CALCIO – Bologna con la pancia piena, il Genoa sbanca il Dall’Ara e si salva

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nella foto, Jerdy Schouten prova a sfuggire alla guardia di Gianluca Scamacca

Stimoli sotto zero, comodo banchetto per il Genoa sotto le Due Torri.

Il decimo posto evidentemente non interessa granché a questo Bologna molle e sfilacciato, con la testa ormai ad un passo da spiaggia e vacanze. Il Grifone si conferma maledizione assoluta del Mihajlovic rossoblù: zero vittorie nei cinque precedenti complessivi e addirittura zero goal segnati negli ultimi quattro incroci. La vecchia conoscenza Ballardini, che da queste parti tutti ricordano per la dolorosa retrocessione del 2014, esce invece dal Dall’Ara con tre punti e salvezza in pugno. Decisivi Zappacosta e Scamacca con una rete per tempo, inutili le sterili e fumose sortite del Bologna sparse qua e là in un match totalmente da cestinare. Eccezion fatta per la vetrina finale concessa da Sinisa a Kacper Urbanski (classe 2004) e soprattutto a Wisdom Amey (2005), che debuttando a 15 anni e 274 giorni diventa il più giovane esordiente della storia della Serie A. Raggio di luce isolato in una notte che più tenebrosa non si può.

Ampio turnover? Manco per idea. Mihajlovic schiera di fatto la formazione tipo, con una sola eccezione: tra i pali va il vice Ravaglia al posto di Skorupski. Danilo e Soumaoro compongono la coppia difensiva, a centrocampo rientra dal 1′ Svanberg e Soriano riprende possesso della trequarti. Niente riposo per l’ex Palacio, titolare al centro dell’attacco; Orsolini a destra e Barrow a sinistra chiudono l’undici. Piccola variazione tattica invece per Ballardini, che cerca un risultato positivo per blindare la salvezza e passando alla difesa a quattro aggiunge un uomo nel pacchetto avanzato: alle spalle del tandem Scamacca-Shomurodov trova infatti spazio Pandev in quello che è a tutti gli effetti un 4-3-1-2. Recuperato Strootman, il quale va a completare una mediana tutta esperienza e prestigio con Badelj e Behrami. La zampata di Tomiyasu in mischia su corner rompe l’equilibrio inziale, ma il palo salva Perin; è un Bologna attento e concentrato, che prova ad allargare le maglie della difesa genoana per premiare le incursioni dei centrocampisti (su tutti Svanberg). Il Grifone però non accetta il copione e alla prima sfuriata passa con Zappacosta, bravo a fulminare Ravaglia con il solito destro dal limite beneficiando della deviazione decisiva di Tomiyasu. Rabbiosa ma caotica la reazione dei rossoblù, entrano in scena tutti i tenori di Sinisa: Orsolini chiama in causa due volte Perin (che con la prima parata compie un’autentica prodezza), Palacio e Barrow sfiorano soltanto il bersaglio grosso. In mezzo, una chance anche per il Genoa, ancora con Zappacosta: Ravaglia stavolta risponde presente. Finale più calmo, con Ballardini obbligato a sostituire l’acciaccato Badelj: in campo Rovella. Danilo regala giusto un brivido a Mihajlovic prima dell’intervallo, l’esitazione del centrale brasiliano rischia di essere fatale ma Ravaglia riesce ad avere la meglio su Pandev.

In avvio di ripresa i rossoblù alzano ulteriormente il baricentro nel tentativo di acciuffare il pari il prima possibile. Soriano subito ad un passo dal capolavoro: destro al volo da fuori area e palla che sibila a fil di palo sotto lo sguardo preoccupato di Perin. Scocca l’ora di gioco e Sinisa prepara l’ingresso del duo Skov Olsen-Vignato per passare al 3-4-1-2, ma proprio un attimo prima del doppio cambio una follia di Danilo in marcatura su Scamacca rovina piani e sogni. Angolo da destra, il centrale rossoblù tocca nettamente con la mano per anticipare l’ariete genoano ma non essendo pallavolo il rigore diventa logica conseguenza. Lo stesso Scamacca spiazza Ravaglia dagli undici metri e a quel punto la salita diventa a dir poco proibitiva. Ballardini leva una punta (Pandev) per rafforzare la trincea con l’ex Radovanovic, ma contro questo Bologna ormai sgonfio non c’è davvero bisogno di barricate vecchio stile. Il mezzo passaggio (guai a chiamarlo tiro!) di Skov Olsen a Perin dal cuore dell’area è un po’ il manifesto dell’attualità rossoblù, mentre il neo-entrato Pjaca sul fronte opposto sfiora il tris che solo un orgoglioso Ravaglia provvede a negare. Poco altro da aggiungere. La speranza, ora come ora, è che il sipario su questa stagione appena dignitosa cali il più in fretta possibile.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (4-2-3-1, dal 62′ 3-4-1-2)

Ravaglia 6; Tomiyasu 5.5 (89′ Amey s.v.), Danilo 4, Soumaoro 6, Dijks 5 (62′ Skov Olsen 5); Schouten 5.5, Svanberg 5.5 (70′ Sansone 5.5); Orsolini 5 (62′ Vignato 5.5), Soriano 5.5 (89′ Urbanski s.v.), Barrow 5; Palacio 5.5.  all.: Mihajlovic 5

 

GENOA (4-3-1-2)

Perin 7; Goldaniga 6.5, C.Zapata 6, Masiello 6.5, Zappacosta 7.5; Behrami 6.5 (69′ Zajc 6.5), Badelj 6 (32′ Rovella 6), Strootman 7 (82′ Cassata s.v.); Pandev 6 (69′ Radovanovic 6); Scamacca 6.5 (82′ Pjaca s.v.), Shomurodov 6.  all.: Ballardini 7

 

BOLOGNA-GENOA 0-2 (13′ Zappacosta; 61′ Scamacca rigore)