le molla più, sfiora persino il goal in avvio. I palloni pesanti iniziano a diventare routine. RAMPANTE

Poli 6.5: lascia per strada qualcosa, ma resta un perno fondamentale per gli equilibri che assicura lì in mezzo. L’invito geniale per Soriano è una prelibatezza inconsueta, da applausi. Ammonito, era in diffida: assenza pesante a Roma. FRAGRANTE

Orsolini 6.5: altalenante sull’esterno, spietato nei panni di bomber: capitalizza al massimo il filtrante di Mbaye con una torsione da killer d’area. Sistema il primo mattone della rimonta. AVVOLTOIO

(dal 71′ Skov Olsen 5.5: si ritrova sull’amato sinistro il pallone da tre punti: tiro sopra la traversa da ottima posizione. Sì, il guizzo di Bani gli toglie un bel fardello dalle spalle. Grandi mezzi, bottino scarso. AMPOLLOSO)

Soriano 6.5: tra i migliori, come spesso accade. Maestro di continuità, è l’anello di congiunzione tra mediana e attacco. Movimenti difficili da decifrare, toglie riferimenti agli avversari e rappresenta la miccia ideale per i vari Orsolini, Barrow e compagnia cantante. Ad un passo dal goal, Joronen respinge la sua inzuccata. INDIGESTO

Sansone s.v.

(dal 12′ Barrow 6.5: invocato dopo l’assolo di Ferrara, piace perché aggiunge sempre sale e pepe alle sue giocate. Insomma: ci prova, a costo di sbagliare. Va vicino al bis e dà il via all’azione del 2-1. ARDITO)

Palacio 5: doppia chance sulla coscienza, come a Torino. Non basta la deviazione sporca con cui agevola la scivolata vincente di Bani. Periodaccio in zona goal, avrebbe un gran bisogno di sbloccarsi. TRASANDATO

all.Mihajlovic 7: straccia il copione che lo vorrebbe per precauzione in ospedale, dopo una settimana di terapie. Può godersi dal vivo il successo, la classifica è finalmente in linea con le sue ambizioni. Si sa: lui guarda in alto. Il Bologna è pronto a seguirlo? MAGNETICO

 

BRESCIA (4-3-1-2, dal 61′ 3-5-2)

Joronen 6.5; Sabelli 6, Cistana 5.5, Chancellor 5.5, Mateju 5; Bisoli 6, Tonali 5.5, Dessena 6.5 (61′ Martella 5.5); Romulo 5 (72′ Ndoj 5.5); Ayé 5 (77′ A.Donnarumma s.v.), Torregrossa 7.  all.: Corini 5.5

 

BOLOGNA-BRESCIA 2-1 (36′ Torregrossa rig., 43′ Orsolini; 89′ Bani)