CALCIO – Bologna, la vittoria del cuore: rimonta sull’Empoli e salvezza ipotecata

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Ora è quasi fatta.

Il Bologna blinda la salvezza aggiudicandosi il pesantissimo scontro diretto con l’Empoli. La clamorosa cavalcata della banda di Mihajlovic, destinata a rimanere negli annali della storia del club (ritmo da Champions con 23 punti in tredici partite), trova il sigillo probabilmente definitivo in una cornice fiabesca: Dall’Ara con l’abito delle grandi occasioni, in tribuna anche Joey Saputo, clima torrido e aria di spareggio. Gli ingredienti per sfruttare il match point ci sono tutti, ma per un tempo il Bologna si ritrova a fare i conti con le paure di qualche mese fa. Manovra lenta e impreviste difficoltà in costruzione rappresentano il manifesto di 45′ storti, che l’Empoli -condannato a vincere per tenere viva la speranza- è bravo a indirizzare a proprio favore. Dopo aver resistito alla sfuriata iniziale di Orsolini (dribbling e destro fuori da ottima posizione) e al doppio tentativo firmato da Pulgar e da Palacio, i toscani passano in modo rocambolesco: minuto 18, Pajac guadagna il fondo a sinistra e prova un cross teso sul primo palo che si trasforma in un tiro beffardo; Skorupski è piazzato male, la rete si gonfia e sul Dall’Ara torna a fare capolino lo spettro della retrocessione.

Il solito 4-2-3-1 di Mihajlovic gira a vuoto. Soriano si vede poco tra le linee, Pulgar stenta a dare ordine e Palacio si sbatte a tutto campo ma non fa sentire la presenza in area. L’Empoli può dedicarsi anima e corpo al contropiede, ma bomber Caputo non azzanna il pallone del potenziale 0-2 su gentile invito di Di Lorenzo. Il Bologna del primo tempo si aggrappa quasi esclusivamente alle discese di Dijks a sinistra e a un insidioso destro a giro di Sansone su cui Dragowski risponde alla grande, troppo poco per ribaltare l’inerzia di un match nato con ottime premesse ma finito in fretta su un binario morto. Così a ridosso dell’intervallo Sinisa abbandona la panchina in anticipo e con il cuore gonfio di rabbia, pronto a far tremare le pareti dello spogliatoio. L’incidente rischia infatti di vanificare il pregevole ruolino di marcia recente dei rossoblù e alla luce del calendario in salita sulle ultime curve la beffa è dietro l’angolo.

La ramanzina funziona, sul rettangolo verde si riaffaccia un altro Bologna: deciso, volitivo, intraprendente. Il simbolo della riscossa è Soriano, inguardabile nel primo tempo e sugli scudi nella ripresa. L’ex Samp e Villarreal pareggia subito i conti incornando in porta un cross al bacio di Sansone, per un goal che incensa la qualità portata in dote dal mercato di gennaio: come spesso accade nel calcio, tocca ai giocatori di maggior classe e personalità l’onere di tirare fuori dai guai i compagni nei momenti più critici. La svolta del pomeriggio è servita, sull’1-1 l’Empoli spreca con Caputo di testa il pallone del possibile nuovo vantaggio e poi sparisce letteralmente dal campo anche per colpa del cambio di passo rossoblù. Sui ragazzi di Andreazzoli si abbatte un uragano, anticipato dal diagonale vincente di Palacio cancellato dal VAR per fuorigioco dello stesso Trenza. Mihajlovic aumenta il peso offensivo con l’innesto di Santander e proprio una sponda del panzer paraguaiano libera al tiro Dzemaili: fuori di un soffio. Altro giro, il pallone della gloria giunge sui piedi di Orsolini che però non ne vuol sapere di usare il piede debole e ciabatta a lato a tu per tu con Dragowski. Nel Bologna l’esausto Pulgar cede il posto a Poli, mentre Andreazzoli pesca dalla panchina il mancino affilato di Pasqual con il palese intento di cercar fortuna sui calci da fermo. La Dea bendata volta però le spalle all’Empoli e il jolly di giornata finisce allora dritto su un altro nobile sinistro: quello di Orsolini, che a una manciata di minuti dal 90′ si infila tra le maglie della retroguardia azzurra e incastona sotto la traversa il tiro da tre punti. Il corazziere Mchedlidze dentro per un difensore (Rasmussen) è la carta della disperazione di Andreazzoli, tuttavia a brindare sono ancora i rossoblù. Contropiede mortifero a pochi secondi dal triplice fischio: Soriano dà il via all’azione e il neo-entrato Krejci apparecchia la tavola per l’accorrente Sansone, che trafigge Dragowski e fa esplodere il Dall’Ara. Gioco, partita, incontro. E salvezza in cassaforte grazie ai cinque successi di fila tra le mura amiche. Numeri da favola, ma la rivoluzione di Mihajlovic è una storia vera.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (4-2-3-1)

