CALCIO – Bologna, falsa ripartenza: al Dall’Ara fa festa la Juve

0
193
nella foto, Nicola Sansone e Mattias Svanberg provano a contrastare Paulo Dybala

Niente notte di gloria, al Bologna non riesce l’impresa.

Dopo qualche incidente di percorso di troppo, la Juve riprende la marcia sotto gli amichevoli riflettori del Dall’Ara, dove non perde da più di vent’anni. Continua la maledizione per i rossoblù, l’ultimo punto strappato alla Vecchia Signora è roba del 2016. Calcisticamente parlando, una vita fa. Un rigore di Ronaldo e la prodezza di Dybala spianano la strada al successo bianconero già nel primo tempo, per il Bologna risalire la china diventa utopia. E dire che la seconda parte tutt’altro che memorabile in fase difensiva della Juve lascerebbe aperto qualche spiraglio: i ragazzi di Mihajlovic, però, non colgono l’attimo e la contesa scivola via su binari avversi, come se nulla fosse.

Riparte in grande stile la stagione rossoblù, con quella che per i bolognesi resta la partita dell’anno: ed ecco che su quel Dall’Ara totalmente vuoto s’allunga un filo di tristezza. Dopo quattro mesi di stop assoluto, pronti via e di fronte si presenta una Juventus sì temibile e strafavorita, ma anche tesa e incerottata. I 180′ senza goal uniti alla finale di Coppa Italia persa contro il Napoli tolgono certezze a Sarri, chiamato a battere un colpo per non far sentire l’odore del sangue agli squali (Lazio e Inter). Sinisa chiede invece un approccio convinto a questo mini torneo che può aprire orizzonti inconfessabili davanti agli occhi dei suoi ragazzi. Diverse le novità rispetto alle ultime uscite: a sinistra spicca il ritorno di Dijks (out da settembre!), mentre a centrocampo Medel ruba il posto a Poli; al suo fianco, la mezza sorpresa Svanberg e non Dominguez. In attacco, fari puntati su Barrow, con Palacio pronto a subentrare in corso d’opera. Nella Juve, curiosità per la posizione in campo di Bernardeschi, preferito a Douglas Costa e vero ago della bilancia sul piano tattico: largo ad un 4-3-3 camaleontico, pronto a trasformarsi in 4-3-1-2 con Dybala e Ronaldo chiamati ad un dialogo non sempre facile. Meglio la Juve nel quarto d’ora iniziale: pur senza occasioni limpide all’attivo, i bianconeri appaiono più in palla e padroni della situazione, con il Bologna viceversa alle prese con un po’ di ovvia ruggine. Si instaura comunque un regime di equilibrio, rotto soltanto dall’ingenuità di Denswil: 22′, l’ex Bruges strattona De Ligt in area su azione da corner, galeotta la maglia che si allunga e che non sfugge al tribunale del VAR. Il sig.Rocchi assegna il rigore che Ronaldo realizza spiazzando Skorupski e rompendo un insolito digiuno personale di quattro gare. Poco oltre la mezzora la partita attraversa la classica porta girevole. Prima il Bologna avrebbe una nitida chance per pareggiare grazie ad una leggerezza in disimpegno di Szczesny: poco lucida la scelta di Medel, che tenta una mezza via tra tiro e passaggio a porta spalancata, favorendo l’intervento del portiere polacco. E allora, sul ribaltamento di fronte, la Juve non perdona; combinazione ad altissimo tasso tecnico tra Bernardeschi e Dybala, la Joya carica il sinistro e pennella in un angolo impossibile per Skorupski. Due a zero e vittoria in ghiaccio per i bianconeri.

