CALCIO – Bologna, che meraviglia! Mbaye e Sansone affondano la Lazio

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nella foto, Ibrahima Mbaye esulta con Nicola Sansone: la splendida vittoria sulla Lazio porta le loro firme

Brilla a più non posso la vetrina rossoblù.

Il Bologna si regala un pomeriggio di gloria, battendo la Lazio al Dall’Ara dopo dieci anni con un netto 2-0. Sono i punti più belli, quelli che non t’aspetti: ne arrivano addirittura tre e i rossoblù in questo tipo di partite avevano perso da tempo l’abitudine alle abbuffate. Gongola il grande ex Sinisa Mihajlovic, che regala una delusione al vecchio amore della sua prima vita calcistica con una prova d’autore, maiuscola e autorevole. Frenata decisa per la Lazio in ottica rincorsa al quarto posto che significa Champions League, ma i meriti rossoblù occultano decisamente i demeriti della truppa di Inzaghi. Le magnifiche azioni esibite in occasione dei due goal (apre Mbaye, chiude Sansone) non bastano, però aiutano a rendere l’idea. Al risultato Danilo e compagni affiancano il peso di una grande prestazione.

Già privo dell’infortunato Tomiyasu, Mihajlovic risparmia anche Dijks e presenta una coppia di terzini nuova di zecca: l’ex De Silvestri a destra, il redivivo Mbaye a sinistra. Spicca anche la rinuncia a Schouten, Svanberg e Dominguez fanno il bis dopo Reggio Emilia mentre Orsolini vince il duello con Skov Olsen. Lazio invece di fatto in formazione tipo, evidente la volontà di Simone Inzaghi di dimenticare la scoppola col Bayern affidandosi ai fedelissimi. Milinkovic-Savic e Luis Alberto affiancano Leiva, davanti il partner di bomber Immobile è Correa. La punizione telecomandata di Milinkovic apre le danze all’insegna della qualità: palla che accarezza l’incrocio ed esce di pochissimo, a Skorupski battuto. Il Bologna non demorde ed evita con cura di esibire timore reverenziale, la staffilata fuori di poco di Svanberg è il manifesto di questo atteggiamento. Poco oltre il quarto d’ora, ecco la potenziale svolta. Sciocco sgambetto di Dominguez ai danni di un Correa già raddoppiato dai difensori all’ingresso di destra dell’area di rigore, il sig.Giacomelli concede il rigore senza indugio. Sul dischetto si presenta Immobile, ma Skorupski lo ipnotizza bloccando addirittura a terra; secondo penalty consecutivo parato per il portiere polacco, che un mese fa aveva detto di no ad un altro mostro sacro come Ibrahimovic. Ricordate quella vecchia legge non scritta del calcio? Goal sbagliato, goal subito. L’ennesima dimostrazione della sua fondatezza arriva sul ribaltamento di fronte, con la bella azione alla mano della banda di Sinisa che libera al tiro Orsolini: Reina respinge come può, sul pallone vagante si fionda come un falco Mbaye per il vantaggio rossoblù. Il match resta aperto ma l’inerzia sembra premiare ora il Bologna con il suo calcio tutto pressing e sfrontatezza. Barrow costringe Reina alla gran parata con un bel tiro da fuori area, poi non riesce ad immettere potenza sul tentativo di prima intenzione dopo sponda del solito Soriano. La Lazio si perde in un bicchier d’acqua in contropiede con Correa, per il resto non è che combini granché.

All’intervallo Inzaghi è obbligato a sostituire l’acciaccato Lazzari, in campo va Lulic con conseguente trasloco di Marusic a destra. Preme ora la Lazio alla ricerca del pareggio, il Bologna accetta la sfuriata biancoceleste e prova a colpire quando trova il modo di ripartire: vedi iniziativa solitaria di Svanberg con palla di poco a lato. Minuto 64, il luna park rossoblù offre ancora spettacolo. Orsolini combina con Soriano, che serve a sua volta Barrow in verticale; cross perfetto del gambiano e girata vincente al volo di Sansone a centro area. Applausi a scena aperta, roba da stropicciarsi gli occhi. E il raddoppio è servito. Inzaghi vara il tutto per tutto con una rivoluzione in piena regola per il gran finale. Dentro Cataldi, Pereira e Muriqi; oltre a Leiva e a Patric, fuori anche un bomber Immobile con le polveri bagnate: una notizia nella notizia. La resistenza del Bologna prosegue senza particolare sofferenza, anzi i ragazzi di Sinisa rispondono con tecnica e coraggio in disimpegno alla pressione della Lazio. Poli e Schouten formano la nuova diga lì in mezzo, con l’aggiunta di Skov Olsen per Orsolini. Mihajlovic organizza così il quarto d’ora finale, in cui i ripetuti assalti laziali portano in dote un bilancio comunque insufficiente. Skorupski compie un autentico miracolo per evitare l’autogoal di Soriano sugli sviluppi di un corner, poi si distende per negare la rete della speranza al neo entrato Caicedo nel finale. I tre punti restano al sicuro, il Bologna esulta per aver strappato questo scalpo eccellente. E’ il primo, piacevolissimo fuori programma di stagione. Mihajlovic proverà ad aggiungerne altri, poco ma sicuro.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (4-2-3-1)