Skorupski 5.5: da ex ci terrebbe a fare bella figura, invece si fa cogliere nella terra di nessuno dal tiro-cross di Pajac. Rimedia in parte nella ripresa sul colpo di testa a botta sicura di Caputo, anche se i demeriti dell’attaccante azzurro sono infinitamente superiori. ASSOPITO

Mbaye 6: come da prassi accompagna poco l’azione e accorcia spesso in mezzo, quasi da centrale aggiunto. Prestazione lineare e giudiziosa, peccato per il giallo che gli costa il Milan. SEVERO

Danilo 6.5: rende innocuo Caputo e aggiunge un’altra perla alla collezione di un girone di ritorno pressoché impeccabile. Architrave del reparto arretrato. SOLENNE

Lyanco 6: più disciplinato del solito, capisce che non è giornata da ricami e smancerie. Pur senza lasciare tracce memorabili, si aggiudica in scioltezza tutti i duelli con l’impalpabile prima linea empolese. IMBORGHESITO

Dijks 7: unico raggio di luce del primo tempo, spadroneggia sulla fascia contro il pur decoroso Di Lorenzo. Il suo impatto fisico devastante ha fatto breccia nel cuore dei bolognesi, la cura Mihajlovic lo ha trasformato in uno dei migliori esterni del campionato. GRANATIERE

Dzemaili 6.5: un altro miracolo di Mihajlovic: da quasi emarginato a puntello prezioso, gli manca solo il goal. Non stacca mai la spina, le gambe girano come ai bei tempi. PITBULL

Pulgar 6: sufficienza stiracchiata, in fase di possesso gioca una delle peggiori partite dell’ultimo periodo ma lì in mezzo la sua garra fa sempre comodo. ACUTO

(dal 79′ Poli 6.5: un quarto d’ora in trance agonistica, morde le caviglie dei dirimpettai e si spreme in pressing a tutto campo. Suona la carica per il gran finale. TROMBETTIERE)

Orsolini 7: il 6° goal del suo campionato completa la rimonta ed è un magnifico pass per la vetta della classifica cannonieri rossoblù (con Pulgar e Santander), i precedenti sprechi finiscono nel dimenticatoio. Crescita esponenziale sotto la guida di Sinisa, il primo piano nel poster della salvezza è garantito. ELITARIO

Soriano 7.5: archivia una parentesi poco brillante andando a schiacciare in rete il cross dell’amico Sansone, da lì in poi è tutta un’altra musica e mette lo zampino anche su secondo e terzo goal. In soldoni, fa la differenza. VULCANICO

(dal 90+3′ Krejci 6.5: si ribella al ruolo di comparsa, l’assist per il 3-1 di Sansone è farina del suo sacco. Secondo bonus consecutivo. SOMMELIER)

Sansone 7.5: spiana la strada al pareggio attraverso il cross perfetto per Soriano, chiude i conti con una rasoiata imprendibile per Dragowski. Con i palloni pesanti ci sa fare, ecco. SPADACCINO

Palacio 6: calo comprensibile dopo aver tirato la carretta per un anno intero, va comunque ad un passo dal primo goal al Dall’Ara: il VAR annulla per offside. Seppur non al meglio, emana autorevolezza. NOTABILE

(dal 72′ Santander 6: cambia faccia all’attacco, garantisce peso e sponde. In attesa della forma migliore, si rende utile e incute timore. TORVO)

all.Mihajlovic 9: la salvezza ormai alle porte è un autentico miracolo, per come ha trasformato questa squadra meriterebbe una statua in piazza. L’esultanza rabbiosa sotto la curva a fine match manda in visibilio tutto lo stadio: alla profonda conoscenza del mondo che frequenta aggiunge quella stoffa da guerriero che gli ha lasciato in dote mamma Jugoslavia, mica il corso di Coverciano. Un consiglio a Joey Saputo: faccia di tutto pur di tenerselo stretto. SANTIFICATO

 

EMPOLI (3-5-2)

Dragowski 6.5; Veseli 5.5, Nikolaou 6, Rasmussen 5 (86′ Mchedlidze s.v.); Di Lorenzo 6, Traoré 5.5, Bennacer 5, Krunic 5.5, Pajac 6.5 (82′ Pasqual s.v.); Farias 5 (67′ Acquah 5.5), Caputo 5. All.: Andreazzoli 5.5

 

BOLOGNA-EMPOLI 3-1 (18′ Pajac; 52′ Soriano, 83′ Orsolini, 90+5′ Sansone)