CALCIO – Bologna k.o. a San Siro a testa alta, il Milan respira

0
201

Zero punti e tanto orgoglio.

Resta difficile inculcare nella testa di uno sportivo la possibilità di perdere bene. Eppure, la bella figura rimediata dal Bologna a San Siro nonostante la sconfitta è sotto gli occhi di tutti. La serie positiva rossoblù di quattro risultati utili consecutivi termina al cospetto di un Milan ancora convalescente ma capace di riprendere la marcia per un posto nella prossima Champions League. Tante (forse troppe) le occasioni non capitalizzate da Palacio e compagni nel primo tempo, diversi i rimpianti per quel quarto d’ora finale disputato in undici contro dieci per l’espulsione di Paquetà. Mihajlovic si consola con la prestazione e rimanda al derby di lunedì prossimo contro il Parma l’appuntamento con la salvezza vera e propria. Gattuso non cede alle tentazioni rivoluzionarie e lascia nel cassetto le due punte, confermando il solito 4-3-3 con Paquetà mezzala e Biglia preferito a Bakayoko in cabina di regia. Difesa che più improvvisata non si può: la squalifica di Romagnoli e il grave infortunio occorso a Caldara impongono la coppia Musacchio-Zapata, con il redivivo Abate a destra. A Suso e Calhanoglu spetta il compito di assistere bomber Piatek, a secco da un mese esatto. Mihajlovic deve invece rinunciare a Mbaye e Soriano, ma il telaio rossoblù è sempre imperniato sul 4-2-3-1. L’ex Poli vince il ballottaggio con Dzemaili in mezzo al campo, sulla trequarti occasione d’oro per Svanberg (alla prima da titolare nel 2019). Palacio guida l’attacco, Orsolini e Sansone sono i padroni delle corsie esterne.

Bella partenza del Milan, ci prova subito Calhanoglu da fuori e Skorupski alza sopra la traversa in bello stile. Ancora pericoloso il Diavolo, che prova a sfruttare le palle inattive: Zapata sfiora il bersaglio di testa e Musacchio lo imita pochi istanti dopo beneficiando di un’uscita avventurosa di Skorupski. Il Bologna tiene botta e sul ribaltamento di fronte gode di una chance clamorosa. Lancio millimetrico di Sansone per Orsolini, il quale prende il tempo a Rodriguez con un pregevole controllo e sul più bello trova però il “muro” miracoloso di Donnarumma. L’episodio segna una svolta nella partita: Bologna ora padrone del campo e Milan che esce dal match. Segue compilation di palle-goal per Mihajlovic. Palacio riceve da Sansone e cerca il diagonale rasoterra ma Donnarumma sventa ancora, poi Svanberg fa una comparsata sul palcoscenico e spaventa San Siro con un gran destro da fuori; il pallone sibila ad un soffio dall’incrocio dei pali. Gattuso annaspa e deve sostituire l’infortunato Biglia: a sorpresa dentro José Mauri e non il ribelle Bakayoko. Il Bologna non si distrae e colpisce con un contropiede letale finalizzato da Palacio a tu per tu con Donnarumma, ma il sig.Di Bello annulla per fuorigioco del Trenza in avvio d’azione. Il Milan sembra in bambola, ma ecco che nel momento più complicato sale in cattedra Suso: slalom nello stretto e sinistro chirurgico all’angolino, il fantasista spagnolo pesca l’asso e rompe un digiuno di quattro mesi. Della serie, meglio tardi che mai.

Dopo un quarto d’ora di ripresa abbastanza piatto, Mihajlovic cerca la scossa attraverso un cambio offensivo: in campo Destro per Svanberg, Palacio arretra di qualche metro alle spalle del centravanti. Prima che la mossa possa dare frutto arriva tuttavia il raddoppio del Milan, originato da un brutto possesso perso da Pulgar a centrocampo; l’azione porta al tiro Paquetà, Skorupski respinge come può e il neo-entrato Borini è puntuale nell’insaccare il tap in vincente. Mazzata pesante per i rossoblù, che hanno però il merito di rimanere aggrappati alla partita. A riaprire i giochi provvede una giocata da rapace d’area di Destro, pescato da un assist perfetto di Sansone: il n°22 stoppa e si gira in un fazzoletto, trafiggendo Donnarumma. L’immediata follia di Paquetà fa il resto, il brasiliano reagisce all’ammonizione ricevuta con una mezza manata all’arbitro e lascia i suoi in inferiorità nell’ultimo quarto d’ora, che si annuncia incandescente. Mihajlovic sente odore di rimonta e sgancia prima Edera poi Santander, ma il bilancio degli ultimi assalti del Bologna è tutto in un sinistro velenoso scagliato dallo stesso Edera e ben domato da Donnarumma. Il Milan si preoccupa soltanto di giocare con il cronometro nello scorcio finale e ai ragazzi di Sinisa saltano i nervi. A farne le spese sono Sansone e Dijks, entrambi espulsi rispettivamente prima e dopo il triplice fischio. Un macigno disciplinare molto severo per un Bologna che abbandona San Siro sì da sconfitto, ma con l’onore delle armi.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (4-2-3-1)