Skorupski 8: ci ha preso gusto: dopo Ibra, ferma anche Immobile dagli undici metri. Crescente fama di specialista sui rigori. A dir poco decisivo, si ripete nel finale con una parata da urlo in mischia. COOL

De Silvestri 6.5: ritrova la titolarità contro la squadra che lo ha visto nascere calcisticamente. Tenuta apprezzabile, nessuna traccia di ruggine. Gamba, fisico e saggezza. NERBORUTO

Danilo 6.5: subito ammonito: era in diffida, niente Cagliari. Il giallo non lo turba affatto, ribatte opponendo tempismo e solidità. VALOROSO

Soumaoro 7: insuperabile nel gioco aereo, muro granitico in copertura. Giù il cappello, signori: una partitona! E non è la prima volta. DELUXE

Mbaye 7: non giocava da un sacco di tempo, rimette piede in campo e si traveste subito da eroe: al posto giusto nel momento giusto per la zampata del vantaggio rossoblù. Premio alla caparbietà. SPARVIERO

Dominguez 5.5: rischia di macchiare la partita con quel calcetto a Correa in area: ingenuo ed insensato, rigore sacrosanto. La riabilitazione è lunga e faticosa, lui perlomeno mostra buona volontà. Consiglio spassionato: una cena offerta a Skorupski è il minimo. MUTILATO

(dal 74′ Schouten 6: venti minuti di attenzione e filtro, senza picchi. TURNISTA)

Svanberg 6.5: interpretazione molto positiva, ha la faccia giusta per esaltarsi nelle due fasi: chiude, rattoppa e va pure al tiro in più di una circostanza. Gli manca solo un pizzico di precisione. SPIGLIATO

(dal 74′ Poli 6: s’incolla a Milinkovic, diventando la sua ombra nel finale. Mossa che paga. ADESIVO)

Orsolini 7: spina sempre attaccata, una volta tanto brilla anche per continuità. E non fa mancare un contributo tangibile nei momenti clou: c’è la sua impronta tanto sul primo quanto sul secondo goal. SCOPPIETTANTE

(dal 74′ Skov Olsen 6: poche occasioni per accendere la fantasia, bada al sodo. COSTRUTTIVO)

Soriano 7.5: giocatore totale, che sarebbe ingiusto ingabbiare in una sola casella: per Sinisa è spada e fioretto, manovale e filosofo. Il suo valore e il suo peso in questa squadra sono incalcolabili, si conferma leader. E l’Europeo con la Nazionale si avvicina. FUORISERIE

Sansone 8: cesella una gran partita a tutto tondo con la gemma del 2-0: cannonata al volo su assist di Barrow e tre punti al sicuro. Giocatore rinato dopo i mille problemi del girone d’andata, mette tecnica e intelligenza in ogni frangente. NABABBO

(dal 78′ Vignato s.v.)

Barrow 7: non segna, ma impegna Reina e innesca la prodezza di Sansone con un assist da manuale. Sta imparando l’arte del centravanti, a modo suo: privilegiando la tecnica ed evitando di dare riferimenti all’avversario. SGUSCIANTE

(dall’83’ Palacio s.v.)

all.Mihajlovic 7.5: approfitta degli impacci post Champions della sua cara Lazio per infilzarla senza pietà e incastona una vittoria d’autore nella cornice del campionato. Punti pesantissimi, prestazione sontuosa. Meglio di così, è quasi impossibile. POETICO

 

LAZIO (3-5-2, dal 65′ 4-3-3, dal 76′ 4-2-4)

Reina 6; Patric 5 (65′ A.Pereira 5.5), Hoedt 5, Acerbi 6; Lazzari 5.5 (46′ Lulic 5.5), Milinkovic-Savic 6.5, Leiva 5 (65′ Cataldi 6), Luis Alberto 5.5 (76′ Caicedo 6), Marusic 5; Immobile 4 (65′ Muriqi 5.5), Correa 5.  all.: S.Inzaghi 5

 

BOLOGNA-LAZIO 2-0 (19′ Mbaye; 64′ Sansone)