CALCIO – Bologna eroico, ma non basta: l’Udinese sfrutta l’uomo in più e pareggia

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nella foto, l'incornata vincente di Takehiro Tomiyasu per il vantaggio rossoblù: secondo goal in campionato per il difensore giapponese

Resistenza amara.

Il Bologna prima allunga, poi prova a nascondere il pasticcio di Svanberg e infine è costretto ad accontentarsi. Ridotta in dieci per la sciocca espulsione dello svedese dopo un tempo dominato e chiuso con un meritato vantaggio, la truppa di Mihajlovic patisce la pressione dell’Udinese in una ripresa a senso unico, in cui i rossoblù non riescono più a mettere la testa fuori dal guscio. L’assalto friulano trova il giusto premio in pieno recupero con Arslan e scardina la trincea d’altri tempi imbastita da Sinisa per l’ultimo spezzone. Fatale l’ennesimo peccato di gioventù, ma nulla da ridire sulla qualità della prestazione nella prima parte e sull’atteggiamento battagliero esibito durante la tempesta del secondo tempo. Mancano i dettagli, ancora una volta.

Contrariamente alle previsioni della vigilia Mihajlovic conferma Barrow largo a sinistra, mentre a centrocampo dà fiducia a Svanberg al posto dello squalificato Dominguez. Complice l’emergenza in difesa Paz è titolare obbligato al fianco dell’ex Danilo, là davanti prova a sbloccarsi Palacio (a secco dalla seconda giornata e ancora fermo a quota uno). Qualche problema anche per Gotti, costretto a rinunciare al capocannoniere Pussetto fino a fine campionato: promosso Forestieri nel tandem offensivo con Lasagna. Mediana di assoluto spessore, quella friulana: il regista è Walace, ai lati Pereyra e soprattutto De Paul assicurano qualità. Sinisa vuole spezzare un piccolo sortilegio personale, non avendo mai battuto l’Udinese in questi due anni sulla panchina rossoblù (tre sconfitte e un pareggio nei quattro precedenti ufficiali). Gotti prova invece a rialzarsi dopo due k.o. di fila contro Benevento e Juve. Obiettivo comune a entrambi: tenere a debita distanza la zona calda, con qualche velleità di insidiare la parte sinistra della classifica. Pereyra e De Paul firmano un prologo allettante per i friulani dalle parti di Da Costa, ma a Gotti resta solo il piacere effimero dell’illusione. Sì, perché il Bologna entra in partita con la verticalizzazione di Svanberg per Orsolini (sinistro alto, coefficiente di difficoltà altissimo) e poi mette la freccia: punizione di Orsolini, Tomiyasu stacca indisturbato e spedisce alle spalle di Musso. Secondo goal stagionale per il difensore giapponese, a segno proprio nell’ultima recita pre-natalizia al Dall’Ara contro l’Atalanta. E i rossoblù, dopo tempo immemore e parecchie rimonte, riassaporano il gusto del vantaggio. Soriano guadagna spazi e libertà, il Bologna ora si distende bene sul campo. Gotti è a dir poco contrariato e ordina addirittura il primo cambio alla mezzora: fuori Forestieri, dentro Nestorovski per dare più consistenza all’attacco. Il segnale di riscossa arriva, puntuale. Fuga di Lasagna chiusa da cross rasoterra, Da Costa risponde malissimo al piattone centrale di De Paul e Pereyra è lesto ad insaccare di testa da distanza ravvicinata il primo centro del suo campionato. Non si scompone il Bologna, pericoloso ancora su calcio piazzato: Palacio pizzica il pallone sul primo palo, per poco Stryger Larsen nel tentativo di rinviare non la combina grossa con l’involontaria complicità di Nestorovski. Minuto 40, autentico show rossoblù. Palacio scappa a Samir e serve Barrow, che in bello stile apparecchia la tavola per l’incursione in area di Svanberg; destro al volo dello svedese e palla sotto la traversa. L’assist è un piccolo riscatto personale per il buon Musa, subito imitato sul fronte opposto da Da Costa che stoppa il contropiede di Lasagna con ottima scelta di tempo in uscita.

La ripresa si annuncia in discesa, ma evidentemente questo Bologna è nato per complicarsi la vita da solo: certe ingenuità le ha nel dna. Il maldestro pestone in ritardo di Svanberg ai danni di Nestorovski significa secondo giallo per il mediano rossoblù e conseguente inferiorità numerica per tutto il secondo tempo. Comprensibilmente da censura la reazione di Mihajlovic, costretto a predisporre barricate di cui fino ad un attimo prima non si sentiva il minimo bisogno. Gotti decide allora di rivoluzionare l’Udinese: in campo il doppio regista (Mandragora più Arslan) e passaggio al 4-2-3-1 con De Paul e Lasagna esterni; assetto assai sbilanciato, com’è ovvio che sia. Sale in cattedra proprio la star dei friulani, Rodrigo De Paul, sul cui tentativo dal limite Da Costa deve rispondere in tuffo. Il pressing dell’Udinese diventa assedio in men che non si dica, ancora decisivo Da Costa sul tiro da due passi di Nestorovski (poi fermato per un fuorigioco molto dubbio). Sinisa si vota dunque alla difesa a oltranza del vantaggio con l’ingresso del redivivo Calabresi per un Barrow a questo punto decisamente fuori contesto: dietro si passa a cinque. Nella mischia anche Hickey, Poli e Vignato per immettere forze fresche in tutti i settori. In mezzo, a fermare l’Udinese ci pensa il palo, alleato impagabile di Da Costa sulla staffilata da fuori di Mandragora. La beffa arriva però sulle ultime curve: Arslan s’incunea in area e calcia, la deviazione di Hickey spiazza Da Costa. Il quinto pareggio consecutivo è sentenza dolorosa, giunta quando ormai il Bologna pregustava un’impresa epica. L’ingenuità di Svanberg si rivela un macigno per gli sviluppi del match, che i rossoblù avevano di fatto in pugno. Morale: sabato a Genova sarà caccia aperta a questi due punti sfuggiti sul più bello.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (4-2-3-1, dal 71′ 5-3-1)

