CALCIO – Bologna, che spettacolo! Barrow fa il fenomeno e firma il sacco di Roma

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nella foto, l'esultanza incontenibile di Riccardo Orsolini e Musa Barrow, cannonieri rossoblù nella magica notte dell'Olimpico (Getty Images)

Gioventù al potere.

Due a tre, come l’ultima volta. Emozioni a raffica, come quella volta. Orsolini si traveste da Diamanti, Barrow s’improvvisa Gilardino. E otto anni dopo il Bologna sbanca Roma grazie alla miglior prestazione dell’anno. Letteralmente magnifici, i ragazzini terribili di Sinisa. I giallorossi di Fonseca, reduci dalla batosta di Reggio Emilia, escono triturati da un’ora abbondante di lezione tecnico-tattica condotta dai moschettieri rossoblù. Il Bologna fila via che è un piacere, srotola i suoi concetti di gioco arditi sul prato dell’Olimpico e piazza in vetrina la doppietta di un incontenibile Musa Barrow. Destro a giro all’incrocio più stoccata all’angolino dopo dribbling ronaldiano ai danni di Mancini: l’attaccante gambiano si prende la scena e dà la spinta decisiva ai compagni, capaci di arrampicarsi per una notte fino al sesto posto solitario grazie alla terza vittoria consecutiva. Sarebbe Europa League, sì.

Una sola novità rispetto alle previsioni della vigilia per Mihajlovic, presente in panchina nella “sua” Roma dopo le dimissioni dall’ospedale S.Orsola giunte proprio in mattinata: è Svanberg (e non Dominguez) ad affiancare Schouten a centrocampo. Per il resto, largo all’undici annunciato: Tomiyasu rientra a destra in difesa, davanti prima volta dall’inizio per Musa Barrow. Confermatissimo con tanto di fascia di capitano al braccio Palacio, anche perché di alternative non se ne vedono. Con Santander e Sansone fermati da problemi muscolari, Skov Olsen rappresenta l’unica opzione dalla panchina per l’attacco oltre al baby Juwara. Nella Roma, Fonseca ripropone Kolarov a sinistra e dà fiducia a Mkhitaryan sulla trequarti al posto dello squalificato Pellegrini. Dzeko è il solito totem offensivo, ai suoi lati sfrecciano Under e Perotti. Pronti via, è subito gran Bologna. Pressing alto e coraggio da vendere sono le armi affilate dei rossoblù, Barrow e Orsolini riescono fin dalle prime battute a creare la superiorità sugli esterni. Roma in palese difficoltà, la zampata di Orsolini su invito succulento di Barrow porta avanti il Bologna: Smalling si addormenta in area, il n°7 irrompe di gran carriera e fredda Pau Lopez col piattone. Manca la reazione giallorossa, Svanberg accarezza il raddoppio con un tiro da posizione invitante: traversa sfiorata, Fonseca sospira. A rimettere in corsa la Roma provvede allora un incidente tecnico di Denswil, che con un tocco sporco devia nella propria porta il cross da sinistra dello stantuffo Kolarov. Primo tempo di rara bellezza, per contare le occasioni serve il pallottoliere. Il Bologna sente puzza di bruciato dopo 20′ splendidi, ecco che provvede Barrow a ripristinare la giustizia del campo: l’ex Atalanta riceve da Denswil sulla mattonella preferita e calcia a giro sul secondo palo. Pallone sotto l’incrocio, grazie anche alla deviazione di Santon: il controsorpasso rossoblù è servito. E Svanberg avrebbe ancora a disposizione una chance potenzialmente mortifera, ma lo svedese apre troppo con il destro. Lo show rossoblù prosegue comunque come se nulla fosse, in contropiede Barrow e compagni si scatenano sotto la sapiente direzione di un sontuoso Schouten. Proprio il metronomo olandese innesca Soriano, che libera al tiro Palacio: rasoterra insidioso sul primo palo, Pau Lopez respinge. L’unico goal di scarto all’intervallo alimenta insomma più di un rimpianto in casa Bologna. All’Olimpico, contro la Roma: mica poco.