All’intervallo Sinisa non cambia lo spartito, il Bologna continua a navigare a vista. Juve in controllo totale e ripetutamente vicina al tris. Ronaldo si presenta a tu per tu con Skorupski ma angola troppo il tocco vellutato, poi Bernardeschi cerca di emulare Dybala con un gran sinistro a giro che si stampa sul palo lungo per via della provvidenziale deviazione del portiere del Bologna. Palacio per Svanberg è la prima mossa rossoblù, con Soriano che arretra al fianco di Medel in un Bologna ora parecchio sbilanciato. In effetti si percepisce una piccola scossa, accompagnata da un episodio dubbio in area Juve (rischio per De Sciglio in ritardo su Barrow) e dal primo squillo della gara di Orsolini: sinistro a giro dalla mattonella preferita, palla fuori con Szczesny in sorveglianza. Si allungano le squadre, Ronaldo in contropiede prova a fare tutto da solo e mette i brividi a Skorupski. Dominguez rileva un Soriano sottotono per immettere qualità nel finale, quando tuttavia per il Bologna le speranze sono ormai ridotte al lumicino. Sinisa dà allora fiducia ai ragazzini: dentro Juwara e Cangiano, quest’ultimo all’esordio in Serie A. Rischia grosso il Danilo juventino a partita di fatto chiusa: entrataccia in ritardo con piede a martello su Juwara, il sig.Rocchi lo grazia e Sarri -a corto di terzini- sospira per il pericolo scampato. Pia illusione: altro intervento sciagurato del laterale brasiliano ai danni di Juwara e rosso a questo punto davvero inevitabile. Al netto di questo intoppo finale, la Juve si rimette in moto e tiene a distanza la Lazio. Per il Bologna, un rodaggio dignitoso in attesa di scogli meno proibitivi.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (4-3-3, dal 57′ 4-2-3-1)

Skorupski 6.5: battuto da un rigore e da una magia assoluta, la paratona su Bernardeschi nella ripresa vale il voto sopra la media. Fa bella figura nel derby personale con il connazionale Szczesny. SMAGLIANTE

Tomiyasu 6: un solo errore, di posizione: fortuna che Ronaldo sbaglia. Per il resto, prestazione di buon livello in entrambe le fasi. Osso duro nell’uno contro uno. PERITO

Danilo L. 6: organizza la retroguardia, chiude con la coscienza pulita: gli scarabocchi non sono affar suo. EMINENZA

Denswil 4.5: provoca il rigore spacca-partita e lascia un metro fatale a Dybala sul raddoppio bianconero. Se all’Inferno ci fosse il girone degli ingenui, lui lo presiederebbe. SBILENCO

Dijks 5.5: al rientro dopo nove mesi esatti, l’ultima recita risale allo scorso 22 settembre contro la Roma. Spunta fuori dal tunnel armato di buone intenzioni, ma le scorie si sentono tutte. INTORPIDITO

Svanberg 6.5: un premio allo spirito e alla faccia tosta. Titolare a sorpresa, di gran lunga il più sciolto nel primo tempo complicato dei rossoblù. Difficilmente uscirà, da qui a breve. TRENDY

(dal 57′ Palacio 6: infonde coraggio con la sua presenza, si offre come porto sicuro per ogni pallone. Sì, ci mette lo zampino. RETTORE)

Medel 6: regala ordine e protezione alla difesa. Meglio di come lo avevamo lasciato. Unico rimpianto: si ritrova sul destro il pallone del potenziale pareggio, ma com’è noto fa un altro mestiere. CINGOLATO

(dall’81’ Poli s.v.)

Soriano 5.5: posizione ibrida, più mezzala che trequartista. Esibizione confusa, senza i soliti riferimenti. Si sbatte con scarsi risultati. SELVATICO

(dal 75′ Dominguez 5.5: spezzone avaro di contenuti, resta ai margini. INIBITO)

Orsolini 5: legnoso e poco ispirato nel primo tempo, si accende una volta sola dopo l’intervallo. Fatturato misero per un aspirante leader. TRASPARENTE

(dall’81’ Juwara s.v.)

Barrow 6: sufficienza piena, la merita per lavoro e applicazione. Alla distanza gli errori aumentano, ma nella prima parte si rivela cliente assai ostico. VIVIDO

Sansone 5.5: si agita tra le linee, tocca una discreta mole di palloni ma non concretizza mai. Tanto rumore per nulla, insomma. FALLACE

(dall’81’ Cangiano s.v.)

all.Mihajlovic 6: paga gli impacci iniziali e qualche ingenuità dei singoli (vero Denswil?), però il Bologna in fin dei conti fa la sua onesta partita contro un avversario ammaccato ma pur sempre di un altro pianeta. Chiaro, per il colpaccio servirebbe un’altra musica. FRUGALE

 

JUVENTUS (4-3-3)

Szczesny 5.5; Cuadrado 7, Bonucci 7, De Ligt 6.5, De Sciglio 6 (66′ Danilo S. 4); Bentancur 6, Pjanic 6 (70′ Ramsey 5.5), Rabiot 5.5 (70′ Matuidi 6); Bernardeschi 7, Dybala 7 (79′ Douglas Costa s.v.), C.Ronaldo 6.5.  all.: Sarri 6.5

 

BOLOGNA-JUVENTUS 0-2 (23′ C.Ronaldo rig., 36′ Dybala)