CALCIO – Bologna, adesso si fa dura: Pussetto regala i tre punti all’Udinese

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Una mazzata tremenda.

Il Bologna perde l’ennesimo scontro diretto della sua disastrata stagione alla Dacia Arena di Udine, ora la strada verso la salvezza diventa impervia. Decide un’inzuccata di Pussetto su cross di Larsen a 10′ dalla fine, palla all’angolino e tanti saluti ai sogni di rimonta dei ragazzi di Mihajlovic, che avevano saputo rimettere insieme i cocci di un pomeriggio nato sotto pessimi auspici. Nel primo tempo infatti lo stesso Pussetto (già in goal all’andata) si era guadagnato con furbizia il rigore poi trasformato da De Paul sfruttando una grave amnesia di Poli, ma in seguito il tap in da due passi di Palacio aveva cancellato l’episodio avverso. E invece, sotto gli occhi dei tremila tifosi rossoblù al seguito, il Bologna stecca un appuntamento cruciale e piomba a -4 dalla quartultima. Un passo falso sanguinoso per le ambizioni di Mihajlovic, obbligato a battere il Cagliari domenica prossima al Dall’Ara per rinfocolare le speranze di sopravvivenza.

Una sola novità nel Bologna rispetto alle previsioni della vigilia: Orsolini la spunta a sorpresa su Sansone in attacco, dove si registra l’annunciato rientro di Palacio. In difesa torna Lyanco al fianco del grande ex Danilo (7 anni ad Udine, di cui un paio da capitano), mentre a centrocampo -complice la squalifica di Pulgar- Dzemaili vince il ballottaggio con Nagy e si riprende il posto da titolare a oltre due mesi di distanza dall’ultima volta. Solito 3-5-2 per l’Udinese, con Nicola che dà fiducia all’ex di turno De Maio nel terzetto arretrato e propone Pussetto al fianco di Okaka in avanti. Da tenere d’occhio la posizione di De Paul, che parte sulla linea mediana con ampie licenze offensive. Approccio feroce da parte del Bologna, spinti dal proprio popolo i rossoblù ringhiano su tutti i palloni e sfiorano l’immediato vantaggio. Punizione di Santander, respinge la barriera e ci prova ancora el Ropero dal limite: Musso si distende e para, sul pallone vagante si fionda Mbaye che da posizione propizia centra il palo. Minuto 13, doveroso stop alle ostilità: è il momento di ricordare Davide Astori, scomparso un anno fa proprio mentre era in ritiro ad Udine con la Fiorentina; tutta la Dacia Arena applaude commossa, dimenticando per un attimo le faccende di campo. L’illusoria partenza a razzo del Bologna viene cancellata dall’ingenuità clamorosa di Poli, che cincischia troppo in disimpegno nei pressi dell’area, si fa soffiare il pallone da Pussetto e istintivamente lo stende all’interno della stessa. Dal dischetto De Paul spiazza Skorupski. Metaforico cazzotto in faccia per i rossoblù, che hanno tuttavia il merito di incassare il colpo e di restare in partita come se niente fosse. Dalle parti di Musso ora va in scena un assedio in piena regola, l’Udinese non mette più il naso oltre il centrocampo e solo un intervento provvidenziale di Troost-Ekong salva il vantaggio friulano sul tiro a botta sicura di Santander. Il pareggio rimane nell’aria, a concretizzare provvede Palacio: azione avviata da Dzemaili, Orsolini sfrutta il pisolino di Zeegelaar per servire sui nobili piedi di don Rodrigo un comodo pallone da spingere nella porta sguarnita. Si chiude così un primo tempo intenso e vibrante, con un 1-1 che sta parecchio stretto a Lyanco e compagni.