La sinfonia dei ragazzi di Sinisa non concede pause, il quarto d’ora di sosta è null’altro che un inutile dettaglio. Il gioco riprende e Barrow s’illumina d’immenso. Il puntero gambiano parte in campo aperto, entra in area, salta secco Mancini con una finta da campione e deposita all’angolino con nonchalance. Goal davvero da copertina: e trattasi del terzo in quattro presenze ufficiali, per un impatto a dir poco clamoroso sulla stagione rossoblù. Il Bologna mette le mani sulla partita, ma sul più bello la Roma rientra in corsa dalla porta di servizio. Affondo a destra del neo-entrato Bruno Peres, Mkhitaryan ruba il tempo a Danilo (notizia!) e infila sotto la traversa con una bella girata di testa. Bologna ora in difficoltà per la prima volta nel match, Skorupski dice di no al sinistro di Dzeko. Il rosso diretto sventolato dal sig.Guida in faccia a Cristante per via di un’entrataccia ai danni di Orsolini riporta l’inerzia a favore dei rossoblù, anche perché Fonseca -che aveva appena tolto Veretout per sbilanciarsi con Kalinic- si trova di colpo senza centrocampo. La Roma prova lo stesso ad acciuffare per i capelli il pareggio, ma Skorupski mura ancora Dzeko nel finale. E allora è tripudio sfrenato per il Bologna, che archivia la serata con un balletto di gruppo sotto al settore riservato ai tifosi al seguito. La notte romana si rivela dolcissima: una notte da Europa League. Utopia? No, beata realtà.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (4-2-3-1)

Skorupski 6.5: trafitto dal compagno Denswil, poi sveglio due volte su Dzeko. Contribuisce con un mattoncino all’impresa, sì. Goduria all’ennesima potenza, da ex. VENDICATIVO

Tomiyasu 7: maschera da terzino, in realtà è esterno aggiunto con piedi da buon regista. Sorgente pura di gioco, tiene la fascia con maestria al cospetto di un’istituzione quale è Kolarov. BESTIALE

Bani 6.5: non fa veder palla a Dzeko per un’ora: lo racconterà ai nipotini. Rischia grosso con una trattenuta in area cancellata da precedente fuorigioco, ma il suo autografo sul golpe non manca di certo. AGUZZINO

Danilo 6: perno della difesa con delega alla regia, nel primo tempo manda in porta Palacio. Colpe sul secondo goal giallorosso? Più meriti di Mkhitaryan, ad esser sinceri. REVERENDO

Denswil 5.5: quella goffa autorete resta una macchia impossibile da rimuovere, ma tra le pieghe del match conferma la crescita degli ultimi tempi. Insufficienza d’obbligo che non significa affatto bocciatura. SGARBATO

Schouten 7.5: ascesa costante, continua, impressionante. Dittatore del centrocampo, porta a spasso Veretout e Cristante. Dà ordine, assicura equilibrio, mostra strappi da campione pluridecorato in fase di possesso. Esame superato con lode. NABABBO

Svanberg 6.5: difettoso in zona goal, ma innesca Barrow in occasione del terzo centro. Gli inserimenti sono il suo pane, bene anche sul piano della quantità. Gli manca l’ultimo step, ecco. CORISTA

(dal 73′ Dominguez 6: dentro per gestire un finale improvvisamente scivoloso, tocca pochi palloni perché la mediana diventa una bolgia infernale senza capo né coda. Fa il suo, senza picchi. FUNZIONARIO)

Orsolini 7: toglie il tappo alla partita con il guizzo che vale il vantaggio iniziale: è il settimo sigillo di un campionato sopra le righe a livello realizzativo. Tiene fede alla fama di pericolo pubblico. SAETTA

(dall’83’ Skov Olsen s.v.)

Soriano 6.5: avvio felpato, in sordina. Entra in scena da protagonista alla distanza, a partire da quell’assist magistrale servito a Palacio. Più operaio del solito, lascia i riflettori ad altri. Ma il suo contributo si sente, eccome. COLLANTE

Barrow 8: guida la presa di Roma, sforna una doppietta da campione. Il primo goal ricorda parecchio la perla di Ferrara, nella finta che precede il secondo c’è qualcosa del Ronaldo brasiliano. Tre reti in quattro partite: impronta decisiva, marchio da fuoriclasse. FLAGELLO

(dall’86’ Juwara s.v.)

Palacio 7: partita di sostanza, mette a ferro e fuoco la linea difensiva giallorossa con le sue sgroppate con e senza palla. Non colpisce, ma sparge qualità nell’aria. FACOLTOSO

all.Mihajlovic 8: espugna Roma con merito, a lungo si vede il suo miglior Bologna. Terza vittoria di fila, 9 punti che spalancano nuovi orizzonti per il futuro rossoblù. Si addormenta addirittura in zona Europa, vetta innominabile fino ad un paio di settimane fa. Ha stravolto la mentalità di squadra, società e città. Oltre i meriti tecnici, al di là delle virtù morali. IMMENSO

 

ROMA (4-2-3-1)

Pau Lopez 6; Santon 5 (61′ Bruno Peres 6.5), Smalling 4, Mancini 4, Kolarov 5.5; Veretout 5 (79′ Kalinic s.v.), Cristante 4.5; Under 5 (57′ Carles Perez 6), Mkhitaryan 6.5, Perotti 6.5; Dzeko 5.5.  all.: Fonseca 5

 

ROMA-BOLOGNA 2-3 (16′ Orsolini, 22′ autogoal Denswil, 26′ Barrow; 51′ Barrow, 72′ Mkhitaryan)