CALCIO – Bologna a mezzo servizio, Palacio lo salva nel finale: 1-1 con l’Udinese

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nella foto, Rodrigo Palacio sfida Larsen e Troost-Ekong: proprio il guizzo decisivo del Trenza in pieno recupero ha evitato al Bologna la seconda sconfitta consecutiva al Dall'Ara

Il punto del cuore.

Rodrigo Palacio acciuffa il pareggio in pieno recupero, al Bologna più malconcio che si ricordi va benissimo così. Beffa nel finale per l’Udinese, che pregustava ormai il ritorno alla vittoria dopo oltre un mese di carestia e deve invece rinviare ancora una volta l’appuntamento. Non che i friulani abbiano entusiasmato, al Dall’Ara. La partita è povera di contenuti su entrambe le sponde, del resto si affrontano due squadre che non scoppiano certo di salute: Mihajlovic ha a disposizione undici giocatori contati e una panchina zeppa di ragazzini della Primavera, mentre Gotti (ex vice di Donadoni sotto le due Torri) viene da due pareggi raccolti nelle ultime cinque e prova a ribaltare l’inerzia. Il solito Okaka, bestia nera stagionale dei rossoblù, bissa il goal dell’andata schiacciando in rete di testa il cross da fermo di De Paul; l’Udinese si illude ma non ha fatto i conti con il carattere del Bologna, che anche da un pomeriggio poco propizio riesce a spremere un punticino balsamico per classifica e soprattutto morale. Merito dell’eterno Palacio e del suo graffio a pochi minuti dal fischio finale.

Enormi difficoltà di formazione per Sinisa, costretto da infortuni e squalifiche a rinunciare a dieci giocatori. L’assente dell’ultim’ora è Skorupski, fermato dall’influenza: tra i pali tocca a Da Costa, all’esordio in campionato. Schieramento praticamente obbligato, con Skov Olsen trequartista dietro Palacio e Dominguez titolare al fianco di Poli. L’Udinese cerca di allungare la serie positiva contro i rossoblù (tre vittorie di fila tra Serie A e Coppa Italia) e propone Lasagna come spalla di Okaka, con De Paul e Fofana incursori di centrocampo. Succede davvero poco nella prima mezz’ora, dominata da equilibrio ed errori tecnici grossolani. Il Bologna è lento di testa e non riesce a dare velocità alla sua manovra, l’Udinese fa una gran fatica nell’ultimo passaggio. A spezzare la noia provvede allora la capocciata di Okaka, dimenticato dal duo Bani-Mbaye in piena area. I rossoblù non si scuotono, Orsolini sembra in giornata storta come sabato scorso contro il Genoa; ci provano Barrow e un deludente Skov Olsen, ma Musso deve solo monitorare la situazione. A fine primo tempo Mihajlovic si dirige scuro in volto verso gli spogliatoi: matassa complicata da sbrogliare per i suoi ragazzi.

La panchina non offre granché per tentare uno scossone, ma poco prima dell’ora di gioco il tecnico serbo decide comunque di bocciare Skov Olsen e di concedere l’esordio assoluto al baby Baldursson, fresco diciottenne. Mossa felice, il talentino islandese entra bene in partita: tocchi giusti e grande attenzione in fase di non possesso. Dalle parti di Musso il Bologna continua però a farsi notare poco, mentre l’Udinese in contropiede potrebbe colpire con lo specialista Lasagna: fondamentale la chiusura di Mbaye sul tap-in dell’attaccante bianconero. E quando Orsolini, innescato dall’unica giocata sopra le righe di Dominguez, non trova la porta con il sinistro da ottima posizione ecco che sul Dall’Ara si diffonde la sensazione che il Bologna non sia riuscito a salire sul treno che conduce al pareggio. E che tutto sia ormai perduto, di conseguenza. Ma a dare per morti in anticipo i rossoblù si rischia sempre lo scherzetto. Come già era accaduto in casa contro Parma e Fiorentina, ad un soffio dalla fine Danilo e compagni riprendono per i capelli la partita. L’uomo copertina stavolta è Palacio, abile nel fiutare la chance su quel pallone buttato dentro l’area da Tomiyasu e solo sfiorato dalla tentata rovesciata di Orsolini. El Trenza raccoglie l’invito a due passi dalla porta e fa secco il connazionale Musso. Un goal fortemente voluto dal campione argentino, dopo due mesi di digiuno conditi da qualche errore di troppo. Più che altro, un goal pesantissimo. Per quanto debilitato e tormentato dalle assenze, il Bologna c’è e batte un colpo.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (4-2-3-1)