Skorupski 6: un po’ farfallone nelle uscite alte, ma di vere e proprie colpe sulla coscienza nemmeno l’ombra. Reattivo in avvio sulla botta di Calhanoglu. SCAGIONATO

Calabresi 6.5: ti aspetti un filo di ruggine per lo scarso utilizzo recente, invece salta fuori una buona partita. Arcigno in marcatura, nel finale spedisce in area un cross più che invitante. Candidatura valida. CROCCANTE

Danilo 6.5: è in forma smagliante, pure il cecchino Piatek paga dazio. Di stopper così si è ormai perso lo stampino. ORTODOSSO

Lyanco 6.5: sciolto e sicuro di sé, supera anche l’esame della Scala del calcio. E le pistole di Piatek restano nelle fondine. SCERIFFO

Dijks 5: impone una dittatura a sinistra per tutto il primo tempo, nella ripresa cala e concede qualche libertà ai dirimpettai. Rovina una prova di spessore con la sciocca espulsione a partita finita: ingenuità inammissibile per un professionista. GONZO

Poli 6: anima e cuore sul campo, come sempre. Corre, ringhia e va al tiro. Per le recriminazioni, cambiare indirizzo. MASSICCIO

(dall’86’ Santander s.v.)

Pulgar 5.5: esibizione più che decorosa, sporcata però da quel pallone buttato tra le fauci rossonere a metà campo in occasione del raddoppio di Borini. Prova a pescare il jolly dalla distanza, Donnarumma si oppone. PECCATORE

Orsolini 5: osservato speciale, parte con una fiammata e prosegue senza acuti. La sensazione: per certi palcoscenici non sembra pronto. Il consiglio: resti a Bologna almeno un altro anno. NAUFRAGO

(dall’80’ Edera 6: fa cantare subito il mancino, Donnarumma se la vede brutta e devia come può. Assaggio intrigante, col Parma dovrebbe toccare a lui. FACOLTOSO)

Svanberg 5.5: le buone intenzioni ci sono, per la concretezza meglio ripassare. Mira difettosa e passo non ancora da Serie A, ma la stoffa su cui lavorare pare di prima scelta. PROLISSO

(dal 63′ Destro 7: un’occasione propizia: stop, girata, goal. Gli si chiede questo. Non da oggi: da quattro anni. Negli occhi resta un’esecuzione degna dei grandi bomber, perla isolata all’interno di una carriera che è un inno alla discontinuità. BOHEMIEN)

Sansone 6: ondeggia tra fascia e trequarti creando scompiglio, l’assist per Destro è una portata da cena di gala. Perde la testa nel finale, il rosso ci sta e “normalizza” un match altrimenti sopra la media. IRREQUIETO

Palacio 6.5: palleggia con classe lontano dall’area e affonda le zanne sulla carcassa del Diavolo nel momento opportuno: fuorigioco, che peccato! Non molla mai, da eterno campione quale è. SIGNORILE

all.Mihajlovic 6: sogna la vendetta da ex mai troppo amato e invece vede sfumare la striscia di quattro risultati utili di fila. Corre ai ripari con modi e tempi giusti, semplicemente gli gira male. SCONSOLATO

 

MILAN (4-3-3)

G.Donnarumma 7; Abate 6.5, Musacchio 6, C.Zapata 6.5, Rodriguez 5.5; Kessie 5.5, Biglia 6 (26′ J.Mauri 6.5), Paquetà 5; Suso 6.5 (79′ Castillejo s.v.), Piatek 5.5, Calhanoglu 5 (60′ Borini 7). All.: Gattuso 6.5

 

MILAN-BOLOGNA 2-1 (37′ Suso; 67′ Borini, 72′ Destro)