CALCIO – Bologna, punto di sostanza: è 1-1 con il Toro

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nella foto, un duello corpo a corpo tra Roberto Soriano e Gleison Bremer: ottima prestazione per entrambi al Dall'Ara

Prova di carattere contro un avversario in forma.

Il Bologna pareggia una partita che per un po’ ha sognato di vincere ma che ha a lungo rischiato di perdere. E’ la sintesi estrema di una notte difficile da decifrare, con il classico dubbio tra bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto che affiora. Al Dall’Ara arriva un Torino lanciato dalle due vittorie consecutive contro Udinese e Roma e in effetti nell’arco dei 90′ la squadra di Nicola dimostra se non altro di avere più birra in corpo rispetto ai ragazzi di Mihajlovic, apparsi stanchi soprattutto nel finale. In sostanza, il punto racimolato grazie al terzo 1-1 di fila contro i granata non spalanca certo orizzonti di gloria sotto gli occhi dei rossoblù ma può essere accolto con moderata soddisfazione.

Ci si aspettava qualche fisiologica variazione, invece Mihajlovic attua una vera e propria rivoluzione. Nessun reparto sfugge alle logiche del turnover, a partire dalla difesa dove -con Tomiyasu ancora fuori- si rivede Mbaye largo a destra; Poli e Dominguez compongono una mediana che più insolita non si può, mentre davanti come previsto Palacio gode di un turno di riposo: Barrow fa la punta, con il duo Orsolini-Sansone sulle fasce. E Antov? Sinisa si era fatto sfuggire un mezzo annuncio di titolarità. Tutta pretattica, evidentemente: al centro della retroguardia ottengono la conferma Danilo e Soumaoro. Cambia poco invece Nicola, reduce da sette punti raccolti nelle ultime tre gare e deciso a compiere altri passi verso la salvezza al Dall’Ara. Zaza sostituisce Sanabria dal 1′ come partner di capitan Belotti, Rodriguez vince il ballottaggio con Ansaldi a sinistra; tra i pali va di nuovo Vanja Milinkovic-Savic: Sirigu è ancora out. Inizio non proprio scoppiettante, a prendersi la scena è purtroppo una pessima notizia in casa rossoblù: Dominguez si fa male dopo uno scontro fortuito con Singo, il problema al ginocchio sembra serio; l’argentino esce in barella nascondendosi il volto sotto la maglietta, Mihajlovic un po’ a sorpresa getta nella mischia il baby Baldursson (classe 2002). Meglio il Toro in questa fase, l’incursione di Verdi stoppata da Soumaoro è l’antipasto di un’occasionissima per i granata: triangolo Zaza-Verdi-Belotti all’ingresso dell’area e miracolo di Skorupski che spranga la porta in faccia al Gallo. Al Bologna, pericoloso in precedenza con un sinistro da fuori di Orsolini, basta tuttavia un contropiede per mettere la freccia. Soriano scippa Verdi a metà campo e innesca la corsa di Barrow, il quale stoppa e calcia senza pensarci troppo su trovando impreparato Milinkovic-Savic. Secondo goal consecutivo per l’attaccante gambiano, che sale così a quota otto e accarezza quella doppia cifra che per uno come lui deve essere obiettivo minimo. Esulta anche Joey Saputo, presente in tribuna come domenica scorsa prima di rientrare in Canada. Il Torino accusa il colpo e riemerge giusto a ridosso dell’intervallo, quando Verdi servito da Singo in piena area calcia fuori una sorta di rigore in movimento.

Toro ancora ad un passo dal pareggio dopo la pausa, con Belotti bravo a premiare il taglio di Zaza: nuovamente decisivo Skorupski, stavolta in uscita. Bologna salvato dalle prodezze del suo portiere, protagonista di un girone di ritorno fin qui superlativo. I rossoblù sembrano un po’ alle corde, per attutire l’assalto granata Mihajlovic ricorre ad un triplo cambio: dentro la coppia di centrocampo sulla carta titolare (Schouten più Svanberg) oltre a De Silvestri per Dijks non al top. Il pari è però ormai nell’aria, a firmarlo provvede Mandragora con un capolavoro balistico dal limite: missile imprendibile scagliato col piede meno nobile (il destro), pallone sotto l’incrocio e persino il presidente Cairo in tribuna strabuzza gli occhi. Uno a uno più che meritato per il Torino, deciso ora a portare via l’intero bottino. Nicola sgancia anche Tonny Sanabria, che l’anno scorso da queste parti con la maglia del Genoa segnò un goal da urlo: fuori un opaco Belotti. Mihajlovic al contrario inizia a pensare che l’1-1 non sia poi da buttare in questa notte non semplice e chiede concentrazione ai suoi per l’ultimo miglio. Missione compiuta. E allora, in fin dei conti, va bene così.

