CALCIO – Bologna, quei fantasmi che ritornano: Destro e Ballardini sfidano Sinisa

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nella foto, l'esultanza di Mattia Destro con Sinisa Mihajlovic nella gara di due anni fa all'Olimpico contro la Lazio: grazie al 3-3 maturato quella sera i rossoblù brindarono alla salvezza aritmetica

La gara della nostalgia? Non proprio, ad essere sinceri.

Dopo cinque pareggi di fila il Bologna va a bussare alla porta del Genoa, sperando in un pomeriggio di gloria. Ad aprire troverà volti noti, ma in fondo mica rimpianti: con buona pace del fresco ex Bani, l’accoglienza spetta infatti a Davide Ballardini e a Mattia Destro, entrambi legati ai colori rossoblù in epoche diverse e non troppo lontane tra loro. In comune, la scarsa fortuna delle rispettive esperienze. Il Balla arrivò al capezzale del Bologna al posto dell’esonerato Pioli nel 2014, giusto in tempo per salutare la superstar Alino Diamanti (destinazione Cina) e con essa ogni residua speranza di sopravvivenza: il girone di ritorno divenne ben presto un vero e proprio calvario, la Serie B una logica conseguenza. Più intensa e duratura, invece, la storia di Destro sotto le Due Torri. Accolto come un re da una folla in delirio in un caldo pomeriggio estivo in stazione, l’attaccante ascolano non ha poi saputo ricambiare sul campo l’amore dei tifosi, che per tanti anni hanno visto in lui il simbolo incontrastato dell’era Saputo. I ventinove goal spalmati su quattro stagioni e mezzo raccontano molto, se non tutto, di quella favola finita in fretta su un binario morto. Nonostante il tentativo estremo di Mihajlovic, che fino all’ultimo ha provato a rimettere insieme i cocci e ad offrire fiducia al ragazzo, trasferitosi al Genoa esattamente un anno fa. Incredibile ma vero, Sinisa si ritroverà davanti un calciatore completamente rigenerato, capace di segnare 5 reti in questo inizio di campionato (con tanto di doppietta al Milan capolista) e di strappare addirittura la maglia da titolare al centro dell’attacco ad un giovane di grandissime speranze come Scamacca. Il dente avvelenato del grande ex, insomma, fa paura a tutti dalle parti di Casteldebole.

Si annunciano novanta minuti delicatissimi per la stagione del Bologna, impantanata all’improvviso in un limbo che nasconde insidie ma anche opportunità. Il decimo posto -stella polare del campionato rossoblù- è lì alla portata, appena quattro punti più su; ma occhio ad evitare pericolosi capitomboli, perché anche la zona calda è dietro l’angolo. La sensazione è che Marassi rappresenti in tal senso il classico bivio. Se il Genoa dovesse prevalere, l’orizzonte del Bologna diventerebbe scuro e minaccioso, con l’aggravante di un calendario di nuovo in salita nel prossimo poker di impegni: due rivelazioni come Verona e Benevento aprono e chiudono la serie, in mezzo ci sono Juventus e Milan. Un passo falso in Liguria è insomma caldamente sconsigliato. Mihajlovic si affida manco a dirlo al suo uomo copertina, quel Rodrigo Palacio che con la maglia del Grifone fece faville tra il 2009 e il 2012 tanto da meritare la chiamata dell’Inter; il fuoriclasse argentino, che a Genova contro la sua vecchia squadra segnò un goal tanto bello quanto decisivo nella sua prima stagione bolognese, freme dalla voglia di sbloccarsi e incurante della fatica si prepara a disputare la terza gara da titolare nell’arco di una settimana. Del resto, com’è risaputo, Sinisa non può permettersi grandi rotazioni da metà campo in su. In rampa di lancio c’è tuttavia Vignato, candidato a prendere il posto dell’altalenante Barrow.

Neppure in difesa abbondano le soluzioni per il tecnico serbo, che deve ancora rinunciare a De Silvestri e a Medel, in attesa dell’ufficialità dell’innesto di Adama Soumaoro a titolo temporaneo con diritto di riscatto. Il 28enne centrale proveniente dal Lille, tra l’altro, è una vecchia conoscenza del Genoa, con il quale ha disputato buona parte del girone di ritorno dello scorso campionato (segnando anche una rete, guarda caso proprio al Bologna nello 0-3 di metà febbraio al Dall’Ara). Soumaoro va a colmare la lacuna lasciata da Denswil, rientrato in prestito fino a giugno al Club Brugge. A Marassi non ci sarà ma probabilmente non avrebbe giocato a prescindere, anche perché Paz è reduce da un partitone al fianco di Danilo contro l’Udinese: sciogliere l’inedita coppia, al momento, non sembra essere una priorità per Mihajlovic. Assente anche Ravaglia, positivo al Covid: sfortuna senza fine per il baby portiere rossoblù, frenato prima da un infortunio e poi dal virus; tra i pali ancora spazio a Da Costa. Morde il freno Nico Dominguez, pronto a rientrare in pista dopo la squalifica: rileverà Svanberg, fermato dal Giudice Sportivo per la sciocca espulsione di domenica scorsa. Anche la corsa del Bologna verso i tre punti si è arrestata in concomitanza con l’uscita di scena del centrocampista svedese, assist formidabile per la rimonta dell’Udinese. A Genova bisogna allora andare a riprendere quella vittoria abbandonata all’ultima curva prima del traguardo soltanto due giorni fa.

Arbitra il sig.Doveri di Roma, fischio d’inizio previsto per le ore 18 di domani.

 

Di seguito, elenco dei convocati e probabile formazione rossoblù.

PORTIERI: Breza, Da Costa, Molla.

DIFENSORI: Arnofoli, Calabresi, Danilo, Dijks, Hickey, Khailoti, Paz, Tomiyasu.

CENTROCAMPISTI: Baldursson, Dominguez, Poli, Schouten, Soriano.

ATTACCANTI: Barrow, Orsolini, Palacio, Rabbi, Rocchi, Skov Olsen, Vergani, Vignato.

 

PROBABILE FORMAZIONE

4-2-3-1

Da Costa; Tomiyasu, Danilo, Paz, Dijks; Schouten, Dominguez; Orsolini, Soriano, Vignato; Palacio.  all.: Mihajlovic

BALLOTTAGGI: Dijks-Hickey 55%-45%.

INDISPONIBILI: De Silvestri, Mbaye, Medel, Ravaglia, Sansone, Santander, Skorupski.

SQUALIFICATI: Svanberg (1 giornata).