CALCIO – Bologna, ciao ciao Coppa Italia: agli ottavi va lo Spezia

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nella foto, un deluso Sinisa Mihajlovic: il suo Bologna è stato eliminato in Coppa Italia dallo Spezia dopo i tempi supplementari (Getty Images)

La solita figuraccia, un feeling che non scatta.

Il Bologna e la Coppa Italia, due rette parallele destinate a non incrociarsi mai. Al Dall’Ara vince lo Spezia ai tempi supplementari, approfittando della conclamata friabilità difensiva degli uomini di Mihajlovic: agli ottavi i liguri troveranno la Roma. Ennesima eliminazione precoce per i rossoblù, che da quel mitologico quarto di finale disputato e perso in maniera rocambolesca a San Siro contro l’Inter nell’ormai lontanissimo 2013 hanno incassato solo delusioni nella coppa nazionale.

Meno turnover del previsto in casa rossoblù, Sinisa tiene parecchio alla qualificazione e conferma più di metà della formazione sulla carta titolare. Tra i pali va il vice Da Costa, in difesa turno di riposo per Danilo e test importante per il jolly Medel al fianco di Tomiyasu mentre a centrocampo si rivede Dominguez al posto di Schouten. Chance per Vignato nel pacchetto offensivo, a rifiatare è Rodrigo Palacio. Decisamente più rinnovato lo Spezia, che Italiano disegna comunque con il consueto 4-3-3. In mezzo la regia tocca ad Agoumé, classe 2002 in prestito dall’Inter; riposano le due schegge offensive Gyasi e Nzola, in avanti spazio a Piccoli dal 1′ con Agudelo e Acampora a supporto. Panchina per gli ex Mattiello e Terzi, quest’ultimo grande protagonista nel quadriennio 2005-2009 con il picco della promozione in Serie A nel 2008 con Arrigoni: un Bologna d’altri tempi, decisamente. Avvio shock per i rossoblù, all’insegna dell’ormai solito e cronico goal subito. Acampora verticalizza per Piccoli, che s’infila tra Medel e Tomiyasu e batte Da Costa con un gran sinistro da posizione defilata. Serata subito in salita per i rossoblù, fortuna che a sistemare le cose provvede in men che non si dica Musa Barrow. Il talento gambiano, centravanti per l’occasione, riceve da Vignato e a tu per tu con Krapikas non sbaglia: piattone angolato e 1-1. Partita aperta, come da copione tra due squadre appaiate in classifica in campionato, votate ad un calcio di qualità e non proprio impermeabili in fase difensiva. Proprio quando il pareggio all’intervallo sembra dietro l’angolo, dagli ultimi scampoli di primo tempo sgorga l’azione da manuale delle star offensive di Mihajlovic: Barrow lavora un bel pallone sulla trequarti e premia l’inserimento di Soriano, bravo a sua volta a servire Orsolini a rimorchio nel cuore dell’area; esecuzione perfetta con il piede meno educato (il destro) da parte del n°7, protagonista della rimonta come domenica scorsa a Genova contro la Sampdoria.

Ad inaugurare la ripresa è un’occasionissima in campo aperto per Barrow, ma l’ex Atalanta stavolta si fa ipnotizzare da Krapikas e non riesce a mettere in ghiaccio il passaggio del turno. Lo Spezia resta in partita, Italiano prova il doppio cambio rivoluzionando la corsia di destra: fuori Sala e Acampora, in campo Mattiello e Farias. Mossa fortunata e vincente, proprio il neoentrato attaccante brasiliano al primo pallone buono offerto da Piccoli salta secco un rivedibile Denswil e fulmina il connazionale Da Costa. Tutto da rifare per Mihajlovic, che butta nella mischia Poli e Sansone (out Svanberg e Vignato). Il trampolino di lancio rossoblù è ancora una volta Soriano, vero faro a tutto campo: imbucata geniale per Barrow, fermato dall’uscita provvidenziale di Krapikas. Palacio è l’ultima carta di Sinisa per il gran finale, esce Nico Dominguez: altra prova in chiaroscuro per il mediano argentino, che proprio non riesce a sbocciare. Anche l’intuizione di Mihajlovic potrebbe pagare, poiché ad un soffio dal 90′ la fuga solitaria del Trenza originata da una punizione veloce di Poli sorprende lo Spezia e costringe Krapikas al fallo: siamo in area, è rigore. Dal dischetto va Barrow, Krapikas consacra la sua serata di grazia salvando il 2-2. A tempo scaduto il pallone della qualificazione capita allora sul sinistro di Piccoli, implacabile a inizio gara: il punterone spezzino riceve da Farias ma spara sopra la traversa.

La più atroce delle beffe è dunque solo sfiorata, a questo punto i supplementari rappresentano la svolta obbligata. Nella prima parte, ennesimo ribaltone: Farias si conferma sorgente pura di qualità e mette a nudo gli imbarazzi della retroguardia del Bologna con l’assist per la percussione di Maggiore, spietato davanti a Da Costa. Mihajlovic, sconsolato, sprofonda nella poltrona della sua panchina. Continua la maledizione di Barrow davanti a Krapikas: innescato dal solito Soriano, il n°99 beneficia di una sorta di rigore in movimento ma si fa murare dall’intervento di Chabot. E’ allora Orsolini a trovare la zampata giusta, ma il fuorigioco vanifica tutto. Con il Bologna ormai sbilanciato, lo Spezia ha gioco facile nel chiudere i conti: Maggiore prende la mira e sigla la doppietta personale con un destro morbido che va a morire nell’angolo alto. Assieme ai sogni di gloria del Bologna.

 

Di seguito, tabellino e pagelle della gara.

BOLOGNA (4-2-3-1)

Da Costa 5.5; De Silvestri 5, Medel 6 (96′ Hickey 5.5), Tomiyasu 5, Denswil 4.5; Dominguez 5 (82′ Palacio 6.5), Svanberg 5.5 (67′ Poli 6); Orsolini 6.5, Soriano 7, Vignato 6 (67′ Sansone 5); Barrow 5.5 (111′ Rabbi s.v.).  all.: Mihajlovic 5

 

SPEZIA (4-3-3)

Krapikas 8; Sala 5.5 (61′ Mattiello 6), Ismajli 6, Chabot 6.5, Marchizza 5.5 (86′ Vignali 6); Deiola 6, Agoumé 6.5 (111′ Terzi s.v.), Mora 6 (86′ Maggiore 7.5); Acampora 6.5 (61′ Farias 7.5), Piccoli 7, Agudelo 6.5.  all.: Italiano 7

 

BOLOGNA-SPEZIA 2-4 (5′ Piccoli, 13′ Barrow, 45+1′ Orsolini; 64′ Farias; 99′ Maggiore, 119′ Maggiore)