CALCIO- Barrow, Ibanez, Vignato: il Bologna accontenta Sinisa

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nella foto, Musa Barrow, attaccante gambiano classe 1998: arriva in rossoblù dall'Atalanta in prestito con obbligo di riscatto ed è per ora il simbolo della sessione invernale di mercato

Ambizione, fame, capacità di persuasione.

Non parlate a Sinisa Mihajlovic di futuro, di graduale consolidamento, di fumosa progettualità. Sono vocaboli ed espressioni che non appartengono alla sua concezione di calcio e probabilmente neppure alla sua idea di vita. Sinisa è un uomo del presente, un inno al realismo. Con la sua ossessione per la quotidianità e per la crescita tangibile ha instaurato fin da subito una sana dialettica con la proprietà, per vocazione assai più guardinga nei modi e nei tempi. Da un anno, ognuno a Casteldebole fa il suo mestiere: e il Bologna ne beneficia. La finestra invernale di mercato che si sta spalancando in queste ore rappresenta l’ennesimo capitolo della saga.

Se devo lottare per il decimo posto, posso stare a casa con la mia famiglia”. Così parlò il tecnico serbo un minuto dopo aver chiuso con la svolta nella parte sinistra della classifica la gloriosa cavalcata della scorsa primavera. In quella frase c’è tutto il Sinisa allenatore: la sua capacità di pungolare l’ambiente, la sua voglia di alimentare aspettative alzando di volta in volta il livello degli obiettivi. “Vivacchiare” è un verbo tossico per il vocabolario di Mihajlovic. La stagione in corso non fa eccezione: la straordinarietà della sua situazione personale è innegabile, ma non può trasformarsi in alibi. Dal Bologna vuole rinnovati segnali di crescita, dalla sua dirigenza pretende appoggio nella caccia ad un traguardo più corposo rispetto a lodi e complimenti. E forse non è un caso che Miha si sia impuntato su uno sforzo ulteriore e indubbiamente pesante in sede di mercato proprio ora, con i rossoblù reduci da quattro risultati positivi nelle ultime cinque gare disputate e con la zona retrocessione ormai a distanza di sicurezza (9 punti di vantaggio). Probabilmente nella testa del mister il pericolo legato ad un fisiologico relax è più concreto del rischio di finire risucchiati nei bassifondi. Sì, Sinisa guarda Parma e Cagliari, oggi confini dell’Europa. Il Brescia terzultimo lo preoccupa decisamente meno.

Attenzione, non è spocchia: Mihajlovic ha valutato lo scenario e ci crede. Forte del credito maturato in questo anno maiuscolo, ha messo alle strette la società chiedendo di essere accontentato sul mercato e per certi versi seguito nel suo percorso ideologico. Una punta, un difensore e un’opzione per la batteria di esterni: la lista della spesa è completa e variegata. Non puntelli né elementi solo futuribili, ma gente più o meno pronta per giocare. A garanzia c’è la portata di un investimento complessivo non comune: quasi 25 milioni di euro. Joey Saputo non li verserà subito, ma li ha impegnati per il prossimo anno e mezzo. Dall’Atalanta arrivano l’attaccante Musa Barrow e il centrale difensivo Roger Ibanez, entrambi classe ’98: la formula prevede un prestito con obbligo di riscatto per un totale di oltre 20 milioni di euro già preventivati. Il terzo innesto è invece Emanuel Vignato, 19enne ala d’attacco proveniente dal Chievo; trattasi di uno dei talenti più in vista nel panorama nazionale (e non solo), del resto al netto della giovanissima età ha archiviato il girone d’andata in Serie B con 15 presenze e 3 reti. Per bruciare la concorrenza, Bigon e Sabatini verseranno una cifra compresa tra i 2.5 e i 3 milioni nelle casse dei veneti, intenzionati a monetizzare al massimo la sua cessione per non correre il rischio di perderlo a zero a giugno (il ragazzo era in scadenza di contratto).

Nei piani di Mihajlovic, Vignato andrà a riempire la casella di vice Sansone, che un vero e proprio alter ego in rosa non l’ha per ora avuto. Ibanez e soprattutto Barrow vengono con prospettive sulla carta molto diverse. Sullo stopper brasiliano di origini uruguaiane Sinisa ha spinto parecchio, perché di almeno un rinforzo dietro il Bologna ha dimostrato di aver bisogno. Denswil da centrale non ha convinto, Bani è riuscito a ritagliarsi spazio come supplente ma per alzare l’asticella serve altro: ed ecco che Ibanez, fin qui estraneo alle rotazioni di Gasperini, può diventare una sorta di nuovo Lyanco per il Bologna. Classico difensore moderno, strutturato fisicamente e molto dotato a livello tecnico, ha buone possibilità di affacciarsi in breve tempo tra i titolari. Discorso simile per Barrow, la star del trio di nuovi acquisti. L’attaccante gambiano aggiunge estro ed imprevedibilità ad una prima linea che Mihajlovic vuole più leggera e duttile rispetto al recente passato. Il punto è noto, il tecnico serbo non è un fan del centravanti da area di rigore; preferisce un riferimento offensivo mobile e capace di dialogare con il resto della squadra. Ecco perchè due pivot erano troppi per questo Bologna. Uscito Destro, Mihajlovic ha messo nel mirino Barrow, che dopo aver stupito tutti gli addetti ai lavori nell’anno dell’esordio con l’Atalanta (2017/2018, 12 apparizioni e tre reti) negli ultimi mesi ha patito parecchio l’incontenibile ascesa di Duvan Zapata. A Bologna cerca un minutaggio da subito più consistente e -perché no- quella consacrazione nel grande calcio che a Bergamo stava ormai diventando una chimera. Per caratteristiche può rappresentare un’alternativa a Palacio ma anche affiancarsi allo stesso Trenza o a Santander in un attacco più pesante. Una cosa è certa: non vuole perdere tempo. Come Sinisa. Come il Bologna.