Da Costa 6: in campo a sorpresa, per via dei malanni di Skorupski. L’inzuccata di Okaka gli rovina il debutto stagionale in Serie A. Poche sollecitazioni, i dettagli dicono che può ancora dire la sua. PATRIARCA

Tomiyasu 6.5: in evidenza al netto del bonus, poi c’è l’assist per l’1-1 che inevitabilmente assicura quel tocco di sapore in più alla prestazione. SPEZIATO

Danilo 6: affronta un bel pezzo del suo passato, a Udine ha fatto la storia. Una piccola incertezza all’interno di 90′ ordinati, conosce bene Lasagna ed evita con cura che lo scontro si sposti sul piano atletico. PREVIDENTE

Bani 6: affronta Okaka a sprangate: come da copione un po’ le dà e un po’ le prende. Esce tutto sommato bene da questo duello per nostalgici, anche se in occasione del goal friulano un’ombra si allunga sul suo operato. Prima e dopo, convince. ERCULEO

Mbaye 5.5: responsabile numero uno sul vantaggio di Okaka, è lui che perde contatto sul più bello dal bisonte bianconero. Parziale riscatto con la diagonale da manuale che chiude la porta in faccia a Lasagna: sarebbe stato 0-2. Da qui a promuoverlo, tuttavia, ce ne passa. GRACILE

Poli 6: circondato da giocolieri poco inclini alla battaglia, gli tocca razione doppia di fatica e sudore. Non bello da vedere, ma tremendamente utile. MARATONETA

(dall’82’ Juwara s.v.)

Dominguez 5.5: falcata tutt’altro che indimenticabile e autonomia ridotta, a lungo De Paul e Mandragora lo portano a spasso. Cresce nel finale, l’assist non sfruttato da Orsolini denota classe. Ma per fare la differenza a questi livelli serve più continuità. ACCESSORIO

Orsolini 5: punta sempre l’uomo, non riesce mai a saltare né Sema né il successore Zeegelaar. E il tiro spedito fuori con il piede prediletto da posizione propizia è un goal sbagliato, senza dubbio. In calo. LANGUIDO

Skov Olsen 5: fuori ruolo, in confusione, un rasoterra fuori di poco come unico segno di vita. Non ci siamo. Si gioca male una grande occasione. Basti pensare che dopo un’ora Sinisa lo toglie per mettere un diciottenne all’esordio assoluto. SPETTRO

(dal 59′ Baldursson 6.5: classe 2002, ma non si vede. Impatto positivo, nessuna traccia di ansie e paure. La stazza c’è, il piede sembra più che discreto: insomma, ha tutto per fare strada. ATTRAENTE)

Barrow 5.5: prova intermittente, alterna fiammate improvvise a lunghi tratti anonimi. Al di sotto dello standard abituale, comunque. VELATO

Palacio 6.5: cancella un’insufficienza netta con il tocco di rapina che dà un senso al pomeriggio del Bologna. Sale a quota 6, primo centro nel girone di ritorno. Decisivo anche senza brillare, rinasce dalle proprie ceneri dopo un periodo di scarso feeling con la porta. FENICE

all.Mihajlovic 6.5: non ha scelta: undici reduci in campo e mezza Primavera in panchina. Ma il carattere e la tempra del suo Bologna sono più forti di qualunque avversità. Alla luce delle condizioni proibitive in cui è maturato, questo pareggio profuma di vittoria. GAGLIARDO

 

UDINESE (3-5-2, dall’81’ 5-4-1)

Musso 6; Becao 6, Troost-Ekong 5.5, Nuytinck 6.5; Larsen 5.5, De Paul 6, Mandragora 7, Fofana 5 (63′ Walace 6), Sema 6 (37′ Zeegelaar 6.5); Okaka 7, Lasagna 5.5 (81′ Jajalo s.v.).  all.: Gotti 6

 

BOLOGNA-UDINESE 1-1 (33′ Okaka, 90+2′ Palacio)