 

Di seguito, le pagelle della gara.

BOLOGNA (4-2-3-1)

Skorupski 7: la “paratissima” su Belotti va mostrata nelle scuole calcio, l’uscita bassa con cui ferma Zaza è da manuale: pillole di lusso in una partita da incorniciare. ESEMPLARE

Mbaye 6: sfrutta il turnover per riproporsi. Privilegia l’attenzione e la copertura, quasi fosse un centrale aggiunto. Un paio di brividi, ma nel complesso non demerita. GUARDINGO

Danilo 6: ma quale riposo! Costretto agli straordinari, incrocia la spada con Belotti e Zaza: resiste con il piglio e lo stile di chi la sa lunga. AUTOREVOLE

Soumaoro 7: respinge Verdi e tutti quelli che gravitano nella sua zona, come sempre. Il bello è che la sua eccellenza ormai neppure fa notizia. Acquisto memorabile, deve essere il pilastro del domani. BODYGUARD

Dijks 5.5: sottotono, patisce la freschezza di Singo. Sotto la doccia dopo un’ora scarsa, con poco da segnalare. FLEBILE

(dal 55′ De Silvestri 6: gli tocca mezzora abbondante di trincea, sfodera con profitto i muscoli e l’esperienza. SPAZZINO)

Poli 6: si sistema la fascia al braccio e raccoglie la chance dopo le briciole degli ultimi tempi. Soliti contenuti: generosità e polmoni per il bene comune. Filtro utile, benché poco appariscente. SOLDATINO

(dal 55′ Schouten 6: non un grande momento per mettere piede in campo: riesce comunque a farsi valere, anche con l’inerzia tutta a favore del Toro. RIGOROSO)

Dominguez s.v.

(dal 9′ Baldursson 6: sbuca dalle retrovie, di fatto si ritrova con un tempo a disposizione: luci e ombre, alti e bassi. E’ pur sempre un 2002, guai a dimenticarlo. VIRGULTO)

(dal 55′ Svanberg 5.5: stenta ad entrare in sintonia con una partita rognosa, sporca e cattiva. Ce la mette tutta, ma il contesto non lo aiuta ad esprimere le sue qualità. SCOMODO)

Orsolini 6: aggredisce Rodriguez, chiuso all’angolo per un tempo intero. Non sempre un mostro di lucidità ma quando si accende produce spesso materiale da highlights. Mezzo voto in meno per la ripresa in calando. ESTROSO

Soriano 7: crea e ricama dal nulla l’azione del vantaggio: frega Verdi, libera Barrow in campo aperto. Ancora una volta decisivo in tutto il suo splendore. Anima e cervello. SUCCULENTO

Sansone 5: è uno dei più attesi, ma si nota pochissimo. Non entra in partita né trova mai il guizzo che possa dare un senso alla sua serata. Isolato e ignorato, lì a sinistra. EREMITA

(dall’83’ Skov Olsen s.v.)

Barrow 6.5: da centravanti di solito fatica: rimuovere il passato, tutta un’altra musica. Subito pimpante, fa ammonire Nkoulou e legge alla perfezione l’invito di Soriano. Graffio da pantera per il vantaggio: e sono 8. Seconda parte più complicata, ma il marchio resta. MATADOR

all.Mihajlovic 6: cova desideri di en plein davanti a Saputo, ma capisce in fretta che tira una brutta aria: e allora, una volta tanto, sceglie di aggrapparsi al pareggio con le unghie e con i denti. Via la spavalderia, largo a concretezza e prudenza. DIPLOMATICO

 

TORINO (3-5-2)

V.Milinkovic-Savic 5; Izzo 6.5, Nkoulou 6, Bremer 7; Singo 6, Rincon 6 (72′ Lukic 6.5), Mandragora 7.5, Verdi 5 (65′ Baselli 6.5), Rodriguez 5.5 (65′ Ansaldi 6.5); Belotti 5.5 (72′ Sanabria 6), Zaza 6.  all.: Nicola 6.5

 

BOLOGNA-TORINO 1-1 (25′ Barrow; 58′ Mandragora)