Meglio l’Udinese in apertura di ripresa, Pussetto sfrutta la sponda di Okaka e si presenta a tu per tu con Skorupski: intervento tempestivo del portiere polacco sul tentativo d’esterno dell’attaccante bianconero. Sul fronte opposto si mette in mostra Orsolini, che crea grossi problemi a Zeegelaar; dal suo sinistro parte l’ennesimo pericolo per Musso, che devia in angolo con tuffo plastico. La prima mossa di Mihajlovic è Donsah, dentro per Poli. Nicola aggiunge esperienza al centrocampo con l’innesto di Sandro e si prepara a giocare la carta Lasagna al posto di Pussetto, ma proprio a ridosso del cambio il talento argentino legge alla perfezione l’invito di Larsen, ruba il tempo a Lyanco e di testa trafigge Skorupski. E’ l’episodio decisivo. Sotto i piedi del Bologna si spalancano le porte degli inferi.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (4-2-3-1)

Skorupski 6: due reti al passivo e qualche lettura un po’ superficiale, ma tiene in piedi la baracca su Pussetto in avvio di ripresa. Per poco, ahilui. PUNK

Mbaye 5.5: il palo gli nega subito il goal, la sua partita però scivola via in un crescendo di sofferenza. Molto prudente in fascia: forse troppo. FRENATO

Danilo 6: primo ritorno da ospite in quella che è stata a lungo casa sua, ignora i fischi del suo ex pubblico e accetta lo scontro fisico con Okaka. Si aggrappa al mestiere nelle fasi più calde. IMPASSIBILE

Lyanco 5: in coda ad una gara ordinaria perde di vista Pussetto nell’occasione clou. Eccede spesso in frivolezze, peccato capitale per uno che di mestiere fa il difensore. Netto passo indietro dopo l’esordio promettente a San Siro. EVASORE

Dijks 6: un paio di sgroppate alla Maicon, senza paura di sconfinare nel blasfemo. Cala nel finale, si innervosisce e becca un giallo ingenuo. BRIGANTE

Dzemaili 6: riciclato davanti alla difesa per l’assenza di Pulgar, si disimpegna a modo suo. Non avrà il tocco fluido del regista ma si fa sentire con e senza palla, dando tra l’altro il via all’azione del pareggio. Una delle note più liete. ECLETTICO

(dal 76′ Nagy 5.5: partita maschia e ruvida, zeppa di duelli fisici: fatica ad ambientarsi in un contesto del genere. CALIMERO)

Poli 4.5: impugna la spada e guida i suoi all’assalto, ma all’improvviso viene accecato da un raptus di guardiolismo e regala il rigore all’Udinese. E’ il secondo omaggio del genere, dopo quello non sfruttato da Icardi a San Siro. Errore che pesa, inutile girarci attorno. FUNESTO

(dal 66′ Donsah 5.5: gode di un buon minutaggio dopo l’assaggio di domenica scorsa, ma il ruolo di mediano puro in un centrocampo a due non gli si addice molto. Trovargli una collocazione sarà un’impresa. RIBELLE)

Orsolini 6.5: sforna l’assist per Palacio ed esibisce il solito sinistro velenoso. A tratti indossa perfino i panni del trascinatore tecnico e morale. In crescita. CREATIVO

Soriano 5: è presto detto: non entra mai in partita. Punto e a capo. TURISTA

(dall’81’ Sansone s.v.)

Palacio 6.5: più periferico del solito, eppure trova lo stesso il modo di incidere: la zampata puntuale su cross di Orsolini vale il momentaneo 1-1. In barba a presunti progetti e proclami, il Bologna continua a dipendere da questo eterno ragazzo di 37 anni. PANTERA

Santander 6: un maestro se c’è da fare vita operaia, davvero nulla da dire in termini di impegno e dedizione. E’ vero che con il goal ultimamente non ha un gran rapporto (una rete negli ultimi due mesi), ma se trovasse anche la porta con continuità non giocherebbe nel Bologna. POPOLANO

all.Mihajlovic 5.5: perde una gara che avrebbe potuto vincere e dovuto perlomeno pareggiare. Buono l’approccio, così così l’interpretazione: dai cambi -per esempio- ottiene poco o nulla. Brusco stop, la partita n°250 da allenatore in Serie A si rivela un boccone difficile da digerire. DEBILITATO

 

UDINESE (3-5-2)

Musso 6; De Maio 6, Troost-Ekong 6.5, Nuytinck 6.5; Ter Avest 5.5 (76′ Sandro 6), Larsen 7, Mandragora 5.5, De Paul 6.5, Zeegelaar 5; Pussetto 7.5 (88′ Lasagna s.v.), Okaka 6 (90′ Teodorczyk s.v.). All.: Nicola 6.5

 

UDINESE-BOLOGNA 2-1 (25′ De Paul rig., 39′ Palacio; 79′ Pussetto)