Da Costa 5.5: respinta da matita blu all’origine dell’1-1, poi tanta applicazione per risalire la china: quasi ci riesce, ma cancellare quell’orrore resta impresa ai limiti dell’impossibile. LICENZIOSO

Tomiyasu 7: il vecchio ruolo se non altro gli porta fortuna, torna terzino e sforna la seconda rete dell’anno. La verità? Ora come ora, sulla fascia è tutta un’altra storia: per essere chiari, un signor giocatore. Anche nella tempesta della ripresa. MICIDIALE

Danilo 6.5: grande ex di turno, vive un tempo senza patemi e poi anima le barricate dopo l’intervallo. Con i suoi rintanati in area può esporre in vetrina il meglio del repertorio, in marcatura si conferma osso durissimo. SPIGOLOSO

Paz 7: merita applausi a scena aperta per come sfrutta scampoli e occasioni: s’incolla a Nestorovski e gli lascia le briciole, Lasagna intuisce che non è giornata e gira al largo. Che scoperta! SEGUGIO

Dijks 6: un minimo deve gestire sovrapposizioni e allunghi, non avendo ancora la gamba dei bei tempi. Però dietro si fa valere. Avanti così. INTRIGANTE

(dal 76′ Hickey s.v.)

Schouten 6: inizia molto bene, poi è tra quelli che accusano di più l’inferiorità: e allora cala di tono, fino alla sostituzione. La sufficienza comunque non si discute. DISTINTO

(dal 76′ Poli s.v.)

Svanberg 6: molto sollecitato al tiro: ci prova prima col piatto, in seguito aziona l’artiglieria pesante sull’appoggio sontuoso di Barrow. Cannonata sotto la traversa e festa grande per il nuovo sorpasso. A referto anche un gran assist per Orsolini. Rovina tutto con l’espulsione a inizio ripresa, creando infinite difficoltà ai compagni. Più che dare un voto, occorre fare la media. AGRODOLCE

Orsolini 6.5: fa ammonire Walace e Samir, firma l’assist per Tomiyasu. In più, non rinuncia al sacrificio per la causa quando il gioco si fa duro. E’ in palla e si vede. BRILLANTE

(dal 76′ Vignato 6.5: energia e tecnica nella gestione dei palloni scottanti in quel finale caotico. Parentesi più che utile, a Genova dovrebbe toccare a lui dall’inizio. PRELIBATO)

Soriano 5.5: prima parte in crescendo, ma arriva alle battute finali in riserva e perde lucidità: vedi opposizione debole su Arslan in occasione del 2-2. Penalizzato dalla svolta post espulsione di Svanberg, senza dubbio. SFINITO

Barrow 6: intermittente a più non posso, ma quel servizio per il tiro a botta sicura di Svanberg è leccornia di livello eccelso. Ripartire da qui, dopo tante difficoltà. Esce a 20′ dalla fine, con la squadra in trincea: clima ostile per lui. GOURMET

(dal 71′ Calabresi 6: ripescato dallo sgabuzzino per aggiungere un presidio al fortino improvvisato da Sinisa. Molla la valigia e si batte con onore. IMPASSIBILE)

Palacio 7: avvia l’azione del momentaneo 2-1 mettendo a sedere Samir, lotta come un leone con la squadra impossibilitata a supportarlo: vederlo a quell’età, tutto solo tra le fauci dei difensori friulani con l’entusiasmo e la voglia di un ragazzino, fa venire gli occhi lucidi. STELLARE

(dall’84’ Rabbi s.v.)

all.Mihajlovic 6.5: impone la qualità dei suoi nel primo tempo, indirizzando la gara su binari favorevoli. La precoce cacciata di Svanberg gli stravolge il copione e trasforma la ripresa in un lungo calvario. Poco da rimproverarsi, interviene con accorgimenti logici. Scatto rimandato, l’Udinese si conferma maledetta per lui: quinta sfida senza vittorie da tecnico rossoblù. STREGATO

 

UDINESE (3-5-2, dal 60′ 4-2-3-1)

Musso 6; Becao 6, Bonifazi 6, Samir 5 (78′ Ouwejan 6.5); Stryger Larsen 5.5 (78′ N.Molina s.v.), De Paul 6.5, Walace 5 (60′ Mandragora 7), Pereyra 6.5, Zeegelaar 5.5 (60′ Arslan 7); Forestieri 5 (33′ Nestorovski 6), Lasagna 5.5.  all.: Gotti 6

 

BOLOGNA-UDINESE 2-2 (19′ Tomiyasu, 34′ Pereyra, 40′ Svanberg; 90+2′ Arslan)